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Lo spauracchio, il muro invisibile e la mela avvelenata

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16 settembre 2019

Una questione mai risolta è quella del NORD & SUD.

Quarant’anni di politica che hanno creato un gap non solo economico ma sociale, anzi di civiltà.

I grandi partiti della seconda repubblica hanno versato somme immani per un generare una falsa economia gestita da capi bastioni, che al pari delle varie mafie hanno fatto disastri.
Il succedersi dei vari ministeri e banche del Sud hanno continuato l’opera, con l’avvallo di sindacalisti da spiaggia e finti imprenditori che hanno costruito cattedrali nel deserto, lasciando scempi ambientali che oggi convivono con siti storici ricchi di storia e cultura.

La storia dovrebbe insegnarci, sopratutto per gli errori fatti. Una emorragia di persone che hanno dissanguato la parte viva di un tessuto produttivo unico al mondo, come una infinita transumanza senza ritorno si sono portati intere generazioni verso quel nord che aveva bisogno di manovalanza a basso costo, costruendo veri e propri ghetti a fianco ad aziende a loro volta sovvenzionate dallo stato padrone che decideva le politiche industriali a prescindere, che pagava nei momenti di crisi e non riscuoteva pegno nei momenti d’oro, ingigantendo le differenze sociali tra ricchi decisi a tavolino e poveri, costretti a rinnegare tradizioni e storia.

Come già detto altri pseudo imprenditori hanno sfruttato le varie case del mezzogiorno, costruendo insediamenti mai partiti e infrastrutture “messe su” con uno sputo e sabbia, che abbiamo pagato come oro, ma che pagheranno le future generazioni, per crolli e disastri ambientali. Nel frattempo abbiamo trasformato intere aree uniche dal punto di vista agricolo, in discariche a cielo aperto e sotterranee che stanno già presentando il conto, in termini di patologie e invivibilità, no alle Università di Baroni e Baronetti che hanno generato familismo e brutta fama, oltre che scandali e ulteriore sperpero di denaro.

Esiste però un’Italia che non parla questa lingua, è quella di quei milioni di cittadini ed imprenditori dell’ECONOMIA REALE, che hanno mantenuto la schiena dritta, che hanno creduto nelle proprie attitudini e sopratutto nella lor TERRA. Nonostante le carenze infrastrutturali, la mancanza di VERE strade, ferrovie, logistica e aeroporti definibili tali, hanno puntato sulle vere attività che oggi sono le uniche che generano posti di lavoro e dignità.

TURISMO – AGRICOLTURA – INDUSTRIA CONSERVIERA – ARTIGIANATO E CULTURA sono i veri must da cui le nuove generazioni di un sud deturpato dovrebbero ripartire.

Tanti migranti di seconda e terza generazione, che hanno fatto grandi, multinazionali, distretti, azzarderei addirittura stati sparsi per il mondo, sono a mio avviso, coloro che dovrebbero accettare questa sfida con tutti noi, che amiamo l’Italia ed il Made in Italy. Portiamo le nostre competenze a queste latitudini, affianchiamo questi eroi, con impegni finanziari, e psicofisici, non lasciamo morie l'”ORTO” d’Europa, potremmo farcela.

Lo dimostrano le tante iniziative a macchia di leopardo, il NAPOLI PIZZA VILLAGE, nominato in questi giorni a Las Vegas, la più grande manifestazione mondiale dell’agroalimentare, con oltre un milione di visite. Matera Capitale della Cultura, Altamura, l’intera Puglia, definita la Lombardia del sud. Taormina, Sciacca, la costiera Amalfitana, le innumerevoli isole amate dai turisti mondiali, le nostre arance, l’olio VERO italiano, le migliori produzioni agroalimentari al mondo. Come si fanno poi a dimenticare i vini del sud, che fino a poco tempo fa servivano solo per tagliare i famosi Champagne dei nostri cugini d’oltralpe ed oggi vivono di luce propria conquistando sempre più mercati internazionali. Non basterebbero centinaia di pagine per decantarli tutti.

Questa è l’Italia da valorizzare, da amare, da proteggere, da rilanciare, non offendiamo il sud con redditi di cittadinanza, che faranno più disastri delle azioni inscenate dalla politica della prima e seconda repubblica, no a Navigator senza navi senza mezzi, che generano false illusioni e assistenzialismo, investiamo direttamente su crea reddito, cultura, posti di lavoro. Noi abbiamo la NOSTRA FLORIDA, LA NOSTRA CALIFORNIA, IL NOSTRO GIARDINO DELL’EDEN, non diamo un morso ad una mela avvelenata, proposta per sopire coscienza e velleità, reagiamo tutti insieme perché un’Italia che lavora e vuole lavora esiste ed è quella fatta da tutti noi che vogliamo dimostrarlo.

Marco Colombo

Presidente Aime-Italia Agroalimentare

Vice Presidente Italia Madre

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