Ricerca

» Invia una lettera

In Yemen si scoprono le carte, ed emergono le gravi colpe ed ipocrisie occidentali….

1 di 1

In Yemen si scoprono le carte, ed emergono le gravi colpe ed ipocrisie occidentali....
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

10 maggio 2015

Mentre è sempre vivo l’eco delle criminali imprese del terrorismo di matrice islamista, dall’Afghanistan, all’Iraq, alla Siria, alla Libia, al Kenya, alla Nigeria, fino ad arrivare a Tunisi, dove tra le vittime dell’attentato al Museo del Bardo si contano anche degli ignari turisti italiani, gli avvenimenti in corso nello Yemen, peraltro non troppo enfatizzati dai media occidentali, mostrano chiaramente le contraddizioni, gli errori e le omissioni della discutibilissima politica occidentale (vedi USA).
Infatti in quel paese, in passato già diviso in due realtà statali distinte e sconvolto da anni di guerre civili, vediamo che, a fronte di un prevalere delle milizie Huti (sciite), quel grande esempio di democrazia e stato di diritto chiamato Regno d’Arabia Saudita, ha subito messo assieme una coalizione di paesi sunniti, principalmente le altre monarchie assolute integraliste del Golfo, ma anche altri “soggetti” come la Turchia del sig. Erdogan (quello che nega ostentatamente il genocidio degli Armeni, insultando di fatto anche il Papa, che cerca di mettere il bavaglio ai politici ed ai media di opposizione, che reprime brutalmente le manifestazioni di piazza, che continua a discriminare i Curdi, ecc.), l’Egitto, il Pakistan, e via dicendo, intervenendo militarmente nella contesa, ovviamente con il sostegno dichiarato degli Stati Uniti.

Ricordiamo inoltre che sempre l’Arabia Saudita diede un contributo essenziale alla repressione della “primavera araba” del Barhein, realtà governata da una monarchia sunnita, ma, guarda caso, con una popolazione a maggioranza sciita, tra il silenzio generale dei soliti noti, troppo intenti a condannare e/o colpire Mubarak, Assad, Gheddafi, ecc..

Tutto ciò mentre non si può fare a meno di notare che l’impegno del medesimo “fronte sunnita” contro i tagliagole dell’ISIS, che di fatto stanno cercando di eliminare scientificamente ogni presenza non islamica, o traccia di essa, in medio oriente, non sembra andare oltre a qualche dichiarazione di circostanza, alle sceneggiate alla “rambo” del monarca giordano, o al massimo a qualche timida partecipazione a raid aerei, a quanto pare di discutibile efficacia, vista la realtà che permane sul terreno. Notare infine che proprio in tale circostanza l’assenza e/o il silenzio dell’Arabia Saudita è pressoché totale, dal momento che, pur essendo una realtà ricchissima, non mi sembra che ci sia neanche un minimo impegno nell’accoglienza di profughi di guerra (ma forse si preferisce mandarli da noi…).

Detto questo la sensazione è che proprio questa alleanza spuria tra gli Stati Uniti e le monarchie petrolifere assolute integraliste sunnite del Golfo, oltre a soggetti come il Pakistan e l’attuale Turchia in piena deriva islamica, sia all’origine dell’esplosione tragica della galassia terrorista fondamentalista sunnita (ISIS, al-quaida, boko haram, al-nusra, shebab, talebani, ecc.), la quale non solo minaccia la nostra sicurezza e liberta, ma addirittura l’esistenza stessa della nostra civiltà europea. Infatti dal momento che questi signori non sono venuti certo da Marte, avranno pure preso da qualcuno finanziamenti, armi, equipaggiamenti, assistenza logistica, addestramento, ecc., o no? E certamente questo qualcuno non può essere quello che di solito è additato come il pericolo numero uno e lo stato canaglia per eccellenza, cioè l’Iran.

Ed in tutta questa realtà, ciò che più sorprende sono due fattori. Il primo sicuramente il silenzio complice del Governo israeliano di Netanyahu, il quale, evidentemente non curante e/o preoccupato dell’ISIS alle porte, sembra piuttosto impegnato ad incitare continuamente ad una guerra di aggressione all’Iran, con la scusa del controverso programma nucleare di quel Paese. Ricordo ancora in tal senso lo stesso premier israeliano nel 2002 negli Stati Uniti, quando portò il suo appoggio personale al piano del presidente Bush di intervento contro l’Iraq di Saddam, sottolineando come la rimozione del presidente iracheno sarebbe stata di beneficio per tutta la regione, dal momento che non solo lo stesso aveva armi di distruzione di massa (proprio quelle poi mai trovate), ma addirittura era prossimo alla bomba atomica! Senza contare poi i continui interventi militari, in chiara violazione del diritto internazionale scritto e consuetudinario, contro le forze governative siriane ed i loro alleati, impegnati contro gli islamisti sul campo. Il secondo l’assoluta passività, ai limiti del masochismo, della classe politica dirigente europea, appunto direttamente esposta alle drammatiche conseguenze derivanti da questa situazione che si è creata. E non vorrei che tali limiti derivassero dal fatto che i “liberatori” americani, dal momento che si è appurato che spiavano tranquillamente in lungo ed in largo anche gli “alleati” (vedere le rivelazioni di Snowden, ma non solo), hanno creato qualche fascicolo “scottante”, per ognuno dei vari leaders europei, pronto all’uso in caso di “necessità”…

Ringraziando anticipatamente per l’attenzione, si coglie l’occasione per porgere i migliori saluti,

Giuliano Guerrieri

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Aurelio

    Sono pienamente d’accordo con l’analisi fatta, il problema dell’immigrazione incontrollata che oggi sta vivendo l’Europa è la conseguenza della politica estera americana che ha destabilizzato l’area dietro il paravento della solita , inflazionata e ipocrita democrazia dietro alla quale gravitano i soliti interessi delle multinazionali delle armi e del petrolio.
    I politici europei come al solito stati satelliti dell’impero americano contano come contavano due millenni fa gli stati federati retti da sovrani nominati dall’imperatore romano.