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Lettera di un imprenditore

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28 maggio 2020

È giunto il momento di spendere i capitali in arrivo dall’Europa. Preferisco pensare di investirli, già perché buona parte sono prestiti, anche se con tassi agevolati.
Cari governo e parlamento evitiamo di gettarli a pioggia, tanto sull’asfalto non cresce nulla. Concentratevi su un’unica parola: LAVORO.

Investite sul futuro sulla crescita, innovazione, ambiente, sburocratizzazione della PA.
Investite sul merito, sulle competenze, sulle idee su tutto ciò che è sostenibile e che può generare vera occupazione.

Basta redditi e regali elettorali, basta sostegni inutili a chi non investe nella voglia di giocare la partita della vita, basta sussidi prolungati che generano parassiti istituzionali.
Avete un’occasione unica, sfruttatela e sostenete l’economia reale, l’unico vero metodo per generare benessere diffuso, orgoglio e realizzazioni personali.

La nostra burocrazia fa schifo, la nostra giustizia fa schifo,
tagliate le spese inutili e ripristinate uno stato di diritto, dove imprendere non significa essere sotto scacco per decenni di apparati dello stato improduttivi, intoccabili e onerosissimi, per le nostre imprese, vessate e sotto scacco.

Litigate con burocrati e magistrati, ma riformate questo benedetto stato bizantino del 2020, se non ci credete voi, perché dovremmo farlo noi?

Marco Colombo

Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Aggiungerei: gli stipendi dei politici siano commisurati ai risultati che ottengono. Se un paese si riforma e progredisce possono prendere anche 30.000 euro netti al mese. Se un paese invece sono decenni che continua a vivere su promesse elettorali e favoritismi e regalie allora per me possono rimanere a casa domani stesso senza più lavoro e reddito.
    Basta politici da operetta, da sagra della salamella e papetee. Sinceramente agli italiani onesti e lavoratori che ora si trovano di fronte ad una sfida epocale e durissima, questi cabarettisti di avanspettacolo non solo irritano ma dal fastidio stiamo passando al disprezzo. La prossima volta che varcate una cabina elettorale non votate con la pancia e se proprio siete insicuri su chi vi promette a parole di più fate una bella cosa: non votate, statevene a casa. Almeno non arrechetete danno a questo paese come avete fatto negli ultimi 25 anni votando personaggi ambigui e faccendieri di ogni risma.