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El sabor de Cuba

cuba
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3 Agosto 2016

Egregio Direttore,
Mi permetto di approfittare della sua rubrica, per segnalare una situazione di degrado che ha certo una rilevanza minore rispetto ad altre purtroppo presenti nella nostra città ma che comunque è indice di quel disagio diffuso con cui i cittadini spesso si trovano a confrontarsi, quasi sempre senza il necessario aiuto da parte delle Istituzioni che invece dovrebbero essere chiamate a garantire quantomeno un minimo d legalità.
Abito a Giubiano, all’inizio di Via Malta e il mio giardino confina con quella che un tempo era l’Osteria del Ponte con annesso gioco delle bocce di cui conservo tanti piacevoli ricordi d’infanzia, legati ai vari personaggi che la frequentavano tra gli anni sessanta e gli anni settanta, alle gare di bocce ( di cui ero spettatore assiduo assieme a mio fratello) ed alle interminabili partite pomeridiane a scopa e a briscola, che gli habitué portavano a termine tra un bianchino e l’altro.
Il tempo poi, come in tutte le umane cose, ha cancellato volti e luoghi. Il gioco delle bocce è stato tolto e il locale è passato attraverso varie gestioni con cui la convivenza di vicinato è stata più o meno pacifica ma tutto sommato rispettosa dei diritti reciproci.
Fino all’attuale che ha debuttato con i migliori propositi (che comparivano a chiare lettere sui cartelli all’ingresso) di fare del locale una vera osteria lombarda dove gustare i piatti tipici delle nostre zone. E così per qualche mese è stato.
Fino a che, evidentemente intristitosi a causa della cronica mancanza di clienti, il gestore ha avuto la geniale idea di trasformare l’osteria in bettola attirando tutta una serie di pittoreschi personaggi latino-americani che l’hanno trasformata nel loro ritrovo abituale. Fin qui nulla da obiettare: l’allegria, la musica e i colori di Cuba e dintorni sarebbero anche piacevoli se però non venissero imposti ogni giorno a tutto il vicinato dalle sei del pomeriggio alle tre di notte con il corredo di urla, schiamazzi, balli, musica a palla, “bische” all’aperto e annesse latrine notturne supplementari lungo la via pubblica. Una situazione, come è facile immaginare, del tutto insostenibile.
A nulla sono valse le lamentele presentate al gestore, a nulla le chiamate notturne ai carabinieri che non sono mai venuti e fin’ora gli appelli alla nuova amministrazione comunale che sembra così sensibile ai problemi dei cittadini hanno ricevuto comprensione ma non ancora fatti concreti. Purtroppo si è sempre di più lasciati soli a combattere contro soprusi e maleducazione. Ed è questo senso di impotenza che fa rabbia, più che l’arroganza di questi signori che stanno trasformando un angolo di Giubiano in una favela dell’Avana.

Fulvio Chiodetti

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