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Docenti, fannulloni o missionari?

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29 luglio 2015

Egregio direttore,

A proposito della diatriba su “docenti fannulloni” o “insegnanti missionari”, c’è ancora chi ha l’ardire di ipotizzare un incremento dell’orario obbligatorio di servizio, a parità di retribuzione. Sorvolo sul fatto (di cui nessuno davvero serio ed onesto intellettualmente potrebbe dubitare, se non è in perfetta mala fede) che un notevole carico di lavoro e di studio è svolto ogni giorno nei tempi extrascolastici ed in forma gratuita. Non si tratta di adempimenti volontari, ma di lavoro extra, necessario o funzionale al ruolo dell’insegnamento.

Altrimenti chi corregge i compiti, chi prepara le lezioni, chi compila i registri ed altri documenti burocratici? In ogni caso, mi preme evidenziare un aspetto rilevante della professione docente, mortificata e svilita da anni di campagne ideologiche infamanti (da destra a manca).

Mi spiego. Nel mondo della scuola italiana prevale da sempre una tendenza clericaleggiante, un’idea religiosa che intende (con una buona dose di ipocrisia) la scuola nei termini di una “missione”, per cui gli insegnanti dovrebbero lavorare per la “gloria”, la “croce” o la “santa inquisizione”. Ovvero prestando una gran mole di lavoro gratuito. Ma come mai per i bidelli non è così? Idem per medici o infermieri? Per gli avvocati o altri professionisti? Per tutte le categorie di “lavoratori dipendenti”, tranne gli insegnanti, le ore di lavoro eccedenti (ossia gli “straordinari”) sono ben retribuite. In sostanza, gli unici “fessi” dovremmo essere sempre e solo noi: i “missionari” della scuola.

E pensare che il sottoscritto è persino un ateo anticlericale. E ci definiscono pure “lavativi”. Mettetevi d’accordo: “missionari o nullafacenti”? Nulla di tutto ciò. Siamo, più laicamente, professionisti. Da rispettare e retribuire come tali.

Lucio Garofalo

Commenti

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  1. Scritto da pulun

    Purtroppo, non tutti i suoi colleghi possono essere definiti “professionisti”, questo è il problema!

  2. Scritto da Esseg

    Buongiorno, pur nutrendo un profondo rispetto per chi svolge il suo lavoro purtroppo devo dissentire con lei riguardo a diversi punti. Prima di tutto io lavoro nel settore privato e regalo molte ore al mio datore di lavoro, alcune mi vengono restituite come ferie (ma senza maggiorazioni) altre, a volte nemmeno richieste, per la gloria e sebbene dobbiate restare a disposizione avete molte più giornate libere rispetto a noi. In secondo luogo noi dobbiamo essere presenti al lavoro per 40 ore settimanali rispetto alle vostre ore (nel migliore dei casi quante sono?). Terzo ci sono alcuni insegnanti che io ho avuto la fortuna di incontrare nel cammino dei miei figli che meriterebbero premi, bonus, aumenti, avanzi di carriera per aver costantemente dimostrato di saper fare il loro lavoro in tutte le sfaccettature: insegnamento, educazione, aiuto nella crescita, sviluppo delle singole capacità, sviluppo dell’autostima e addirittura appoggio emotivo ai ragazzi, ma non tutti sono così: ci sono persone che non solo non insegnano, ma non si sforzano neppure di darne l’impressione è quando glielo si fa notare chissà come mai è colpa della classe indisciplinata, dei nostri figli incapaci o del governo che non permette di lavorare serenamente e magari per mettere a tacere discussioni ci sono anche ritorsioni sui ragazzi. Ah volevo precisarle che guadagno meno di un insegnante elementare. Inoltre, rispettando in pieno il suo disappunto riguardo alla mancanza di determinati riconoscimenti economici, posso assicurarle che conosco alcuni medici con orari impossibili (anche 12 ore di seguito) o forze dell’ordine a cui per contratto non è nemmeno garantito il riposo. vista la situazione da un’altra angolazione forse il suo settore e tiranneggiato ma ha anche qualche privilegio. Ribadisco il mio rispetto per questo mestiere importante.

  3. Scritto da Felice

    Non ci vuole essere nè missionari nè fannulloni ma semplicemente professionali.
    Cosa che nel mondo della scuola purtroppo non si riscontra sempre e quando una classe ha la sfortuna di avere di fronte un professore del genere sappiamo tutti come sia molto difficile e lungo far valere le proprie ragioni, la richiesta di professionalità e attenzione verso il proprio lavoro, qualità che gli studenti veramente capaci e volenterosi si aspettano sempre dal loro maestro.

    Sugli stipendi dobbiamo metterci d’accordo su cosa significhi compenso commisurato al lavoro. Lo dico perchè ho una parente insegnante scuola media superiore e non mi sembra percepisca uno stipendio così basso rispetto alla media e rispetto alle ore lavorate. Con la differenza che quasi metà giornata la passa fuori da scuola, magari nella propria casa a continuare le attività di correzione e preparazione compiti ma capice anche Lei che la differenza rispetto ad un lavoro canonico di 8 ore in una azienda c’è eccome.