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In ricordo di Svetlana

Avarie
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14 ottobre 2019

Cara Svetlana,

sono saluti questi che non si vorrebbero mai fare. La notizia della tua scomparsa ci lasciato tutti costernati. Non sorpresi perché purtroppo sapevamo della tua malattia. Quando alle fine di aprile ci siamo incontrati all’aeroporto di Minsk, mai più pensavo che quello sarebbe stato il nostro ultimo incontro. Anzi contavo di poterti rivedere il prossimo mese di aprile.

Quando ho diffuso nel nostro comitato la notizia, è stato un susseguirsi di messaggi di sincere condoglianze e solidarietà, insieme ad una forte dose di incredulità. Tutti ti ricordiamo per la tua semplicità d’animo, la tua umiltà, la tua disponibilità, il tuo affetto, il tuo amore per il prossimo, non solo nei confronti dei Bambini di Cernobyl che hai accompagnato.

Qui a Induno Olona eri arrivata per la prima volta nel lontano 1998, quindi oltre venti anni fa. Per diversi anni sei stata la nostra accompagnatrice di riferimento. Poi per alcuni anni ci siamo persi di vista per poi ritornare a fare l’accompagnatrice tre anni or sono, l’anno in cui forse si è manifestata la tua malattia. Spiace a tutti noi, nonostante quel poco aiuto che abbiamo fatto per combattere questo tuo male oscuro, non essere riusciti a salvarti. Non sta a noi sentenziare l’origine della malattia. Ma il sospetto che l’inquinamento radioattivo che ha colpito la Bielorussia dopo lo scoppio della centrale nucleare di Cernobyl, è grande.

Per questo l’impegno a salvare il nostro pianeta dai disastri ambientali, deve continuare per dare ai nostri figli e nipoti un futuro certo e dignitoso. Così come l’impegno di vivere nelle nostre comunità, la solidarietà, dono di Dio affidato agli uomini, perchè in tutta l’Europa e nel mondo intero, possa regnare la pace e mai più la guerra. Quella Solidarietà e quella Umanità che noi abbiamo conosciuto anche attraverso la tua persona.

Ma noi abbiamo anche un’altra certezza. La nostra fede ci porta a considerare che l’affetto e l’amore che hai trasmesso a tutti noi, non potrà mai morire. Sicuri di questo, anche in questo momento di dolore che questa mattina ho chiamato tragedia, confidiamo in Dio perché sappia accoglierti nelle sue braccia misericordiose.

Domani alle undici, mentre a Minsk si terranno le tue esequie, anche noi ci raccoglieremo in preghiera con tutti i tuoi conoscenti, per cercare di alleviare il nostro dolore. Possano queste brevi parole essere di conforto e di solidarietà ai tutti i tuoi amici e familiari, soprattutto ai tuoi figli Katia e Sasha e a tuo marito Aleksander. Noi non ti dimenticheremo mai, e grazie per il tuo esempio di umanità.

Emilio

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