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Gli insulti a mia moglie dopo l’incidente: chi ha visto il botto si rivolga alla Polizia Locale

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20 Aprile 2021

Buongiorno direttore,

sono il marito della giovane donna che è stata coinvolta nell’incidente di ieri pomeriggio oggetto del vostro articolo. Vorrei approfittare della vostra visibilità per fare un appello alle persone che potrebbero aver visto la dinamica dell’incidente, in quanto per niente chiara.

Se qualcuno avesse delle dichiarazioni da rilasciare che aiuterebbero a capire esattamente la dinamica dell’accaduto, può contattare direttamente la Polizia locale di Varese.

Inoltre vorrei sensibilizzare le persone sull’argomento riguardante il comportamento da tenere in caso di incidente; mia moglie non è potuta scendere nemmeno dall’auto in quanto spaventata non tanto dall’accaduto, ma dal comportamento ostile del ciclista, che con minacce di risarcimento e bestemmie la aggrediva. Solo il casuale passaggio di una pattuglia della polizia dalla quale mia moglie è riuscita a farsi notare e che si è prontamente fermata, allontanando e calmando il ciclista, le ha permesso di poter scendere dall’auto.

Considerando che, come conferma il codice verde assegnatogli dai soccorritori, il ciclista ed il suo mezzo non hanno subito gravi danni, è sicuramente stato tenuto un comportamento non adeguato, soprattutto considerando che il coinvolto è persona matura.

Mia moglie è ancora scossa dai modi tenuti nei suoi confronti. Si parla tanto di violenza sulle donne, non lo è anche questa? E se fosse stata coinvolta la moglie, la figlia o un’amica di ognuno di noi, non sareste indignati?

Ringraziando Voi, chi è stato vicino a mia moglie e le forze dell’ordine intervenute, Vi porgo cordiali saluti sperando che questo mio messaggio possa essere spunto per una riflessione.

Fabio Morandi 

Commenti

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  1. Giorgio Martini Ossola
    Scritto da Giorgio Martini Ossola

    Rimango sempre piu allibito nel vedere comportamenti di assoluta maleducazione ed indifferenza in queste circostanze,è una società opportunista dove il primo pensiero scorre solo in direzione dell’interesse personale. In questi casi il primo istinto è quello di scappare per non essere coinvolti in eventuali cause a testimonianza e nel migliore dei casi si produce un filmato da pubblicare sui social.Una testimonianza,anche seppur fastidiosa e dispendiosa in termini di tempo e spese,non dobbiamo dimenticare che potrebbe essere decisiva per evitare una condanna o far avere un giusto risarcimento,torniamo ad essere altruisti è anche bello quando possibile aiutare il prossimo.

  2. Scritto da Lena Bandi

    Vorrei portare la mia solidarietà alla signora Morandi, comunque si sia svolta la dinamica dell’incidente dovrebbe essere d’obbligo essere civili.
    Per la mia esperienza in auto la situazione finisce spesso viziata da pregiudizi sulle auto, più grandi, più manovrabili e perciò in qualche modo ritenute responsabili negli incidenti con biciclette e ciclomotori.
    La volta che uno in bici mi ha tagliato la strada, sbucando fuori all’improvviso fra i piccoli cipressi del marciapiede, mi sono sentita dire di tutto, mancava solo assassina, anche se lui non si era fatto nulla. Comunque per i suoi parenti e amici subito accorsi ero colpevole a priori di aver transitato normalmente per quella strada. Un unico testimone, un signore anziano, mi avvicinò per dirmi sottovoce che non avevo alcuna colpa, aveva visto tutto, questi scalmanati che si buttano fuori e rischiano la vita… ma non se la sentiva di essere citato come testimone. Mi sembrava mio nonno e non ho avuto il coraggio di insistere. E ho dovuto lasciare che fossero i vigili e i periti a dire l’ultima parola.

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