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L’Ondoli è un ospedale da ricostruire

Ospedale di Angera
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22 novembre 2018

L’ospedale di Angera passerà sotto la competenza dell’Asst dei Sette Laghi (Varese). Bene. Per ripartire va bene. Ma il vero e più grave problema resta: c’è un ospedale distrutto dalla cattiva gestione da ricostruire.

Come e quando? Amor, le mamme e i cittadini sono seriamente preoccupati: perché da quando stiamo lottando per l’ospedale, dall’occupazione e il presidio del 2016, il nostro territorio è costantemente in campagna elettorale. E ogni scelta o decisione dipende da quello. E i bambini, quelli a cui ad Angera sono stati tolti i servizi, non votano. Alle giovani famiglie in caso di emergenza per un parto o per un bambino malato è stato imposto di percorrere ore interminabili (per una rete stradale troppo lenta) per raggiungere l’ospedale di Varese o altri presidi.

Ma le giovani famiglie, purtroppo, a livello elettorale contano meno della popolazione più anziana, perché i numeri dicono che i nostri territori invecchiano. E così vediamo una triste contrapposizione, usata dalla politica, tra giovani e vecchi, quando invece è tutta la popolazione ad aver diritto a servizi adeguati sul territorio.

Perché sennò il territorio si svuota, muore, diventa solo un enorme dormitorio, non un insieme di paesi vivi. Per questo chiediamo un progetto serio, che ascolti tutto il territorio: perché non puoi dare dei populisti alle persone se queste non le ascolti mai e poi s’incazzano. Un progetto serio per l’ospedale vuol dire avere a cuore le persone che abitano su un territorio molto vasto: che certamente invecchiano, ma che non possono perdere i servizi per i più giovani. Girare la provincia in auto con una donna con le doglie a bordo non è umano e non rispetta la tanto sbandierata sicurezza. Mettersi in auto, magari di notte, con un bambino che sta male, sapendo che a pochi minuti l’ospedale di Angera non lo può assistere, è vergognoso, oltre che pericoloso. Ricordiamo e ricorderemo sempre che Angera era una piccola clinica svizzera, distrutta da gestori pessimi (politici e dirigenti): e, in particolare, i nostri reparti di maternità e ostetricia erano fiori all’occhiello senza problemi di numeri. Sono stati distrutti volutamente in pochi anni, svuotati, depauperati: “c’è il calo delle nascite”, “non ci sono i numeri”, “non c’è sicurezza”. E’ stato creato l’alibi per poterlo chiudere. E’ chi amministra questi paesi che deve svegliarsi e capire che è stato fatto un danno enorme, perché da Varese e da Milano, chi vive in città non riesce a capire cosa vuol dire svuotare un territorio dei suoi servizi. Rompersi una clavicola e raggiungere l’ospedale più vicino in elicottero (fatto capitato e documentato) non è un servizio, è un’assurdità (costosa oltretutto). I nostri amministratori locali, che stanno già pensando alla campagna elettorale, si confrontino su queste realtà: li esortiamo a fare gruppo, con noi, le associazioni e tutti cittadini! Ora, a chi dovrà progettare la rinascita dell’ospedale di Angera (ospedale vero e non solo casa di riposo), chiediamo rispetto per la gente, per tutte le fasce della popolazione: “non ci sono i numeri”, “è pericoloso”, “non ci sono i soldi” sono gli alibi che non vogliamo più sentire e che usate tutte le volte che volete avere ragione a tutti i costi. La vicenda del nostro punto nascite, dimostra che per aver ragione siete pronti a tutto, anche a distruggere quel che funzionava. Ora ci siamo anche noi, che non siamo persone di serie B, ci siamo anche noi mamme: pronte a confrontarsi e a dare una mano.

 

AMOR (Associazione mamme per l’Ondoli in rinascita)

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