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Cuveglio - Il candidato sindaco spiega: "La tangenziale per alleggerire il traffico sarebbe la grande opera di cui il paese ha bisogno". E pensa alla Regione per recuperare i fondi necessari
La "Svolta" di Cigada: viabilità e istruzione
Ha settant’anni e un passato trascorso tra Milano e Cuveglio: Oliviero Cigada si candida a sindaco del paese al centro della Valcuvia come capolista di “La svolta per Cuveglio”. Un passato professionale nell’editoria e nel mondo dei diritti televisivi, 35 anni fa ha scelto di lasciare la metropoli per tornare nella frazione di Vergobbio che diede i natali a suo padre. Di che tipo di “svolta” ha bisogno, a suo parere, il Comune di Cuveglio?«Ho buoni rapporti con tutti gli altri candidati sindaco, ma credo che in paese ci sia troppo immobilismo. Mi è spiaciuta la situazione che si è creata con l’ex vicesindaco (Giorgio Piccolo ndr) che dopo quattro anni e mezzo ha iniziato a votare contro la Giunta. A parte questo, ripeto, penso che il paese abbia bisogno di qualcuno che possa operare a tempo pieno, anche per recuperare i soldi necessari a fare i lavori che servono a Cuveglio. E personalmente ritengo di avere queste possibilità».
Come pensa di fare? E per cosa li utilizzerebbe?
«Cuveglio è un paese di poco più di tremila abitanti ma ha una viabilità caotica: in certe ore pare di essere a Varese o a Milano, tanto è il traffico che attraversa il centro. Non è sostenibile, e le decisioni prese finora per alleviare i disagi, come l’apertura della via Volta e i relativi dossi, ha forse peggiorato il problema. Per questo io penso a una tangenziale che tagli fuori la zona centrale, facendo proseguire la provinciale che proviene da Cittiglio fino alla zona della Baita di Santa Maria, verso Rancio. Per questo Villa Recalcati dovrebbe mettere fondi a disposizione; per il resto io ho da tempo coltivato ottimi rapporti a livello Regionale, anche con il Governatore Formigoni, e penso di poter rivolgermi alle persone giuste per ottenere i finanziamenti necessari».
Oltre alla viabilità, dove le piacerebbe intervenire?
«Vorrei portare un’attenzione maggiore verso le scuole. Guardi, il mio sogno che probabilmente non è realizzabile, sarebbe quello di avere un liceo qui a Cuveglio. Visto che non sarà possibile, mi piacerebbe comunque avere qui la sede di qualche corso professionale: un modo per avvicinare le scuole al territorio e all’imprenditoria, un passo fondamentale per la crescita dei nostri giovani».
A proposito di giovani, la sua lista ne comprende parecchi: sette sono nati dal '79 in avanti.
«Sì, infatti. Io ho settant’anni e proprio per questo voglio lanciare qualche ragazzo di buona volontà e perché no, di talento. “La svolta per Cuveglio” ne ha in lista parecchi, accanto a una persona che ha tutta la mia stima, il professor Damia. Lui giovane non è più, ha ben 88 anni, ma è una persona di grande spessore morale e professionale: è uno dei primi grandi anestesisti italiani e con il suo lavoro ha contribuito a salvare tantissime vite. Deve essere un esempio per tutti».
Damiano Franzetti
Lunedi 1 Giugno 2009 |