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Lettera aperta ad Aleksandr Lukaschenko

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14 agosto 2020

Chi le invia questa lettera fa parte di quel popolo che a vario titolo è diventato grande ospitando i Bambini di Cernobyl.

C’è che tra di noi che da oltre 25 anni vive di questi progetti di solidarietà. Con i Bambini di Cernobyl abbiamo vissuto la grazia e la gioia di vivere il comandamento divino “Ama il prossimo tuo come te stesso”. In questi anni ci siamo sentiti fratelli con tutto il popolo della Bielorussia. Per tutti noi la Bielorussia è come una seconda patria, anzi per alcuni è la prima patria anche se abbiamo un passaporto europeo.

Oggi il nostro cuore è straziato nel vedere le brutali aggressioni della vostra polizia contro manifestanti pacifici che protestano a rischio della loro vita per risultati elettorali che non corrispondo alla verità e che ha già causato la morte di due giovani e l’arresto di miglia di ragazzi, anche tante donne. Il suo governo sostiene che c’è in atto una aggressione internazionale contro il vostro popolo da parte dell’occidente. Mi creda, non c’è nessun paese europeo che abbia mire espansionistiche per la Bielorussia. Anzi, c’è un totale disinteresse, purtroppo. L’unico paese che potrebbe intaccare la vostra sovranità é la Russia, paese con cui avete da sempre e legittimamente un rapporto di grande amicizia.

Fare paragoni con quanto è successo in Ucraina negli anni scorsi, è fuorviante. Svetlana Aleksievic, persona autorevole del suo paese, premio Nobel della letteratura, sostiene apertamente che le elezioni sono state vinte da Svetlana Tikhanovskaja, che ora avete costretta all’esilio per non finire in carcere, come tutti gli oppositori.

Noi non siamo così sciocchi ed ipocriti per andare nelle nostre piazze per chiedere sanzioni contro la Bielorussia, perché le sanzioni alla fine le pagherebbero i più poveri, mai i dittatori. Amiamo troppo il vostro popolo per potergli fare del male. Questa lettera è un appello, una preghiera: Lei Presidente ha oggi una grande opportunità: dimostrare al mondo intero che ama il suo popolo, che non è un dittatore come sostiene la stampa internazionale, che vuole passare alla storia come un un grande, ricordato da tutti per l’amore per il suo popolo.

Lei ha il potere di fare tutto ciò cessando tutte le violenze della polizia contro i giovani, liberando tutti gli oppositori, garantendo la libertà a coloro che avete costretto all’esilio, dialogando con l’opposizione per favorire un trapasso dei poteri in maniera pacifica e nonviolenta. Un regime che uccide i propri giovani che protestano pacificamente è come uccidere il proprio futuro.

Le scongiuro in ginocchio, non passi per uno che ha insanguinato il suo paese. Faccia dell’amore la bussola della sua vita, lo stesso amore di cui noi ci siamo abbeverati in tutti questi anni dando ospitalità ai Bambini di Cernobyl. Noi in questi giorni non faremo altro che pregare, pregare, e poi ancora pregare perché il Padre Celeste possa aprire il suo cuore all’amore. Con la più viva cordialità.

Emilio Vanoni – Induno Olona

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