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Lettera di un bustocco innamorato

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30 Dicembre 2015

Gentile Direttore,
mi chiamo Emanuele e sono un bustocco: orgogliosamente bustocco.

Sono anche uno dei tanti pendolari che quotidianamente, da 13 anni, si sposta per lavoro a Milano in treno.
Pur essendo un milanese adottivo “a tutti gli effetti” (un pendolare trascorre molte più ore a Milano, che non nel comune di residenza), mi reputo un bustocco convinto, innamorato della sua città.
O meglio, innamorato dell’idea di “Busto”: non certo di quello che, nei fatti, Busto è diventata.
Purtroppo vedo una città dormitorio, che sempre più annega in una sonnolenza senza fine.

Mi spiego, presentando alcune evidenti “lacune” – per non utilizzare termini eccessivamente drammatici – che vedo quotidianamente nella mia Busto.

TRASPORTO PUBBLICO
Esiste? “Certamente!” mi risponderanno in molti.
“Bah!” vien da rispondere a me.
A me piace portare numeri e fatti, non parole “volanti”.
Sul sito ufficiale di STIE, a questa pagina http://www.gruppostarlodi.it/urbano, è possibile trovare le linee di trasporto pubblico operate sul territorio di Busto.
Risulta assolutamente evidente come la stra-grande maggioranza dei quartieri di Busto non venga minimamente toccata dalle poche, scarse e carenti linee di bus.
Tant’è che anche noi pendolari, per esempio, che quindi viviamo ogni giorno sui mezzi pubblici (treno, metropolitana, tram, ecc.) siamo COSTRETTI a recarci in stazione in auto.
Con evidenti ripercussioni su: inquinamento (ah! Solo in questi giorni ci si riflette), traffico, parcheggi che congestionano le strade, ecc.
Se una città di oltre 80.000 abitanti (OTTANTAMILA!!!) non ha una rete quantomeno dignitosa di trasporto pubblico, dove vogliamo andare?

BIKE SHARING/BICINBUSTO
Mi perdoni, ma qui mi viene davvero da ridere.
Il Bike Sharing è una soluzione assolutamente lodevole e utile se attuata in maniera corretta e funzionale.
Io lo userei certamente per andare, ad esempio, quotidianamente in stazione.
Ma… c’è un MA enorme.
Dove si trovano le ciclostazioni?
Il preciso e scrupoloso sito del nostro Comune ce le indica con dovizia di particolari in questa pagina: http://www.comune.bustoarsizio.va.it/index.php/biciinbusto
Appare da subito evidente come le 9 stazioni si trovino tutte esclusivamente nel centro città.
Ma allora, a cosa servono?
Se per andare in centro a prelevare una bici devo prendere l’auto… a cosa mi serve la bici?
Oppure, se per andare in stazione la mattina, la ciclostazione più vicina è proprio quella della stazione ferroviaria… che senso ha?
Il bike sharing è utile se le stazioni sono dislocate in tutta la città, anche e soprattutto nelle periferie! Così come avviene a Milano, per esempio.
E non penso che il Bike Sharing sia stata un’operazione a “costo zero” per il Comune.

Sempre in tema di biciclette, vogliamo parlare dello scandalo dei DEPOSITI DI BICICLETTE presso le due stazioni cittadine?
Non venitemi a raccontare che hanno installato delle rastrelliere nuove: chiunque lo dica è invitato a parcheggiare le sue di biciclette lì dentro e contare il numero di ore (non di giorni, di ore!) prima che vengano rubate, rovinate o distrutte.

CAR SHARING
Non riesco a capire se mi faccia più ridere il bike sharing, o il car sharing.
Auto elettriche: fantastico! (Qui non sono sarcastico).
Lo sono invece quando mi viene raccontato che questo servizio di car sharing può agevolare la “mobilità sostenibile” in città.
Trattandosi di auto elettriche, con una sola stazione di prelievo e, soprattutto, riconsegna, qualcuno mi spiega a chi possa essere utile e da chi possa essere utilizzato?
Il car sharing è utile e comodo quando io posso prelevare l’auto in un punto “X” e lasciarla in un punto “Y”.
Se invece sono costretto a ritornare PER FORZA al punto di prelievo, quando mai risulterà utile?
Solo se qualcuno si diverte a fare un circuito con arrivo e partenza dalle ferrovie Nord… stile GP di Montecarlo!
Quanto viene utilizzato? E quanto è costato al Comune? Cioè, volevo dire, alla cittadinanza?

STAZIONE FS/CENTRALE
C’è poco da dire.
Degrado, freddo, brutte frequentazioni, scomodità.
Sono sincero: ho viaggiato per molti anni con le FS, ma da circa 3 anni ho scelto di viaggiare con le Nord.
Frequentare la stazione FS non mi lasciava tranquillo. Quella stazione è indecente e una vergogna per Busto.

PALAZZO DEL GHIACCIO
Qui non mi dilungo: la vicenda è tristemente nota a tutti. Soldi pubblici vergognosamente gettati al vento.
Focalizzo invece l’attenzione su un aspetto poco indagato in questi anni.
Quale sarebbe la logica di costruire una struttura dagli altissimi costi di gestione (quanto costa la corrente per produrre e mantenere il ghiaccio 365/24??) con un bacino d’utenza potenzialmente interessato che, a mio modo di vedere, è assolutamente limitato?
Certo, nel periodo di Natale magari qualche ingresso lo staccherebbero, ma per il resto dell’anno?
Considerando che l’Agorà di Milano, che ha un bacino d’utenza ben più ampio, e il Palazzo del ghiaccio di Varese non sono presi d’assalto quotidianamente è facile desumere come a Busto i problemi sarebbero ancora più marcati.

Se poi pensiamo a come è stata gestita la PISCINA COMUNALE e al fatto che siano stati costretti a darla in gestione a privati, a causa dell’impossibilità di far quadrare i conti…

Potrei proseguire parlando del “senso di tristezza” che si prova camminando nelle strade del nostro bel centro città, la sera dopo le 20.
Ogni tanto mi viene da bussare e chiedere “è permesso?”, talmente poca gente si aggira per le strade.
O del fatto che i grandi brand preferiscano stabilirsi nei comuni limitrofi (Legnano, Gallarate, ecc.) piuttosto che venire a Busto.
Busto che, ricordiamolo, è il SESTO COMUNE DELLA REGIONE LOMBARDIA per popolazione!
Quindi un grande centro, una città importante, gestita però in maniera assolutamente inadeguata e inondata da una vena di malinconia.

Con questa mia “appassionata” lettera, vorrei solo invitare i bustocchi e i futuri candidati alle imminenti Amministrative, a scrollarsi di dosso quel senso di impossibilità, mista a nostalgia per i bei tempi della “Manchester d’Italia”.
Quella Busto non esiste più.
Ripartiamo da zero, con la fierezza delle nostre origini gloriose, ma consapevoli che non si vive di ricordi.
Le potenzialità le abbiamo: siamo grandi, abbiamo un discreto benessere, abbiamo competenze e voglia di fare: non restiamo a guardare!

Lettera di un bustocco innamorato e molto deluso

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