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Eutanasia, siano i cittadini a esprimersi con referendum

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7 Luglio 2021

Gentile redazione,

Sono venuto a conoscenza della raccolta firme promossa dal Comitato Eutanasia Legale sostenuto dall’Associazione Luca Coscioni, da Radicali Italiani, dall’UAAR e dalla Chiesa Pastafariana Italiana.
Il mio auspicio è prima di tutto che vengano raccolte le 500 mila firme per proporre questo referendum abrogativo in modo tale che i cittadini italiani possano dire la loro.
L’eutanasia legale è un tema etico come l’aborto e il divorzio ed è giusto che sia tutto il corpo elettorale a esprimersi.
Entrando nel merito della questione, io voterò NO a questo referendum abrogativo se si svolgerà e organizzerò un comitato per il NO all’eutanasia legale.
Ritengo infatti che la vita umana vada tutelata dal concepimento alla morte naturale.
L’aborto è un omicidio perché l’embrione e a maggior ragione il feto sono vite umane e persone come noi.
Dico no a questa cultura della morte e dei presunti diritti civili, che in realtà sono la manifestazione di quel pensiero nichilista che vuole abbattere la cultura buona della fede cristiana che non solo ci appartiene ma è tradizione da mantenere.
Con coerenza dico NO all’aborto, all’eutanasia e anche alla pena di morte: infatti insieme a molte associazioni ho voluto fortemente che Luino diventasse Cittá per la Vita – Città contro la pena di morte.
Chiedo tuttavia ai promotori di questo quesito: perché ritenete l’aborto e l’eutanasia diritti umani e civili e invece solo la pena di morte un delitto di stato?
Sono tutti e tre attentati alla vita delle persone, perché fate queste differenze?
Il feto, il condannato a morte e il malato terminale sono sempre figli di Dio amati, e meritano tutto il nostro amore e sostegno e non di essere trattati da merce di scarto.
Propongo pertanto ai promotori del referendum un dibattito a più voci sull’eutanasia e se si vuole sui temi della vita.
A chi appartiene la nostra vita?
Secondo me la vita è dono di Dio ed è un bene indisponibile e non può essere autodeterminata.
Sono convinto che la maggioranza degli italiani sul tema eutanasia non la pensi esattamente come i promotori di tale quesito.

Alessandro Franzetti
Già Presidente del Consiglio Comunale di Luino

Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Avendo avuto due genitori letteralmente consumati e deceduti per una malattia che non lascia scampo ho potuto constatare in cosa consiste la “tutela” della vita umana da parte di altri che in piena salute si assumono il diritto di regolare vita e morte di altre persone in base ad un dogma religioso.
    Ebbene se dovessi finire la mia vita come i miei genitori sarei il primo a firmare un foglio per esprimere la mia volontà nel procedere all’eutanasia. Primo perchè voglio evitare ai miei familiari lo strazio che è toccato a me ed in secondo luogo perchè credo che un Dio che ci obbliga a vivere una vita che non è più vita, a sopportare le pene dell’inferno sia una divinità sostanzialmente sadica.
    Terzo perchè di fatto nessuno può attribuirsi il diritto di poter decidere ed imporre le sue idee su 60 e passa milioni di persone, molte delle quali neppure sono credenti. Ha detto bene “Secondo me la vita è dono di Dio “….secondo me la vita è un dono dei miei genitori e della evoluzione naturale.
    Quindi ben venga il referendum anche se sono convinto che se dovesse essere a favore dell’eutanasia molte di quelle persone che oggi si professano “credenti” non lo accetterebbero comunque ma inizierebbero a mettere i bastoni tra le ruote a questa volontà popolare ed oserei dire frutto di una ragione e razionalità atea.
    Qui non si tratta di soddisfare i capricci di qualcuno ma di porre fine alle inutili sofferenze di malati cronici e terminali che si vedono costretti ogni giorno a sopportare terapie dolorose ed una sopravvivenza che non può più essere chiamata vita.

  2. Scritto da carlo196

    Purtroppo caro signor Franzetti in Italia ci sono gruppi editoriali, che detengono una buona fetta dei lettori di giornali, che con gli articoli pubblicati inducono a credere che questi diritti portano l’Italia ad essere al passo (ma quale) con gli Stati più evoluti. Le voci contrarie o vengono silenziate o trattate da retrogradi restati al Medioevo dimenticando, o facendo finta, che fi fucina di idee e di progresso. Si parte da casi, rari, di situazioni particolari per ampliare la gamma dei fruitori della cosiddetta “dolce morte” come succede in Olanda dove hanno diritto all’eutanasia anche le persone depresse o anziani, senza particolari patologie, che sono stufi di vivere. Se questo è progresso conviene rimpiangere il Medioevo…

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