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I ritardi di Trenord

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10 dicembre 2019

Egregia direzione di Varesenews,

mi ricollego alla recente lettera denuncia della madre esasperata per i ritardi accumulati dal figlio studente a Laveno. Premetto che condivido con la Signora lo stesso problema, avendo un figlio adolescente che frequenta il Liceo Sereni e si avvale dei servizi di Trenord sulla ormai sciagurata tratta Gemonio-Laveno.

Nel confermare in pieno i disservizi denunciati dalla Signora, vorrei però raccontare un vissuto. Ho 48 anni, e da ex studente del Liceo Scientifico di Gavirate ho utilizzato a lungo quelle che un tempo erano le FNM, negli anno ’80. Per intenderci, le famose ‘carrozze da Far West’, con le panche in legno e gli scaldini assassini, i treni marroni con le porte manuali.

Purtroppo per me, all’epoca dei miei studi tali mezzi rotanti a dir poco stravetusti erano praticamente sempre in orario, nonostante gli scongiuri soprattutto in inverno nella speranza che qualche scambio congelato potesse causare ritardi. Niente. Erano gli anni dei doppi binari in ogni stazione, che permettevano una gestione flessibile dei possibili ritardi dei convogli provenienti da Milano, evitando quindi ritardi a catena per quelli partenti da Laveno, e delle stazioni presidiate e pertanto in ordine, pulite, con qualche fioriera e personale che redarguiva chiunque si permettesse di sporcare.

Poi a metà anni ’90 arrivò qualche guru dei trasporti, che decise di eliminare i doppi binari in quasi tutte le stazioni assicurando nel contempo un servizio migliore grazie a fantomatici sistemi informatici di controllo traffico. E poi eliminarono pure tutto il personale nelle stazioni, ormai superfluo, per ‘risparmiare’ (e pensare che oggi diamo pure soldi alla gente per stare a casa, lusso sarebbe pagarla per presidiare le stazioni….).

Sarà o non sarà, il risultato di cotanto progresso ed efficientamento della linea con pure un massiccio uso dei TAF (treni ad alta frequenza, wow!!) è di ritardi a raffica, soppressioni improvvise di corse, stazioni abbandonate. Un servizio scarso, veramente imbarazzante alla luce di ciò che io tocco con mano viaggiando spesso all’estero per lavoro. E tutto ciò alla luce del sole, senza che uno straccio di politico o assessore se ne preoccupi o semplicemente occupi nel tempo libero tra un selfie ed un tweet, senza che si abbia notizia di azioni da parte del management di Trenord per risolvere alla radice il problema come se la puntualità del servizio non fosse parte della ‘mission’ aziendale di Trenord.

Intanto in Regione si stanziano milioni per la mobilità sostenibile con incentivi alla rottamazione auto, mentre sempre più persone ‘rottamano’ l’abbonamento Trenord tornando all’auto stessa. Boh, io non capisco.

Comunque se dirigenti e tecnici di Trenord brancolano nel buio, o in Regione non sanno come uscirne, consiglio il volo diretto Korea Air Milano MPX-Seoul. Non parlo quindi di Giappone (quello equivale a Marte), ma della più ‘terrestre’ Corea del Sud, gente che è uscita dalla guerra 10 anni dopo di noi, anzi che tutt’ora vive sotto minaccia. Facciano un viaggio studio per vedere laggiù come fanno a gestire i trasporti ferroviari pubblici, iniziando magari dall’impatto che il viaggiatore ha quando arriva all’aeroporto di Incheon.

Mi scuso per il sarcasmo, comprendo che per i molti che in Trenord lavorano sodo sia ingiusto, ma veramente non se ne può più di un servizio così scadente per l’area attorno a Milano (non parlo quindi di Calcutta) senza che nulla cambi e che nulla si oda di costruttivo dalla politica o dalla dirigenza di Trenord, a parte il solito batter cassa per avere più finanziamenti in attesa poi delle immancabili inchieste per sperpero di denaro pubblico o peggio.

Spero che le mie parole, in parte stizzite, servano come stimolo di dibattito e, per chi di dovere, per agire concretamente e mettere mano ad una situazione non più accettabile.

Cordiali saluti

Emanuele Corda

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