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25 aprile, la festa di un popolo libero

25 aprile 2015 Gallarate
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25 aprile 2019

Caro direttore,
per me, vecchierel canuto e stanco, il 25 aprile rappresenta la festa più bella, è la ricorrenza, il ricordo della Liberazione da un delirio di follia, da un incubo durato ben venti anni. Liberazione da quel fascismo che nulla di buono aveva fatto, ma troppo di disastri aveva provocato: leggi speciali, eliminazione di ogni forma di democrazia, leggi razziali, guerre e tanti lutti. Che il fascismo non fosse amato lo si vide l’otto settembre 1943 quando tutto quanto il fascismo aveva voluto, cadde miserevolmente: partito fascista, esercito fascista, strutture pseudosindacali fasciste, tutto crollò in poche ore. Con i banditi neri della RSI il rinato fascismo toccò il fondo della viltà e delle atrocità. Con il 25 aprile ce ne liberammo!

È pur vero che il 26 aprile vi furon tante persone e tra esse tanti, troppi intellettuali ( o sedicenti tali) che si dichiararono da sempre antifascisti, militavano tra le file fasciste, inneggiavano al duce e alle sue famigerate leggi, ma erano in cuor loro antifascisti, ipocriti !!. Redenti li chiama Mirella Serri, redenti da Togliatti che li assolse e li sfruttò. Certo vi furono eccidi vergognosi e vili da parte di partigiani o presunti tali. Nessuno lo può negare, quelle atrocità devono essere condannate senza se e senza ma. Ma tutto ciò nulla toglie ad una festa di un popolo libero, al ricordo di quel 25 aprile, quando gli italiani si sentirono finalmente liberi. cittadini non più sudditi.

In una democrazia salda come è diventata quella italiana non devono preoccupare più di tanto rigurgiti nazi fascisti; la democrazia vale per tutti anche per coloro che la negano. Ma i democratici, la grandissima maggioranza dei cittadini italiani non possono né devono tollerare manifestazione e azioni violente di squadracce fasciste. Stiamo vigili, la democrazia può essere in pericolo qualora a queste frange terroristiche si conceda tolleranza.

Viva il 25 aprile, festa della liberazione e della libertà ritrovata !
Cordiali Saluti

Dr Carlo Passarotti

NOTA ; A destra vorrebbe che il 25 aprile fosse chiamato festa della pacificazione confondendo chi si battè per la restaurazione della democrazia in Italia e chi con tragica pervicacia la combattè trucidando, violentando e torturando. De mortuis nihil nisi bonum. I morti riposino pure in pace, ma ai vivi bisogna ricordare cosa compirono questi morti. Mussolini e i Fratelli Rosselli sono morti, non per questo li confonderemo con l’ipocrita frase “ma insomma sono morti, lasciamoli riposare in pace” NO, questo NO !!! Non confondiamo i martiri con il carnefice !

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