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Calogero Marrone, un eroe dimenticato 

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11 marzo 2019

In questi giorni e precisamente il 15 febbraio sono passati 74 anni dalla morte di Calogero Marrone, figura per tanti decenni dimenticata, riemersa nel 2002, grazie al libro di Franco Giannantoni e Ibio Paolucci che ho letto in questi giorni per la prima volta. Il libro non è solo il racconto di questo eroe dimenticato, ma è una pagina di storia varesina della Resistenza. Calogero Marrone e stato un pubblico funzionario statale venuto dal Sud, che diventa, suo malgrado, un eroe negli anni tempestosi e feroci della repubblica fascista di Salò. La sua città natale è Favara in provincia di Agrigento.

Inviso ai notabili del suo paese per il suo palese antifascismo fino a dover scontare, innocente, alcuni mesi di galera, Marrone partecipa ad un concorso per applicato comunale e lo vince, trasferendosi, con la moglie e i quattro figlioletti a Varese, dove, anni dopo, viene promosso per le sue elevate capacità professionali e per la sua dedizione al servizio pubblico, capo dell’Ufficio anagrafe del Comune.

E’ in questa veste che durante l’occupazione nazifascista rilascia centinai e centinaia di documenti di identità falsi, soprattutto ad ebrei ma anche ad antifascisti, salvando, a prezzo della propria, la loro vita.

Tradito da un delatore, Calogero Marrone, partecipe attivo della Resistenza, viene arrestato dai tedeschi della Guardia di Frontiera e consegnato alle SS. Torturato sotto interrogatorio, il suo calvario inizia nella prigione di Varese per finire, attraverso altre carceri e il lager di Bolzano-Greis, nel campo di sterminio di Dachau, ultima tappa di un viaggio senza ritorno. Solo nel dicembre 2012 Marrone è stato insignito del massimo riconoscimento civile dello Stato di Israele “Giusto fra le Nazioni”, “per aver salvato i fratelli ebrei dalla persecuzione”.

Scrive Giannantoni: “Nel raccogliere e mettere insieme la sua storia, risalta la nobile ed eroica personalità di un funzionario della pubblica amministrazione venuto dal Sud, che nel momento della tempesta anziché pensare a sè stesso, sceglie di fare tutto il possibile per salvare altra gente in pericolo. Scrivere questo libro è stato anche dettato da una scelta precisa perché i tempi sono tornati ad essere bui.

In Italia c’è chi opera all’interno di un preciso disegno politico, per calpestare le norme più elementari del diritto, dell’uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge in primo luogo, e c’è addirittura di chi parla di riscrivere la storia nello stesso tempo in cui, in un delirio di stampo fascistoide, si alimenta nella società, razzismo e xenofobia.

Il nazismo nel cui programma, incompiuto ma tragicamente sviluppato con gli strumenti delle camere a gas e dei crematori, figurava la soluzione finale, il più grande crimine della storia contemporanea, con un bilancio di sei milioni di morti.

Per fortuna, allora, ci furono uomini e donne coraggiosi come Calogero Marrone, che si opposero all’orrore, mettendo in gioco la loro vita, i loro affetti, il loro lavoro, per ridare a tutti noi la libertà. Uomini spesso col passare del tempo dimenticati, cacciati a forza da fragili culture e da minacciose arroganze ai margini della memoria.”

Leggere questo libro è stato per me una grande emozione anche in relazione agli anni bui che stiamo vivendo con il risorgere pauroso di fenomeni che ci eravamo illusi essere sconfitti per sempre, come il razzismo e la xenofobia. Grande, per fortuna, è stata la manifestazione contro il razzismo di sabato scorso a Milano. Anche oggi avremmo bisogno di tanti Calogero Marrone, che nei loro uffici anagrafe possano garantire, attraverso una carta di identità, i diritti umani a tutti gli immigrati che vivono nelle nostre comunità, prima di dover rivivere gli orrori del nazifascismo.

EMILIO VANONI                        Induno Olona                             5/03/2019

 

 

 

 

 

 

 

 

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