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Critiche (spero) costruttive al nuovo piano della mobilità

Varese - primo giorno piano sosta
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7 settembre 2017

Gent.mo Direttore,
scrivo la presente lettera per porgere alcune critiche (spero) costruttive al nuovo progetto della mobilità urbana “Varese si muove” poiché io, come tanti altri concittadini, mi sento attualmente frastornato e un po’ preso in giro dai cambiamenti ad oggi avvenuti.
Gli obiettivi del piano sono senza dubbio lodevoli, e, in un’ottica di crescita e sviluppo sostenibile della città, sicuramente apprezzabili. Tuttavia, per raggiungere tali obiettivi, non basta solo creare sistemi di disincentivazione all’uso dell’auto quale l’inasprimento della sosta a pagamento, è necessario fornire anche alternative valide che possano essere di rimpiazzo all’utilizzo dell’auto. Mi riferisco in particolare a tre elementi dei quali al momento non mi sembra si faccia alcun riferimento nel piano “Varese si muove”: 1) potenziamento dei mezzi pubblici “tradizionali”; 2) bike sharing; 3) car sharing. Preciso che formulo tali osservazioni dopo aver letto la pagina dedicata al piano della mobilità sul sito del Comune di Varese e le varie pagine del sito www.varesesimuove.it, nonché dopo aver consultato il sito del trasporto pubblico locale (www.ctpi.it)
Il merito al primo punto, ritengo che un sistema di mobilità sostenibile debba necessariamente partire dal rendere fruibili a tutti i mezzi pubblici e che gli stessi siano efficienti rispetto alle esigenze della mobilità delle persone nonché della sostenibilità ambientale. Questo impone:
a) la presenza di una rete di mezzi molto più capillare, che possa raggiungere la maggior parte della città (cosa che attualmente non avviene);
b) la presenza di corse molto più frequenti: faccio l’esempio della linea N (quella più vicina a dove abito, nonché una delle principali linee di Varese), nell’orario feriale scolastico, quindi il più “fitto” a livello di corse, si deve attendere mediamente 20 minuti tra una corsa e l’altra!
c) la presenza di corse anche in orari notturni;
d) la graduale sostituzione del parco veicolare verso veicoli più moderni e “verdi”.
L’iniziativa del “Park&Bus” è sicuramente interessante, ma da sola non può bastare a superare le criticità sui mezzi pubblici sopra evidenziate. Anche su questo punto, sarebbe opportuno prevedere in tempi brevi la realizzazione di altri punti di parcheggio da aggiungersi ai 4 ora previsti, nonché la realizzazione di bus specifici di collegamento tra parcheggi e centro città con buone frequenze delle corse. Attualmente è invece solo previsto il collegamento mediante linee tradizionali degli autobus cittadini.
In merito al bike sharing, è vero che già esiste in Varese, ma ritengo sia assolutamente sottodimensionato rispetto a quello necessario per promuovere una mobilità sostenibile, sia in termini di densità territoriale degli stalli che di numero di biciclette disponibili. Giusto per capire quanto siamo indietro al momento, basti considerare l’avvio proprio negli scorsi giorni a Milano di un nuovo sistema di bike sharing di tipo “libero”…
Infine, per quanto riguarda il car sharing, semplicemente non vi è alcun riferimento o rimando nel piano e ciò che attualmente esiste è ampiamente sottodimensionato per un vero uso alternativo dell’auto personale. L’impiego di tale strumento (basato su auto elettriche o ibride ovviamente) è molto utilizzato nelle grandi città, soprattutto in quelle dove sono attive da anni iniziative che promuovono la mobilità sostenibile.
Ritengo inoltre che alcune forme di comunicazione utilizzate per spiegare elementi del piano siano tutt’altro che vincenti: spacciare come “vantaggi” del piano la possibilità di sottoscrivere abbonamenti (ovviamente a pagamento) per la sosta in aree dove prima la sosta era gratuita mi pare una presa in giro. Parlo come pendolare che si è visto da un giorno all’altro trasformare i posteggi gratuiti antistanti la stazione di Varese Casbeno in posteggi a pagamento…
In conclusione, ritengo che un vero piano della mobilità sostenibile dovrebbe partire PRIMA dagli elementi che incentivino e potenzino i sistemi alternativi all’uso dell’auto e solo DOPO che gli stessi siano arrivati a regime si dovrebbe ricorrere a sistemi di disincentivazione quali l’inasprimento del pagamento della sosta. Vi sono poi numerosi punti che richiedono miglioramenti e sviluppi, basti vedere semplicemente la situazione dei tre elementi che ho indicato nella vicina Milano per capire le differenze rispetto alla situazione di Varese. L’impressione tremenda che mi resta quindi è che il piano “Varese si muove” abbia poco a che vedere con lo sviluppo della mobilità sostenibile nella nostra città e che invece sia solo un sistema per mettere nuovamente (e pesantemente) mano nel portafoglio degli abitanti di Varese e dei Comuni limitrofi.
La ringrazio per l’attenzione e per lo spazio concessomi,
Ing. Alessandro Careghini

P.S.: ho letto la risposta alla lettera dello studente universitario pubblicata su Varesenews il 04/09/2017da parte degli Assessori De Simone e Civati (pubblicata su Varesenews il 06/09/2017), noto con piacere che esiste la volontà da parte dell’Amministrazione di considerare molti degli elementi di cui parlo anche io, tuttavia ritengo gravissimo che sia tutto in fase di programmazione, senza indicazione anche delle tempistiche di massima per l’implementazione degli accorgimenti per l’incentivazione della mobilità sostenibile (si parla di un generico “nei prossimi mesi”). Non posso che ribadire che tutto ciò andava fatto PRIMA della solerte implementazione del nuovo piano della sosta e mi sovviene una domanda per gli Assessori: in questa fase transitoria (speriamo breve), in cui la nuova organizzazione della sosta auto sarà operativa e in cui ancora non saranno implementate le misure alternative all’auto, che cosa dovranno fare le persone?

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