Politica - Il capolista alla Camera della lista Scelta Civica con Monti per l'Italia ha presentato il programma agli elettori varesini. «Si puo' governare il Paese con il buon senso. Sono un europeista convinto»
Bombassei: “Non credo alla macroregione del nord”
«Non credo alla macroregione del nord. È antistorico pensare di spezzettare il territorio quando si opera in un mercato globale, anche gli stati più virtuosi d'Europa da soli non sono niente. Sono un europeista convinto». Alberto Bombassei, patron dellaBrembo e candidato alla camera dei deputati per la lista Scelta Civica con Monti per l'Italia, è venuto nel cuore della Lega a ribadire che l'unica via percorribile per l'Italia è rimanere in Europa.
Intervistato dal giornalista Gianni Spartà, che lo ha ribattezzato per l'occasione “Mister Brembo”, in onore di Giovanni Borghi (Mister Ignis), Bombassei ha risposto a tutte le domande, ammettendo fin da subito che «il non aver fatto scelte industriali corrette in passato, ha fatto precipitare il Paese nella situazione attuale».
Ci si puo' rialzare a condizione che si usi il «buon senso» e si agisca subito per rendere competitivi alcuni settori a partire da quello dell'energia, oggi troppo costosa, rilanciare il comparto delle costruzioni, trainante per molte altre lavorazioni, e quello meccanico, in cui l'Italia è tra i leader mondiali insieme a Germania e Giappone. Da non dimenticare poi l'importanza dell'agricoltura di qualità». Alcune leve per innescare il rilancio, secondo Bombassei, sono già a dispozizione, come la Legge Sabatini (1329/65) che permette alle imprese di acquistare macchinari a un tasso agevolato. «Non sono proposte rivoluzionarie – dice il candidato – ma immediatamente operative».
Bombassei difende Monti che «ha dovuto operare in una situazione di emergenza» e sfata una serie di luoghi comuni a partire dai desiderata degli imprenditori: «Sono stato in Veneto e sapete qual è stata la prima richiesta degli imprenditori? Non la riduzione delle tasse, ma un semplice: “lasciateci lavorare”, ciò significa che sentono il peso di un sitema che non funziona». L'apprendista politico - così si è definito - non attacca gli avversari, ma sulle conseguenze di una vittoria del Movimento 5stelle di Beppe Grillo avverte: «Non bisogna spaccare tutto per risollevare il Paese, non siamo in Sudamerica. Se vince Grillo ci sarà la fila fuori dal consolato svizzero per ottenere la cittadinanza».
Non si sbilancia su Finmeccanica e il caso Agusta e non perché la sua Brembo è entrata «da poco e con fatica» nella lista dei fornitori dell'azienda aeronautica, ma perché «non ha elementi sufficienti per giudicare», ribadendo però che «etica e morale» sono fondamentali per la credibilità industriale del Paese.
Per uno che ha filiali in tutto il mondo è un sollievo andare a trovare i clienti all'estero e non sentire battutine sul proprio paese. «Monti - sottolinea Bombassei - ha risollevato la credibilità dell'Italia». Per la lista Scelta Civica rimane aperto il problema delle alleanze perché il premier uscente non avrà i numeri per governare. Su questo punto il candidato dimostra di non essere un apprendista e sfodera una risposta da politico navigato: «Possiamo allearci con chicchessia purché si condividano gli obiettivi». Poi ci mette un correttivo: «Nel Pd ci sono persone che stimo, il problema è la Cgil. Pensavo che la Camusso fosse più dolce, Epifani era più ragionevole».