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Covid 19: cos’è la destra, cos’è la sinistra

Covid-19
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9 luglio 2020

Caro direttore

“Destra-sinistra “, così si intitola una delle ultime canzoni del “genio” Giorgio Gaber, datata 1994.
L’artista milanese comprese che le formazioni politiche, già 25 anni fa, erano solite definirsi di destra e di sinistra, ma inscenavano una falsa rappresentazione di una diatriba non più basata e fondata sui capisaldi storici.

Nel solco della trasformazione (meglio definirla devastazione) della società moderna, rappresenta dal sociologo Baumann, come liquida, dove i valori fondanti e i cardini di riferimento secolari sono stati immolati sull’altare della globalizzazione, i partiti politici hanno abiurato i loro dogmi per accattivarsi i consensi del popolo elettore.
Un “popolo” (accezione non propriamente idonea), dove, dati alla mano, per la prima volta dall’ Unità d’ Italia, il numero dei cittadini che non lavorano ha superato quelli che hanno un’ occupazione, l’opulenza dei consumi è ad appannaggio di una larga fetta di cittadini, la produzione è ferma da vent’anni.

Così l’affresco che ci regala il Professor Luca Ricolfi, sociologo e politologo, nel suo recente saggio intitolato, “Società signorile di massa”.
Una società dove molti consumano, e pochi producono. Un Paese, l’Italia, trasformato in un gigantesco “Luna Park”, che impone scelte e direttive, anche ai partiti e movimenti politici a caccia di consensi nella sempiterna campagna elettorale.
Anche in questo periodo pandemico, la rotta seguita è la medesima. Il quadro che viene proposto quotidianamente è chiaro.
Giorgio Gaber aggiornerebbe il testo della sua canzone con i comportamenti durante questa pandemia, ma continuando a domandare, “…che cos’è la sinistra, cos’è la destra…”.

Legge e ordine i dogmi della vecchia destra.
In questi mesi pandemici, la destra, non solo italiana, ha scientemente scordato quei cardini rigoristi, per difendere gli assiomi del più radicale liberismo coniugato con il sistema edonistico-vacanziero.
E allora ecco la rivoluzione copernicana delle destre che adottano il principio sessantottino del “vietato vietare”.
Distanziamento, mascherine, norme igieniche, controlli e chiusura delle frontiere, sanzioni, norme e comportamenti liberticidi che affossano l’economia, così si sente ripetere da eminenti leader che una volta venivano denominati come reazionari.

Gli ex rivoluzionari della sinistra storica, invece, adottano la linea del rigore a fasi alterne, a categorie alterne.
Droni, elicotteri, serrate, la spasmodica voglia di “un grande fratello” in stile DDR per il periodo di lockdown, considerati pochi giorni prima dello scoppio dello sfacelo epidemico, ma con il virus già presente e circolante, come inutili e pericolosamente razzisti e discriminatori.
E allora ecco che la sinistra diventa autoritaria nei confronti del popolo italico, ma lassista e tollerante se si tratta di immigrati, profughi o sedicenti tali, da cui si corre per abbracciarli, accoglierli e consumare con loro un modaiolo aperitivo e lasciarli scorazzare nelle lande dello Stivale anche se positivi al covid 19.

Una ondivaga e sconcertante manifestazione di incoerenza e confusione, giustificata, a detta di alcuni, dalle ondivaghe e contraddittorie indicazioni provenienti dal mondo scientifico.
Scuse e giustificazioni poco credibili e sinonimo di poca capacità politica.
Del resto la politica, da tempo ha abdicato al volere dei tecnici, della magistratura, dei potentati economici finanziari, prona nel voler “lisciare il pelo agli elettori”.
Nella “liquidità” della società moderna, non poteva che essere così, anche durante questa pandemia.

E’ d’uopo, rileggere la storia; riassumere i valori della civiltà; di riappropriarsi dei cardini vitali per la salvaguardia del genere umano.
Alla destra e alla sinistra, per quanto siano inappropriati tali appellativi, è utile ricordare alcuni vecchi adagi, antichi proverbi generati da vecchie pandemie.
Giovanni Filippo Ingrassia medico italiano del XVI secolo , contrastò in maniera efficace la pestilenza che colpì Palermo nel 1575 applicando la regola del “fuoco, della forca, dell’oro”.

Un antico proverbio inglese recita: “spera nel bene, ma preparati al peggio”.
Antiche saggezze che non sono né di sinistra, né di destra.
Solo senso civico e di responsabilità.
Ma sono di destra o di sinistra ?

Massimo Puricelli
Castellanza(VA)

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