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Dopo il Consiglio comunale di Induno Olona: riflessioni di un cittadino

Induno Olona - Municipio
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10 dicembre 2019

Hanno ragione sia Mariangela Gerletti che Roberto Sala nei loro resoconti del Consiglio comunale di Induno Olona del 29 novembre 2019, dedicato anche “ai fatti che hanno portato all’arresto del responsabile dell’Ufficio Manutenzioni del Comune e di altre persone, con l’ipotesi di abuso d’ufficio e omessa denuncia per il Sindaco Marco Cavallin”, nel definire il dibattito rispettivamente “estremamente corretto… con la
presenza del pubblico composto e attento” (Gerletti) e “rimasto nei binari della correttezza (Sala).

Pur con tutte le cautele del caso e nel “rispetto del regolamento” come richiesto dal presidente del Consiglio comunale Mirko Sandrini, a mio parere è stato giusto discutere del gravissimo episodio di tangenti con la presenza del pubblico: nel complesso, tutti i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione intervenuti nella discussione hanno dimostrato che è ancora possibile un confronto vero e civile tra persone di diverso orientamento politico (e questo non è di poco conto, in un periodo di dure contrapposizioni che nei talk show televisivi e sui social spesso degenerano ), anche se qualche intervento dell’opposizione è stato espresso con toni decisamente sopra le righe e, oltretutto, non attinente al tema del confronto.

Quasi tutti gli interventi hanno affrontato con competenza i vari risvolti della questione sotto gli aspetti politici e normativi ma alcuni, in particolare quelli del sindaco Cavallin, del vicesindaco Zaini e dei consiglieri di minoranza Brenna e Zammaretti, hanno messo in luce anche quelli profondamente umani (“smarrimento”, “amarezza”, “incredulità”, “tradimento dei rapporti di fiducia”, ecc.) che non vanno sottovalutati o considerati irrilevanti in un contesto, quello del Comune, in cui tutte le attività sono basate su rapporti necessariamente fiduciari sia sul piano professionale che umano, rapporti che, quando vengono “traditi”, provocano uno sconvolgimento totale che lascia sgomenti e increduli.

Nel suo intervento, il capogruppo della minoranza Brenna è stato prudente per gli aspetti sul piano giudiziario in merito alla posizione del sindaco che nella relazione introduttiva aveva ribadito la sua estraneità ai fatti e pronto a “portare la mia voce nei luoghi e nei modi opportuni per stabilire la verità e la mia posizione”; infatti Brenna ha dichiarato, in rappresentanza dei consiglieri dell’opposizione “non possiamo che augurarci che venga fatta al più presto chiarezza, consci che nessuno è colpevole fino all’ultimo grado di giudizio”.
Sul piano politico ha chiesto le dimissioni del sindaco non con una mozione del gruppo, ma facendo proprie le parole dall’ex consigliere comunale Emilio Vanoni, (nella sua lettera a VareseNews “Induno Olona, l’amore per una comunità” del 23 novembre 2019) che, con un insperato assist alla minoranza, rivolgendosi al Sindaco afferma “anche in queste occasioni occorre avere coraggio e
responsabilità nelle scelte da compiere , riconoscendo che anche le dimissioni possono essere un atto d’amore verso la comunità”).

Mi torna veramente strano considerare “un atto d’ amore” lasciare nel caos la comunità!

Su alcuni punti dell’inchiesta ripresi negli interventi dei consiglieri di minoranza, il sindaco aveva già dato, nel suo comunicato dopo gli arresti, alcuni chiarimenti ed altri ne potrà fare dopo l’interrogatorio del magistrato.

Per quel che conosco della storia personale ed istituzionale del sindaco, non credo che ci siano responsabilità nell’accaduto e trovo sincere le parole contenute nel suo intervento introduttivo: “Io come Sindaco avrei certamente denunciato all’Autorità competente qualsiasi manchevolezza o tanto più qualsivoglia comportamento di rilevanza penale del personale della struttura se ne avessi avuto il benché minimo e fondato sospetto. Ma così non è stato”.

