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Israele è sola

Cuveglio incontra Israele
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10 ottobre 2019

Caro Direttore
Dalla sera dell’otto ottobre alla sera del 9 ottobre gli ebrei celebrano la festa dello Yom Kippu
“Yom Kippur è il giorno ebraico della penitenza, viene considerato come il giorno ebraico più santo e solenne dell’anno. Il tema centrale è l’espiazione dei peccati e la riconciliazione, e termina dopo il tramonto successivo, all’apparire delle prime stelle”. Israele in questo giorno, soprattutto in questi giorni, ricorda l’attacco congiunto del 1973 da parte di Siria ed Egitto che mise in serio pericolo lo stesso paese e fu respinto solo con gravissime perdite: circa tre mila soldato morti, una enormità per un paese tanto piccolo.
Ora il paese sta attraversando una grave crisi politica , probabilmente si dovrà andare di nuovo (per la terza volta) a nuove elezioni.
Ma ciò che preoccupa Israele è la situazione che si è creata in Medio Oriente. Trump, una volta di più imprevedibile, ha deciso di abbandonare i curdi, suoi alleati, al loro destino, cioè li ha venduti ad Erdogan. Il turco odia profondamente il popolo curdo che ritiene costituito da terroristi ed è pronto ad invadere le loro terre e ad eliminarli, come fece Ataturk con gli armeni. Trump e l’Europa se ne staranno zitti, Erdogan è un prezioso alleato di Trump e della NATO, l’Europa, a sua volta, teme una invasione di migranti qualora Erdogan li cacciasse dalla Turchia spingendoli verso l’Europa. Erdogan , sostenuto dai russi, si è alleato con l’Iran e con Hezbollah il cui scopo in Medio Oriente è l’eliminazione dello stato ebraico (una nuova shoah !). Israele si sente circondata, una volta di più, da nemici che ne vogliono la distruzione; una pulizia etnica per estirpare il corpo estraneo costituito dallo stato ebraico. Sulla amicizia di Trump Israele non può contare più che tanto. Per il Tycoon conta solo l’America (first America !) e quindi tutto il resto è sacrificabile. L’Iran l’ha capito, per gli ayatollah gli USA sono una tigre di carta, incapaci di reagire e di fare la guerra. L’Arabia stessa comincia a dubitare delle promesse e della alleanza con Trump.
Israele si sente sola ! Non può contare sull’Europa percorsa di nuovo da correnti antisemite che fanno dell’antiisraelismo una loro bandiera. Non più due stati in Palestina ma solo un paese a maggioranza araba dal quale sarà possibile cacciare gli ebrei o eliminarli.
Questa festa, una delle più importanti per gli ebrei, non sarà questa volta, un giorno di gioia, ma di ricordi e di preoccupazione se non di paura.
Israele è forte perché il paese è unito, pronto a difendere una volta di più i diritto dei suoi cittadini a poter vivere in pace; a poter vivere tout court ! Ma Israele ben sa che ha ben pochi amici veri, e tanti pseudo-amici e che questi ultimi si strapperanno le vesti se sarà distrutta, me si guarderanno bene dal difenderla. Gold Meir diceva, e giustamente “Meglio essere vituperati che rimpianti”.
E’ duro per i cittadini di un paese democratico dover vivere costantemente con il fucile carico per difendere la propria esistenza !
Cordiali Saluti

Carlo Passarotti, Gallarate

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