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Il libro dei sogni

i sogni segreti di walter mitty
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4 dicembre 2018

Egregio Direttore,
con la recentissima manifestazione di Torino, cui hanno aderito i rappresentanti di tante categorie imprenditoriali pari al 65% del nostro PIL, gli stessi hanno formalmente stigmatizzato all’intero Paese (con troppo ritardo, aggiungo), l’incongruenza di una manovra economica orientata alla penalizzazione (abolizione di taluni incentivi a reinvestire) o quanto meno all’irrilevanza della “Produzione”, in favore di provvidenze di natura pseudo-assistenziale che, pure certamente condivisibili in ambito sociale, appaiono finanziariamente sopportabili solo in un’ottica di brevissimo respiro.-Chi ha il potere non sta governando una nazione sulla luna, ma (purtroppo) inserita in un contesto mondiale sempre più competitivo e caratterizzato da una spaventosa accelerazione/trasformazione tecnologica, in cui si sono già ingigantiti concetti che comportano la radicale modifica sia della visione del presente che del modo di affrontare non già il prossimo, ma l’immediato futuro (AI, IOT, Machine/Deep Learning ecc. ecc.).- Non c’è più tempo per giri di parole, occorrono, e subito, decisioni ed atti concreti che ci consentano di non perdere vieppiù l’aggancio, già da anni in remissione, con le nazioni trainanti (es. USA, Germania, India) che stanno testè fissando o hanno già concretizzato (Cina) precise linee guida, con tanto di piani attuativi, cui affidare il proprio sviluppo nel prox decennio.- Ed in assenza di stravolgimenti globali, per il momento imprevedibili, tali da sovvertire l’ordine mondiale, quello attuale rimane l’unico contesto, pur con tutti i suoi enormi difetti/squilibri, in grado di conferire una pur fragile continuità al sistema.- Il nostro Paese sta già scontando una lunga sequela di errori nelle scelte politiche, trasferitisi consequenzialmente anche in campo economico, sopratutto in un sensibile rallentamento negli investimenti di rinnovo industriale/infrastrutturale, prova ne sia che il nostro PIL, primo tra i nostri competitors, si è testè riorientato al ribasso.- Quindi non di effimere modificazioni abbiamo bisogno, ma di profondi interventi di sistema, quali ad esempio:
1)sostanziale riduzione del debito pubblico, togliendoci la zavorra di un abnorme fardello di interessi, e liberando risorse da girare in conto investimenti.-
2)riduzione del divario economico /sociale nord-sud incentivando e monitorando seriamente nuove attività imprenditoriali nel meridione d’Italia.-
3)contrasto più incisivo al crimine organizzato, nonostante i molti progressi già compiuti al riguardo.-
4)sburocratizzazione ed ottimizzazione della macchina pubblica, riducendo sostanzialmente la spesa corrente favorendo così quella pluriennale.-
5)massiccio appoggio organizzativo e finanziario alla ricerca di base/punta, massimizzando altresì il dialogo scuola/industria.-
6)sgravi fiscali alle imprese, in conto investimenti/assunzioni, con sicura riduzione degli squilibri sociali che ora si vorrebbero, in modo alquanto erroneo, mitigare.-
Molto altro andrebbe riportato, ma senza questi fondamentali interventi, che di certo richiedono unanimità di intenti (soprattutto politici) e sovrumano coraggio, non vedo come si possa ridare al nostro Paese la collocazione nel circuito mondiale che pure il suo popolo ha già ampiamente dimostrato di meritare.-
Cordialità

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