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L’ipocrisia dell’Occidente davanti alle bombe israeliane sui palestinesi

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18 Maggio 2021

Caro Direttore,

la nuova esplosione dell’interminabile conflitto tra la stato d’Israele e i palestinesi covava da molto tempo, stante il regime di occupazione e di apartheid instaurato da Israele sin dal 1948, la mancata applicazione degli accordi di Oslo e delle risoluzioni dell’Onu , nonchè la pulizia etnica in corso, se si considera che il processo di de-arabizzazione nel 2020 ha comportato la distruzione a Gerusalemme di un numero di abitazioni tre volte maggiore della media registrata tra il 2004 e il 2019.

Inoltre, il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme deciso dall’amministrazione di Donald Trump, il Patto di Abramo recentemente stipulato contro l’autodeterminazione del popolo palestinese, le marce degli estremisti religiosi di destra aventi per obiettivo la morte degli arabi e lo sgombero pendente dell’abitazione di 28 famiglie a Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est, nel mentre la polizia senza riguardi irrompeva nella moschea di ad al-Agsa, hanno aggiunto altra benzina sul fuoco.

Nonostante questa serie di accadimenti le agenzie di stampa internazionali hanno confezionato la consueta notizia sul diritto di Israele a difendersi dai razzi lanciati dalla striscia di Gaza da Hamas, mentre i nostri telegiornali, dopo aver dato rilevanza alla manifestazione a Roma della comunità ebraica, sabato sera si sono ben guardati dal riprendere le manifestazioni di solidarietà al popolo palestinese che si sono svolte in tutte le principali città del paese, con le seconde e terze generazioni non solo della diaspora palestinese, così invise a Salvini, in prima fila. Acutamente il senatore democratico e socialista Bernie Sanders ha affermato: «sembra che ci si accorga della violenza in Israele e Palestina quando i razzi cadono su Israele».

Altro che due pesi e due misure: siamo alle colossali menzogne confezionate da Israele, che addirittura è arrivato a bombardare e distruggere la Torre Jalaa, che ospitava da sempre la stampa internazionale (dalla Tv Al Jazera all’agenzia statunitense Ap) senza fornire motivazioni minimamente credibili. Purtroppo, la comunità internazionale si mostra incapace in sede Onu nell’approvare una mozione per l’immediato cessate il fuoco, giacché gli interessi del complesso militare e industriale si confermano egemoni sia negli USA a maggioranza democratica – è di ieri il benestare dell’amministrazione Biden alla vendita di missili e bombe per un valore di 735 milioni di dollari – , che in Europa e naturalmente nel nostro paese. Nonostante la legge 185/90, al di là degli interessi evidenti dell’azienda Leonardo, preveda l’esplicito divieto di esportazione di materiale bellico ai paesi coinvolti nei conflitti armati.

In quanto ai populisti e sovranisti di casa nostra, dopo aver messo la maschera di Donald Trump ora indossano quella altrettanto vergognosa di Benyamin Netanyahu, confermando il loro servilismo nei confronti dei poteri forti e negando con disprezzo, dopo aver rivendicato strumentalmente una identità inventata come quella della Padania, il diritto sacrosanto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Infine, le immagini provenienti da Tel Aviv, con la fuga dalla spiaggia di chi prendeva il sole al mare in seguito alla minaccia dei razzi lanciati da Gaza, mentre le bombe scaricate dagli F35 devastano i palazzi e le case nella striscia di Gaza, disvelano plasticamente la vergognosa ipocrisia della dominante cultura occidentale.

Cordiali saluti

Gian Marco Martignoni
Varese 18-5-2021

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