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Maltrattato in pronto soccorso

pronto soccorso di varese
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13 Agosto 2015

Egregio Direttore,

Le scrivo per farle sapere quanto mi è accaduto la notte tra il 2 e il 3 agosto scorsi: a causa di acuti e persistenti dolori perianali mi sono recato, accompagnato da mia moglie, al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo di Varese; alle ore 02:45 am in accettazione un uomo, presumibilmente infermiere, nonostante io fossi dolorante e febbricitante, mi ha invitato a lasciare il PS dal momento che mi ha giudicato un “CODICE BIANCO”. Più volte ho chiesto all’uomo di rivalutare il mio caso visto che la fitta peggiorava, ma egli mi ha ribadito che, essendo il mio un codice bianco, con un solo medico presente e sette casi in attesa prima del mio, non sarei stato visitato e non mi ha dato la possibilità né di replicare né di portare a termine la fase di accettazione.
Sconcertato e lacerato dal male, con molta preoccupazione ho lasciato l’H e mi sono recato dal mio medico di base che mi ha prescritto con urgenza (bollino verde) un’ecografia; la mattina stessa l’eco ha evidenziato un probabile ascesso perianale e ha rivelato la necessità di un’eco trans-rettale; in tarda mattinata all’H di Circolo sono stato rimbalzato da un reparto all’altro per cercare di ottenere un appuntamento (dal reparto di ecografia, a quello di urologia, a chirurgia e fino a gastroenterologia), infine non ho ottenuto alcun appuntamento, ma un numero di telefono dell’Ospedale di Legnano.
Al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Legnano sono stato visitato e mi hanno diagnosticato un ascesso perianale di 4 x 3.5 cm con possibilità di fistole e rischio di setticemia. Immediatamente ricoverato, sono stato trasportato e operato con urgenza al Presidio Ospedaliero di Cuggiono in provincia di Milano.

Distinti Saluti

In Fede,
Mario Giannone

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In risposta alla segnalazione del lettore, l’azienda ospedaliera chiarisce che in presenza di casi simili a quello riportato dal lettore ( di cui non esiste traccia in pronto soccorso perché non è stata fatta accettazione) il codice assegnato è bianco dato che la patologia pur grave non è urgente né indifferibile. Il percorso corretto è quello che il lettore racconta di aver effettuato: la consulenza del proprio medico di medicina generale e la richiesta di indagini urgenti contrassegnate da bollino verde.

Circa le risposte che il lettore dice di aver ricevuto, in generale il personale non manda via nessuno ma invita a valutare la lunghezza dell’attesa in presenza di molti casi più urgenti.

Quanto ai tempi d’attesa nel caso di “bollini verdi”, l’azienda chiarisce che l’appuntamento va assegnato entro le 72 ore ma non è garantita la disponibilità nell’ospedale prescelto, l’organizzazione è tale per cui è spesso possibile ricevere la stessa prestazione in una delle altre sedi aziendali con un tempo di attesa più contenuto o, tutt’al più, in un’altra azienda ospedaliera lombarda.

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