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25 aprile : Povera Italia

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25 aprile : Povera Italia
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26 aprile 2018

Egregio direttore,

il 25 aprile festeggiamo la liberazione d’Italia. Una conquista che ci è costata morti, tradimenti, sacrifici, traumi indicibili. I nostri vecchi hanno fatto tutto questo per permetterci di vivere in un paese ed in una società migliore e condividere il bene più prezioso, la libertà. La libertà non ha colore di pelle e credo religioso o idee politiche. La libertà è di tutti e tutti ne possono fare uso.
Essere liberi non significa poter fare quello che si vuole. Essere liberi significa rispettare ed essere rispettati, perseguire pace e giustizia, donare ai nostri figli le migliori opportunità possibili nel rispetto delle regole di convivenza civile. Essere liberi significa costruire e non distruggere.

Oggi la libertà è minacciata da più fronti, bullismo, baby-gang, genitori che minacciano e pestano insegnanti, truffe ad anziani, violenza verbale e fisica, aggressività e cafoneria nelle persone sempre più diffusa.
Purtroppo oggi la giornata è iniziata con l’amaro in bocca. Esci di casa, svolti l’angolo e scopri che dove vivi è usato come latrina, una vera discarica. Allora pensi che in Italia c’è qualcuno che questa libertà non se la merita affatto in quanto la insulterebbe comportandosi peggio di una animale mosso solo da istinti opportunistici.

Siamo a Tradate e ai nostri figli dobbiamo giustificare uno spettacolo del genere. Un intero mobile fatto a pezzi e buttato nel Fontanile, uno stendino per panni, sacchetti vari. L’avessero fatto di notte, invece no, in pieno giorno. Strafottenti e molto probabilmente violenti nel caso qualcuno li avesse fermati.
Uno scempio….l’Italia stuprata, ancora una volta. L’Italia che ci è stata donata è trattata come una prostituta, usata ed abbandonata da qualche parte.

Contatto il vicesindaco, mi ascolta, abbiamo un dialogo proficuo, ci incontreremo e ragioneremo spero insieme sul da farsi per fermare questo scempio.
L’amarezza è tanta e l’umore è veramente sceso ai minimi termini. Purtroppo l’orrore nel vedere tutto cadere verso il basso oggi ha avuto la meglio sul resto. Questo mi spaventa. La convivenza civile è una guerra che stiamo perdendo su più fronti.

Felice
Tradate

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