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Coronavirus e dintorni

peppino impastato
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9 maggio 2020

Egregio direttore buongiorno,
scusi se mi permetto di affrontare l’argomento attuale ripartendo da 42 anni fa.
Imberbe soldatino in quel di San Giorgio a Cremano (NA), già politicizzato in quota D.P. dopo una giornata stancante tra turni di guardia massacranti dovuti alle notizie arrivate via telefax: “in via Caetani a Roma oggi 9 maggio è stato ritrovato il corpo senza vita dell’On. Aldo Moro”, fino a lì un via vai in caserma e tutti all’erta, auto blu che sfrecciano in continuazione, chi entra e chi esce passando per il cancello d’ingresso e tu là come ebete a ripetere sempre meccanicamente lo stesso movimento, scatto sull’attenti e saluto sotto il sole cocente napoletano, niente più che una farsa.
Basta non ne posso più, non vedo l’ora che finisca il mio turno di guardia e buttarmi sul letto nella camerata, finalmente posso riposarmi accendendo la piccola radio, chi si ricorda ancora i transistor di quegli anni?, e una notizia in fondo al giornale radio mi fa rabbrividire e attonito rimango senza parole guardando alcuni amici commilitoni che come me si rifanno alle stesse idee politiche.
A Cinisi nel palermitano è stato ritrovato il corpo senza vita di Peppino Impastato, giornalista dissacratore del potere mafioso di quei luoghi che con i suoi scritti e la sua radio denunciava i crimini dei mafiosi locali sbeffeggiandoli apertamente, una colpa che ha pagato a caro prezzo, una colpa fatta passare vigliaccamente come un suicidio, perché ai politici del tempo e ai militari dell’arma faceva comodo così, non interrogare e calpestare i piedi alla mafia e a quel Tano Badalamenti che che era il capo mandamento locale.
Ma quale corpo è stato trovato se si è suicidato legandosi ai binari della ferrovia e fattosi saltare con del tritolo? ora ditemi se questa non è una barzelletta, come può una persona legarsi da sola ai binari ferroviari, sfido chiunque, solo chi non vuole la verità la nasconde agli occhi di tutti, in fondo fa più comodo così, gli struzzi nascondono la testa sotto la sabbia per sfuggire alle proprie responsabilità e non voler affrontare i problemi.
Anni fa arrivato a Cinisi e trovata la casa Museo Felicia e Peppino Impastato, dopo i saluti con i ragazzi che curano il museo stesso, deciso ad acquistare la mostra sulla vita ed il percorso di Peppino la compro e spedita a casa, al gruppo di cui faccio parte, comincio con il Comitato Antifascista di Busto Arsizio a farla ammirare nelle varie scuole sia medie inferiori che superiori, con l’aiuto talvolta di un magistrato, sia in comune nella nostra biblioteca, in provincia, nel milanese e in Piemonte, nelle varie Anpi locali di quei posti, a volte alla presenza di Giovanni Impastato, fratello di Peppino e storico di quei tempi.
Ora nel corso degli anni mi ritrovo come appartenente storico di Antifascisti Sempre Busto Arsizio a dover ricordare e piangere sempre qualcuno nel mese di maggio,, da Peppino in quel lontano 1978 a mia madre orgogliosa donna operaia figlia di un ferroviere socialista, scomparsa ironia della sorte il Primo Maggio festa del Lavoro nel 2011, nello stesso mese ed anno in cui Busto ha perso anche Angioletto Castiglioni, figura storica della Resistenza, partigiano che ha vissuto i suoi ultimi anni al nostro fianco nelle nostre iniziative dandoci una sorta di benedizione esortandoci a non mollare mai per mantenere quella libertà conquistata con la perdita della vita di giovani valorosi “EROI”.
Uno leggendo la lettera si chiederà e il coronavirus in tutta questa faccenda?
Partiamo dalla parola “eroi” che associata ad “angeli” riempie da mesi titoli di articoli della carta stampata e in rete.
Bene, anche qui mi si vede toccato in prima linea, in quanto operatore sanitario di radiologia in un ospedale della provincia, dove quotidianamente viviamo tutto lo stress di questa subdolo virus che porta molta gente a finire la propria vita lontana dagli affetti familiari circondata solo dalle cure di medici e soprattutto personale infermieristico e altro che si prodiga ogni giorno contro un nemico più grande di te.
