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Certo, certissimo, anzi…probabile

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7 Marzo 2021

Ipotesi, conferme, smentite, in merito al virus e ai vaccini per contrastarlo.

Dall’inizio della pandemia si sono succedute una molteplicità di informazioni, sia relative alla struttura del virus, certamente appartenente alla famiglia dei coronavirus, già noti per aver causato epidemie; che alla sua modalità di diffusione tra i suoi ospiti umani.

Se un anno fa la comunità scientifica iniziava la ricerca per giungere a conclusioni sul Coronavirus noi, persone più o meno ignare di cosa si sarebbe abbattuto a breve sulle nostre vite quotidiane, ci siamo lanciate in un tentativo di spiegazioni tanto variegate quanto infondate e, se gli effetti collaterali non fossero ancora tragici; anche fantasiose.

“E’ solo un’influenza; è un complotto dei poteri forti; è il pensiero unico che si impone; stanno cambiando l’ordine del mondo; big pharma vuole fare profitti; così si silenzia il dissenso; ma è davvero strano questo virus, non trovi che ci sia qualcosa che non si capisce? Stanno abolendo la democrazia parlamentare tramite i DPCM; è una punizione divina per i nostri peccati…” ed altro ancora.

Di fronte all’inedito, all’ignoto che travolge; l’umanità ha sempre cercato spiegazioni: dal mito, alla religione, alla scienza, che si sono succeduti in ordine storico cronologico: dal fuoco nella caverna dei nostri antenati, a quello prometeico, per giungere alla combustione della fisica e della chimica.

La scienza, dalla rivoluzione di Galileo in poi si fonda sul metodo scientifico con certezze logico sistematiche: fenomeno osservato, ipotesi e teorie su di esso, verifica sperimentale possibilmente matematica, dimostrazione o confutazione vero/falso delle ipotesi di partenza.

Ebbene, se nello strettissimo tempo trascorso da un anno ad oggi, siamo già protagonisti di una vaccinazione di massa a livello globale, lo si deve alla Scienza come istituzione; che nei suoi plurimi aspetti disciplinari, biologia, medicina, farmacologia… ha potuto procedere nei centri di ricerca , nei laboratori e nelle istituzioni preposte a confrontarsi sulle conoscenze raggiunte, condividendole ,tramite uno sforzo comunitario mai visto prima, grazie anche alla tecnologia, emanazione – applicazione della scienza stessa.

Gli scienziati, i ricercatori, soggiacendo alla struttura normativa della comunità scientifica dell’universalismo, dello scetticismo sistematico, del comunitarismo; hanno potuto giungere a risultati così importanti per l’intera umanità.

Sorretti dal dubbio, dal bisogno di verificare le conclusioni, ci hanno consegnato una spiegazione sul virus, tuttora mutante e del mezzo per contrastarlo, che, con buona pace di chi è ignaro della struttura della cellula o del sistema immunitario, può essere sconfitto solo con i vaccini. “Il dubbio è la prima forma di conoscenza” (Cartesio). Siamo con voi, ricercatori e scienziati del mondo. Grazie per il vostro lavoro.

Gabriella Ponti, Prof. di Psicologia, Volontaria Croce Rossa Italiana , Varese-Brebbia

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