Né col Papa, né con l’Imperatore. Il Partito dei Pirati che si presenta a Pino Sul Lago Maggiore non è come i corsari del Lago, che nel ‘400 attraversavano il Verbano partendo dai castelli di Cannero, ancora in piedi. I Fratelli Mazzardi, che costruirono quei castelli, erano ghibellini e stavano dalla parte dell’Imperatore. «Noi non stiamo né con uno né con l’altro, stiamo dalla parte dei cittadini, di chi lavora, produce e non va seppellito di tasse». Firmato: Marco Manuel Marsili, non segretario, ma “portavoce” («siamo un movimento orizzontale») del Partito dei pirati.
Via l’IMU sulla prima casa, democrazia diretta, e divisione dell’avanzo di bilancio delle amministrazioni tra i cittadini della comunità, magari con un’assemblea annuale fatta in piazza, alla “svizzera”. Benvenuti nel Partito dei Pirati che a sorpresa punta ad espugnare uno dei più piccoli paesi del Varesotto: il Verbano non è il Mar dei Caraibi, ma se i 200 e passa elettori di Pino mettessero la croce sul simbolo di teschio e sciabola, la politica dei pirati sarebbe questa.
«Politica, ha detto bene, perché il nostro è un movimento nato da poco e che si contrappone ai partiti - spiega Marsili, milanese, figlio del candidato sindaco a Pino e professore universitario all’Insubria dove insegna giornalismo».
Ma se non volete i partiti, perché correte a Pino Sul Lago Maggiore, dove si presentano due liste civiche?
«Ma non sono liste civiche! Sono partiti travestiti da liste civiche. Abbiamo scelto Pino perché conosco questa zona e credo sia un comune dove si possono attuare le nostre proposte: l’obiettivo per esempio è di sfruttare le bellezze del luogo e le potenzialità per avere guadagni da distribuire ai cittadini»
Cioè? «Troppe amministrazioni hanno avanzi di gestione. Ecco, questi avanzi, credo vadano distribuiti tra i residenti, invece si preferisce colpirli con nuove tasse. Invece per questo paese sarebbe il caso di organizzare festival della filosofia estivi, incontri culturali e letterari o sfruttare il lago con una piattaforma galleggiante dove fare iniziative estive: i soldi del ricavato di queste manifestazioni verranno redistribuiti tra i cittadini».
Ma il partito dei pirati, non è quello che nasce in Svezia e che prende voti nella città di Berlino?
«Sì, a livello europeo questo movimento è presente, noi parliamo con queste componenti, ma non ne facciamo parte a livello organico. Siamo italiani e ci caratterizziamo con proposte che riguardano il nostro paese».
Avete alleati con altri partiti? Anche il Movimento di Grillo fa discorsi simili ai vostri....l’antipolitica...
«No! Qui sta l’errore: noi siamo per la politica e contro i partiti, che oramai sono morti»
Ma è la prima volta che vi presentate alle elezioni amministrative?
«Sì, con questo simbolo sì, ma abbiamo già alcuni comuni dove sono presenti consiglieri: Rozzano, nel Milanese, e due comuni in provincia di Bergamo, Piazzolo e Aviatico. Alle elezioni di maggio siamo presenti in venti comuni, tra Lombardia e Piemonte».
Ma perché proprio partito dei Pirati, se avete poco da spartire coi movimenti nordici?
«Perché i veri pirati siedono in Parlamento e i buoni siamo noi. Anche nel film volevano fucilare Jhonny Depp, ma i veri cattivi erano gli spagnoli, non lui».