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La crisi infinita della Bielorussia

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26 Maggio 2021

Egr. Direttore,
Pochi giorni prima del 10 giugno 1940, dopo una riunione del Gran Consiglio, quando Mussolini decise di entrare in guerra, Italo Balbo, che del Duce era il candidato alla sua successione, ebbe a dichiarare: “Il matto ha deciso la guerra”. Su una cosa quindi bisogna essere chiari: Stare a lungo al potere porta alla follia. La stessa sorte toccò a Hitler, Stalin e a tanti altri. Forse anche a qualche Papa. Anche Donald Trump fece una fatica immensa a lasciare la Casa Bianca. La stessa crisi personale vissuta qui nel nostro paese anche da Matteo Renzi o da Silvio Berlusconi. Persino Sandro Pertini quando finì il suo settennato andò in crisi e pianse dalla disperazione prima di lasciare il Quirinale. Il potere dà quindi una sorta di sindrome da farsi sentire come dei semidei, investiti da una missione messianica: salvare la propria patria dagli avversari, assillati da paure ancestrali, vedendo nemici dappertutto al punto tale da promuovere le guerre.

E’ quello che sta vivendo da anni la Bielorussia, con il l’attuale Presidente Aleksandr Lukaschenko, uno egli ultimi dittatori dell’Europa (l’altro si chiama Putin) che dopo 27 anni di potere ha una visione paranoica della realtà e che lo spinge ad aumentare tutti le forme di repressione contro il suo popolo, contro i giovani che sono il futuro di quel paese, contro le donne, considerate inadatte a gestire il potere, contro tutta la comunità internazionale. In Bielorussia si vive oggi sotto un regime di terrore: si rischia il carcere o multe pazzesche se si manifesta pacificamente, se vi va in giro vestiti nei colori bianchi o rossi, se si regala un mazzo di rose di colore bianco e rosso. Chi ha figli da far crescere o anziani da accudire, se ne guarda bene da manifestare contro il dittatore. Il sequestro avvenuto nei cieli della Bielorussia di un volo di linea della Rainer, con l’arresto di un giornalista dissidente e della sua compagna, è solo l’ultimo atto di follia di questo satrapo, che nella sua coscienza si sente il padre padrone del suo popolo, sicuro di essere dalla parte della ragione. Ma quello che è avvenuto domenica è un atto gravissimo, quasi una azione di guerra. Cosa fare per protestare contro la violazione di questi elementari diritti umani Possono servire le sanzioni economiche? Io non so rispondere a questa domanda anche perché di solito poi le sanzioni vanno a colpire una popolazione che oggi non ha nessuna responsabilità, perché in Bielorussia intimamente, tutti sono contro Aleksandr Lukaschenko, compresi quelli che vivono nel terrore. Forse solo il Patriarca Ortodosso di Mosca potrebbe tentare una iniziativa di pace. Anni fa avevo scritto a Lukaschenko in maniera ingenua per chiedere di abolire la pena di morte nel suo paese. E mi aveva anche risposto spiegandomi le sue ragioni per mantenere questa orrenda punizione solo per casi eccezionali. Oggi non saprei cosa consigliare a questo amato e generoso popolo che ho avuto la fortuna di conoscere con 25 anni di attività con i Bambini di Cernobyl. L’unica cosa che mi sento di chiedere è dialogo e prudenza perché quando “il matto ha deciso la guerra” ci sono poche speranze, purtroppo. E in Italia lo abbiamo pagato molto a caro prezzo il gesto di quel matto, compresa una orribile guerra civile. Ma nei cassetti del loro potere c’é già pronto, come estrema ratio, il decreto per svendere la sovranità della Bielorussia alla Russia: sarà come cadere dalla padella alla brace.

Emilio Vanoni

Commenti

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  1. Scritto da Felice

    La Bielorussia è in ostaggio di una banda di criminali che sta demolendo qualsiasi diritto civile e costituzionale della popolazione.

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