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La solitudine di Francesco

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11 giugno 2019

“La solitudine di Francesco” è un libro uscito da poco di Marco Politi, vaticanista di Repubblica con il sottotitolo “Un papa profetico, una chiesa in tempesta“. E’ un libro sconvolgente che racconta apertamente lo scontro che c’è in atto oggi nella chiesa cattolica, da quando è salito sul soglio di Pietro, questo vescovo venuto da lontano, molto amato dalla gente comune, persino dai non credenti, ma molto odiato dai poteri economici, dai poteri forti e da quella parte della chiesa tradizionalista educata da secoli ad evangelizzare attraverso il potere e non attraverso la testimonianza di una chiesa povera,

Con il risultato che oggi: “Nel cattolicesimo è in corso una guerra sotterranea per mettere Francesco, il pontefice riformatore, con le spalle al muro. Preti, blogger e cardinali conducono un’opera sistematica di delegittimazione e, mese dopo mese, si va compattando un fronte conservatore con notevole forza mediatica. Debole, invece, è la mobilitazione dei sostenitori della linea rifondatrice di Francesco: vescovi e cardinali si affacciano poco sulla scena per difendere il papa e appoggiare gli obiettivi del cambiamento. Spira un vento di forte opposizione: – Vogliono un altro conclave – dice il cardinale Kasper. Francesco ha cambiato i rapporti con ortodossi, luterani, mussulmani e Cina. Su pace, ambiente, giustizia sociale è una autorità morale mondiale. Ma anche lo scenario internazionale si è fatto più complesso: l’America di Trump respinge gli accordi su clima e migrazioni, temi non negoziabili per il pontefice; in Italia, intanto, su migranti e integrazione circola un populismo anti-papale; in Europa orientale divampa un cattolicesimo xenofobo. Altre preoccupazioni incombono. La chiesa è travagliata dalla piaga degli abusi sessuali, dalla insoluta questione del ruolo delle donne, dal sensibile calo delle vocazioni. Confessa il gesuita Antonio Spadaro, intimo collaboratore di Francesco: “E’ un pontificato drammatico in cui ci sono i cardinali che attaccano il papa e atei che lo sostengono”.

In Italia c’è un ministro dell’interno che non perde l’occasione di sparlare volgarmente contro il papa, arrivando persino a brandire il rosario come strumento elettorale. Lo stesso lo fa Trump. In America papa Francesco è definito l’uomo più pericoloso del mondo. Poi lo scandalo infinito della pedofilia che continua a gettare discredito sulla chiesa destinato a non cessare mai, che ho costretto l’intero episcopato cileno a dimettersi. Ci sono anche cardinali che ne chiedono spudoratamente le sue dimissioni. C’è in atto una fuga paurosa delle donne in tutta la chiesa. La stessa esortazione postsinodale Amoris laetitia che avrebbe dovuto eliminare l’assurda discriminazione nei confronti delle persone risposate, consentendo la comunione, di fatto è lettera morta. Preti che si sentono fustigati dalle parole del papa, senza una parola di conforto per tutto il sovraccarico delle incombenze che si trovano sulle spalle. Una riforma della curia ormai destinata al fallimento. Per Bergoglio il Vaticano è sempre stato una gabbia: “Fare le riforme a Roma è come pulire la sfinge d’Egitto con uno spazzolino da denti” ha affermato.

L’immagine che esce da questo libro è un papa solo, abbandonato da tutti, perennemente nell’orto del Getsemani, con i suoi più fedeli e stretti collaboratori che tutt’al più si sono addormentati. Qualcuno pronostica che farà la fine di Gorbacev, il riformatore sconfitto dell’Unione Sovietica. Ma nonostante tutte le difficoltà, Francesco vuole andare avanti nel suo cammino di riforme, senza curarsi del peso di una croce che si fa giorno per giorno più pesante: prova sulla sua pelle quanto è difficile mettere in pratica il Vangelo, amare i poveri, soprattutto gli immigrati. In tutti posti che va, chiede sempre perdono per tutti gli errori fatti dalla chiesa nei suoi duemila anni di storia.

E’ un combattente solitario: “Seguiremo la strada della verità ovunque possa portarci”, promette Francesco. Sa che i nemici lo aspettano al varco, pronti ad attizzare il fuoco della opinione pubblica. Il papa argentino, sottolinea Hans Kung è circondato da vescovi che non parlano, non prendono posizione, stanno acquattati … tutti creature di Wojtyla e di Ratzinger, e conclude: “Bisogna sorreggere Francesco”

E’ un libro da leggere e diffondere, senza avere nessun timore. Ma soprattutto bisogna pregare, pregare e ancora pregare per papa Francesco, che lo conservi più a lungo possibile alla guida della Chiesa.

Emilio Vanoni – Induno Olona

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