Bene io della parola eroe non so che farmene, come me molto del personale che ha scelto questa professione ognuno con la propria mansione, perché ha voluto fare della propria scelta lavorativa la propria vita quotidiana.
Aiutare gli altri nella sofferenza, quale impegno migliore?
Chi più chi meno si sente partecipe in ogni corsia, reparto, servizio, ufficio di ogni ospedale pubblico della nostra penisola.
Io sorrido quando sento parlare di sanità di eccellenza, regione più avanzata, poi ti svegli un giorno e capisci che è tutto un bluff, l’arrivo del coronavirus ha portato alla luce ciò che i nostri politici, nazionali e soprattutto locali hanno millantato per anni prendendoci beffa di noi.
Hanno tolto al pubblico ed incrementato il privato (quanti centri convenzionati sono stati aperti ed ora sono chiusi perché non in grado di fare fronte alle necessità di cura dei pazienti, nemmeno gli esami più banali ti fanno oggi).
Quando poi sempre i politici e a volte i D.G. delle aziende continuano nello stillicidio di chiudere reparti, diminuire i posti letto, i giorni di degenza, non assumere più personale se non solo in minima parte e solo per alcune figure, fino alla chiusura di ospedali interi paventando l’eccellenza nel costruirne uno per eliminarne due….! La chiamano risparmio della spesa pubblica, e via ai tagli, tanto chi ci rimette è sempre il paziente, ops pardon che gaffe…. l’utente!
Chi è più lungimirante invece e opera al contrario, la chiama in altro modo: risorsa!
Se non hai soldi non ti curi, non vi ricorda qualcosa? il peggior sistema sanitario del mondo nei paesi industrializzati, quello degli Stati Uniti d’America.
Ora il nostro SSN non esiste da sempre, quello che è paventato come il miglior sistema sanitario europeo è giovane, di recente conquista, risale al 1978.
Già correva l’anno 1978! chi nasceva come il SSN per abrogare le diversità sui diritti alla salute per tutti in base alle necessità senza diseguaglianze e discriminazione nelle cure e chi veniva ucciso in nome di quelle uguaglianze, diritti sociali e quant’altro.
Quindi nessun eroe ma semplicemente gente con passione e cuore, che lavora dal 2008 ad oggi senza un aumento di contratto nazionale di lavoro (da un conto approssimativo con quest’anno ne sono saltati quattro, ma i sindacati che ci stanno a fare?), sempre con lo stesso stipendio ed il potere di acquisto sempre più ridotto, ah già ma le 100 euro che hanno dato a marzo direte voi? E’ solo un palliativo per farci dimenticare lo sconquasso nella sanità, vedremo chi si ricorderà più fra qualche tempo.
Gente che ai 100 euro preferisce avere mascherine adeguate, camici, guanti e disinfettante ogni giorno per poter operare a tutela della propria e altrui salute contro questa pandemia!
Ora si fanno manifestazioni non autorizzate in piazze comunali nel nome del lavoro che manca, perché ti tocca da vicino, prima dell’avvento del virus, di coloro che rimanevano senza lavoro o erano in mano ai trafficanti di mano d’opera non importava a nessuno, ora invece tutti contro il governo (che io non appoggio, sia ben chiaro) invocando aperture scellerate che potrebbero portare ad un futuro più grigio, sia sanitario e di conseguenza monetario.
Pensare che prima della fase due, recandomi in treno al lavoro, da marzo a fine aprile vengo giustamente regolarmente testato dalla Protezione Civile sulla temperatura e passo gli accessi regolamentati dagli agenti della Polizia di Stato (che ringrazio pubblicamente perché anche loro associati a noi non conoscono che turni massacranti) e dal 4 maggio c’è un andirivieni di gente che sui treni a volte non proprio accoglie i suggerimenti di distanza e di rispetto delle regole, tanto il controllo massiccio non c’è più, così come non ultimo notizia di ieri a Milano tutti sui Navigli senza mascherina a bere e mangiare allegramente, in barba alle regole stabilite dal Governo.
Spero per loro che non ritorni la pandemia precedente, lo vedremo fra due settimane e allora tireremo i conti.
Certo non pensiate che saremo efficaci come due mesi fa, tra di noi serpeggia stanchezza, sia fisica che psicologica, non fatela diventare incazzatura.
Svegliatevi gente, non bevete tutto quello che da 25 anni a questa parte vi hanno fatto credere.
Eh si caro Peppino il tuo verbo è sempre più attuale, la Mafia è una montagna di merda!
Giuliano
Antifascisti Sempre

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