In merito all’altro importante aspetto problematico, “il mancato controllo sull’operato dei responsabili dei vari comparti che concorrono alla gestione della funzione pubblica”, la discussione è inevitabilmente accesa e viene spontaneo pensare che non sia difficile per gli Amministratori controllare l’operato di tutti i dipendenti all’interno del Comune. Certo, non è facile per tutti noi, cittadini comuni, comprendere queste difficoltà eppure da molti anni la componente politica dell’Amministrazione non può interferire sui “meccanismi della gestione della funzione pubblica, regolati per legge e basati sul principio della distinzione tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione.
Tutto ciò per molti è discutibile, ma questo principio è contenuto nelle norme che presiedono ai “meccanismi di controllo incaricati di sorvegliare e monitorare l’attività dei vari comparti”.

Trovo, pertanto, assurda, ingiusta e decisamente intempestiva l’operazione fatta, ancora prima del Consiglio comunale, dall’ex consigliere Vanoni di mettere sullo stesso piano due comportamenti (quello del funzionario comunale e quello del sindaco ) che nemmeno lontanamente, pur nell’eventualità che la Magistratura proceda nell’iter giudiziario nei confronti del sindaco per omessa denuncia, possono essere confrontabili.

Credo, inoltre, che non sia corretto, in una situazione così delicata, restare nel vago, nell’indefinito e, pertanto, il signor Vanoni dovrebbe, a mio parere:
1. non lasciare nell’anonimato “i consiglieri comunali, sia della maggioranza che dell’opposizione, che avevano criticato l’eccesso di potere e di fiducia dato a questo funzionario;
2.chiarire, in concreto, quali elementi e dati stiano alla base di tali critiche da parte dei consiglieri, e se gli stessi siano mai state esplicitati al sindaco oppure, se ritenuti penalmente rilevanti, perché non siano stati portati a conoscenza della Magistratura.

Ma ritengo doveroso porre all’attenzione dei cittadini di Induno anche due domande più specifiche sul tema del “mancato controllo”.

La prima.
Considerato che, per le informazioni in mio possesso, le voci critiche si riferivano essenzialmente al carattere un po’ autoritario del funzionario con gli altri dipendenti dell’ufficio e alle lamentele di alcuni cittadini ( personalmente, tutte le volte che ho parlato con il funzionario, per questioni inerenti la mancata raccolta dei rifiuti soprattutto durante la costruzione della nuova ferrovia, ho trovato sempre disponibilità e solerzia nel risolvere i problemi ), “solo” sulla base di queste “voci” il sindaco avrebbe potuto, anche ipotizzando che ne sapesse qualcosa, sollevare dall’incarico il suddetto funzionario?

La seconda.
Lo avrebbero fatto, sempre “solo” sulla base delle “voci” di cui sopra, gli Amministratori della lista di centro- destra, guidata dalla professoressa Ferrazzi, qualora avessero vinto le recenti elezioni comunali ?

P.S: Ho ragione di credere che, passato “l’iniziale smarrimento”, il sindaco riprenderà con “serenità e lucidità” a lavorare per “svolgere il mio dovere di sindaco, soprattutto per gli indunesi tutti, perché in questo momento difficile è giusto che abbiano il loro sindaco, pienamente operativo, al suo posto di lavoro”.

Tante le questioni ancora non risolte, soprattutto per i ritardi di RFI, Rete ferroviaria italiana, che doveva ultimare già nel 2019 importanti lavori ma che, come al solito, procede a passo di lumaca e va “tallonata” come sempre hanno fatto i sindaci Bianchi e Cavallin negli anni della costruzione della nuova ferrovia. Naturalmente c’è sempre chi specula su tutto e confonde i piani delle “competenze” per mettere sotto accusa l’Amministrazione e, soprattutto in questa fase, per creare un clima di sfiducia sperando, inopinatamente, di costringere il Sindaco alle dimissioni.

Sgombrato il campo da tale questione, penso, comunque, che solo con un rinnovato e più forte rapporto fiduciario con gli impiegati comunali, soprattutto dell’Ufficio Manutenzioni (in questa fase, credo, sotto organico), si possa completare, al più presto, il Parco della stazione e far fronte, con più tempestività, al rilevante problema della manutenzione delle strade, soprattutto dopo le abbondanti piogge di novembre, e a quello, nevralgico per il futuro del nostro territorio, della prevenzione del rischio idrogeologico.

Antonio Cucciniello – Induno Olona

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