Gli italiani hanno votato e, nonostante il
deprecabile e sconcertante spettacolo di inefficienze nella
gestione delle operazioni di voto, l’affluenza alle urne è
stata alta. Un evento non scontato e molto positivo.
Il risultato delle urne esprime in modo chiaro
una serie di elementi che evidenziano significativamente l’evoluzione
in atto nella vita politica del nostro paese.
Ha vinto la coalizione della casa delle
libertà, in modo netto, non plebiscitario ma consistente,
conquistando la maggioranza assoluta dei seggi sia al Senato che
alla Camera, garantendosi quindi le condizioni per governare in
una situazione numerica di tranquillità. La soglia del 4 % nel
proporzionale ha sbarrato la strada alle forze politiche che hanno
tentato di contrastare il nascente bipolarismo (Democrazia
europea, Italia dei valori, radicali).
La coalizione dell’ulivo è uscita sconfitta
dal confronto elettorale, pur recuperando in termini di
percentuale di votanti e di voti reali rispetto al risultato del
1996 e ancor più rispetto alle indicazioni dei sondaggi che hanno
accompagnato tutta la campagna elettorale.
Molte ed interessanti sono inoltre le
considerazioni che in queste ore si susseguono nei commenti su
quanto è accaduto dentro ai due schieramenti, il balzo in avanti
di Forza Italia a scapito degli alleati, il crollo della Lega e la
falsa partenza del Biancofiore, il significativo calo dei DS ed il
successo della Margherita, con una serie di considerazioni sulle
presunte responsabilità di Rifondazione e Italia dei valori nel
mancato successo dell’Ulivo.
La Presidenza provinciale delle ACLI varesine,
rinviando una valutazione più organica del voto e delle
prospettive che si aprono per il futuro del nostro paese, auspica
che la dimostrazione di efficienza che dovrebbe caratterizzare il
prossimo governo sostenuto da una maggioranza parlamentare solida,
si manifesti nel perseguimento del bene comune, cercando e non
sfuggendo il confronto con la minoranza in parlamento, così pure
con le forze sociali, i sindacati, e le associazioni ed i gruppi
di volontariato presenti nella società civile, prendendo atto
oltretutto che alla maggioranza in parlamento non corrisponde una
altrettanto marcata maggioranza di consensi acquisiti, rispetto al
numero dei votanti.
Le ACLI varesine ribadiscono le priorità in
termini di contenuti e le linee di soluzione dei problemi già
espresse nel corso della campagna elettorale. In particolare per
quanto riguarda : L’economia, il lavoro e il sistema
formativo, la famiglia e le politiche sociali, l’immigrazione e
le politiche per l’integrazione, Il federalismo e la
sussidiarietà.
La franchezza nel confronto e nel
contraddittorio per sostenere in particolare i diritti delle fasce
sociali più deboli, dei lavoratori tipici e atipici, degli
immigrati, delle famiglie giovani e di quelle monoreddito,
rappresentano uno stimolo in più per coniugare l’attività
sociale e formativa con una adeguata presenza politica che genera
o sollecita chi ci governa, attraverso interventi, proposte e
critiche. Ruolo d’altra parte già svolto anche con i precedenti
governi, compresi quelli che hanno meglio interpretato anche le
nostre attese e sollecitazioni sociali e che non sempre hanno
però attuato i programmi condivisi.
La presidenza provinciale delle Acli