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La gestione dei migranti, da Salvini ai Sindaci

Migranti
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25 marzo 2019

Caro Direttore, al di là della propaganda e della mancata autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’interno per aver sequestrato 177 migranti a bordo della nave Diciotti per dieci giorni, nella scorsa settimana alcune vicende hanno incrinato la sicumera  con cui  Matteo Salvini sta affrontando la questione non contingente del fenomeno migratorio.

Innanzitutto il salvataggio e poi lo sbarco dei 49 migranti avvenuto a Lampedusa per opera della nave ” Mare Jonio ” , è la conferma da un lato che i porti non sono per nulla chiusi, e dall’altro lato che il ruolo delle Ong, in assenza di quei corridoi umanitari auspicati da quanti si battono per lungimiranti politiche dell’accoglienza, è essenziale per salvare delle vite umane ed evitare, quando è possibile, che i migranti vengano ricondotti nell’inferno dei centri di detenzione libici.In secondo luogo, una sentenza emessa dal tribunale di Firenze, che ha accolto il ricorso di un cittadino somalo assistito da un avvocato dell’Asgi ( Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione ) , ha stabilito che ” ogni richiedente asilo, una volta presentata la domanda di protezione internazionale, deve essere inteso come soggiornante “, e quindi è autorizzato a presentare domanda di iscrizione all’anagrafe.

La sentenza non solo dà ragione alle Regioni che hanno fatto ricorso alla Consulta, ma rende merito al tempestivo operato dei sindaci di Palermo, Leoluca Orlando, e di Napoli, Luigi De Magistris, che avevano ” disubbidito ” con fondate motivazioni giuridiche  allo spirito anticostituzionale dell’ articolo 13 del decreto sicurezza. Se poi consideriamo che un mese fa la Corte di Cassazione, a proposito delle nuove e più restrittive norme introdotte dal decreto in materia di protezione umanitaria, ha sentenziato che la legge non ha effetto retroattivo, ciò significa che le domande presentate prima del 5 ottobre 2018, data della sua entrata in vigore, devono essere legittimamente esaminate dalle commissioni territoriali. Credo sia importante sottolineare quanto viene oscurato dal clamore mediatico, poichè  il primo articolo del nostro dettato costituzionale sottolinea che ” la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione “.Quindi, ogni governo, compreso quello giallo-verde, è  per sua natura a termine, ha il compito di legiferare, ma  nell’esercizio di questa primaria attività non può assolutamente travalicare i principi inderogabili sopra richiamati, al di là della legittimazione derivante dal consenso elettorale. Fraterni saluti

Gian Marco Martignoni

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