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L’amore per la democrazia

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28 gennaio 2020

E’ innegabile che la sconfitta di Salvini e la vittoria del Centro sinistra in Emilia Romagna abbia diversi fattori, compreso il ruolo determinante delle “Sardine”. Senza questa loro partecipazione questo risultato non ci sarebbe stato. Prova ne sia la grande partecipazione al voto rispetto alle precedenti consultazioni. Cosa che purtroppo non si è verificata in Calabria dove la metà degli aventi diritto al voto non ha votato e dove le sardine non c’erano.

Ora il Partito democratico deve darsi più coraggio, uscire definitivamente dalla crisi causata dai propri errori, archiviando la sconfitta del 3 di marzo e dare delle risposte sicure alle sardine. Questo voto chiede al Pd più coraggio per riempire le piazze lasciate per troppo tempo vuote, per un partito aperto, unitario e ancorato ai valori della Resistenza, dell’antifascismo, dei diritti fondamentali dell’uomo, partendo dagli ultimi, migranti compresi. Questo chiedono tutti coloro che in queste settimane hanno riempito le piazze del nostro Paese, Varese compresa. Anche perché l’arroganza e i pericoli di questa destra non possono definirsi completamente archiviati, tutt’altro.

Ma un appello all’unità deve essere lanciato a tutti i piccoli partiti di sinistra che partecipano alle elezioni, sapendo poi di non di non poter nemmeno essere rappresentati nelle istituzioni. Coloro che si ostinano a partecipare alle elezioni sapendo a priori di non superare la soglia di sbarramento prevista dalle leggi elettorali, non fanno altro che fare il gioco di una destra che ha già pronto in caso di vittoria, il piano per stravolgere la nostra Costituzione, con l’avvento della Repubblica Presidenziale, con Salvini premier che ha già rivendicato su di sé i pieni poteri. Un pericolo che troppi a sinistra stanno sottovalutando. Quello che serve oggi è una olitica seria, quella con la P maiuscola, con la ricostituzione di partiti radicati nel territorio, sconfiggendo tutti coloro che in questi anni hanno fatto dell’antipolitica lo strumento per il loro consenso personale.

A cominciare da subito ad organizzarsi per votare NO al taglio dei parlamentari previsto con il prossimo referendum del 29 di marzo. Una demonizzazione dei parlamentari orchestrata da tutto il centro destra e da tutti coloro che auspicano l’avvento della repubblica Presidenziale. So che sarà una missione quasi impossibile, ma battersi per il No è una battaglia per la difesa della nostra Costituzione. E’ una battaglia per l’amore per la democrazia e per tutti quei partigiani che sono caduti per difesa della libertà e della giustizia che Piero Calamandrei ci rammenta ancora oggi con le sue parole: «Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione».

Emilio Vanoni – Induno Olona

 

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