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Alex Zanardi … dubbi e riserve

alex zanardi
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2 luglio 2020

Egr. Direttore,

premetto che dal mio profondo del cuore spero tanto che Alex Zanardi, possa vincere questa sua battaglia e tornare al più presto agli affetti della sua famiglia. Fatta questa precisazione, personalmente non sono poi così tanto sicuro che Alex Zanardi possa essere sempre indicato totalmente come una icona positiva da additare alle giovani generazioni. Certo che riconosco in lui la sua personale vittoria sulla sua disabilità nella sua la vita.

Ma non si può mai dimenticare che la sua avventura è iniziata dopo un grave incidente in uno sport, l’automobilismo, dove la competitività e il rischio della vita è al massimo livello. Non so fino a che punto sia giusto praticare questi sport, dove gli spettatori vanno nella speranza di poter assistere a qualche scontro, alla stessa stregua con cui nei circhi equestri romani il popolo si divertiva a vedere il duello tra i gladiatori. Senza incidenti, automobilismo e motociclismo, sarebbero gare sportive molto noiose.

Se si dovessero usare gli stessi criteri con cui sono sottoposte tutte le attività artigianali per il rispetto delle norme della sicurezza, questi sport andrebbero chiusi e vietati. Ma ahimè interessi economici giganteschi fanno chiudere gli occhi a tutti i governi: si rischia la vita per far divertire un popolo e per favorire un business commerciale. Non è un caso che quasi tutti i più grandi campioni della storia  automobilistica e motociclista sono ricordati perché sono morti in incidenti.

Come poi abbia fatto anche papa Francesco unirsi al coro nella esaltazione di questo campione sportivo, mi è un po’ incomprensibile, visto che sono tanti i teologi e i preti che sostengono che la competitività è un grave peccato mortale, quella che spinge tutti i sistemi economici e finanziare a provocare le guerre in tutto il mondo, in quella frenesia pazzesca per arrivare primi, in tutti campi. La stessa competitività che spinge poi troppi giovani a gareggiare in quello che è uno sport nazionale nel non rispettare il codice stradale, con quella scandalosa ecatombe delle migliaia di morti del sabato sera e non solo, in quella maledetta mania di arrivare primi.

Su cosa poi abbia provocato l’ultimo incidente forse non si saprà mai, anche se si può dire con una buona dose di certezza che una piccola imprudenza sia stata commessa. Una cosa è sicura: Alex Zanardi non ha mai fatto sua l’esortazione evangelica “Beati gli ultimi perché saranno i primi.”

Agli auguri fatta dal papa per la sua pronta guarigione credo che ci siamo tutti, compreso chi scrive. Qualcuno però oggi dovrebbe suggerisce al papa  di impegnarsi forse di più per rinnovare la Chiesa, prima che il clericalismo riprenda il sopravvento e che la religione Cattolica ridiventi religione di Stato a causa del Coronavirus. A meno che anche papa Francesco non si sia scoraggiato in questa opera ciclopica, dove anche i suoi predecessori hanno fallito, e si limiti a rinnovare la società, dimenticandosi di rinnovare la Chiesa. Chissà!

Emilio Vanoni

Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Sig. Vanoni..questa lettera avrei voluto scriverla io ma lei ovviamente l’ha fatto con molta più dialettica ed eleganza rispetto al sottoscritto.
    Già dopo le prime ore dall’incidente sembrava svanire nel nulla la estenuante ricerca di un colpevole….la strada, il camionista che sopraggiungeva nel senso opposto, il cellulare che alla partenza Zanardi maneggiava.
    A me sembra che Zanardi sia uno dei tanti “malati” di adrenalina, che deve trovare sempre uno stimolo in qualche attività rischiosa pur di sentirsi vivo. Del resto non corri a più di 300km/h se un pò folle non sei.
    Ma effettivamente andare contro a questa beatificazione forzata di Zanardi sembrava quasi di sputare contro la statua della Madonna durante la processione.
    Ebbene lei metaforicamente parlando l’ha fatto e poco importa che quello che dice combaci perfettamente con il mio pensiero ma sicuramente lei ha fatto onore a tutte quelle migliaia di ciclisti investiti e morti sulle strade italiane la cui unica colpa è non chiamarsi Alex Zanardi, e per questo motivo sono finiti nell’oblio.

  2. Damiano Franzetti
    Scritto da Damiano Franzetti

    Mi riesce difficile ricordare di avere letto qualcosa di più demenziale di questa lettera. Invocare il divieto degli sport del motore (parificandoli al lavoro artigianale), pensare che i tifosi sperino nell’incidente per divertirsi – secondo lei un tifoso gode nel ferimento di un proprio idolo? – pensare che per la Chiesa non si debba essere agonisti (e quindi fare il proprio meglio… ha presente la parabola dei talenti?) per il principio degli “ultimi saranno i primi”. E lamentarsi degli auguri del papa a Zanardi.
    Zanardi che ha organizzato la manifestazione nella quale è rimasto ferito proprio per dare voce agli “ultimi”, agli atleti paralimpici che superano le difficoltà della vita per affrontarsi su un campo di gara ed essere da esempio per gli altri.
    Difficile scrivere di peggio, forse ci riesce solo Felice con il sostegno alle parole di Vanoni.

  3. Scritto da massimiliano_buzzi

    Sarò breve.

    Questa lettera si mostra solo per ciò che effettivamente è: un monumento al cattivo gusto.