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Mia mamma ricoverata senza più possibilità di visita. Senza una spiegazione

ricovero
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6 Dicembre 2022

Egregio direttore

che dispiacere trovarsi ancora una volta a dover segnalare disumanità in un ambito che più di qualsiasi altro avrebbe bisogno invece di umanità ed empatia.. la mia mamma viene portata in pronto soccorso presso ospedale di circolo di Varese per una grande insufficienza respiratoria e scompenso cardiaco il giorno 24 novembre.

È rimasta in pronto soccorso un giorno e mezzo durante il quale non abbiamo potuto né vederla né avere alcuna notizia fino alla sera dopo. Unica e sola notizia che era praticamente non cosciente e nulla di più. Finalmente il 25 viene ricoverata in reparto pneumologia e mi comunicano che oltre all’influenza probabile causa scatenante di tutto il quadro clinico è anche risultata positiva al Covid viene quindi trasferita in pneumologia in area Covid.

Dopo varie e svariate insistenze il giorno dopo ancora, otteniamo di poterla vedere tramite una bardatura e per una settimana seppur con orari ridottissimi e sempre ringraziando la bontà d’animo riusciamo io e miei fratelli a darle seppur per pochi minuti quel sostegno di cui una donna di 86 anni ha bisogno! Completamente disorientata, attaccata all’ossigeno, allettata, la nostra visita quotidiana è diventata nei giorni uno sprone a migliorare, a tenere duro, a ricordare che tornando a casa la aspettano tutte le sue cose più care, i nipoti gli affetti. Le nostre rassicurazioni, le nostre carezze sono state più e quanto efficaci dell’ossigeno e delle cure stesse.

Tutto questo fino a ieri. Quando all’arrivo in ospedale mi viene brutalmente comunicato che le visite da questo momento sono sospese! Senza motivazione, senza spiegazioni. Quasi una soddisfazione nel dirlo. Mia mamma che mi cerca, non mi vede arrivare, non capisce. Non ho assolutamente sentore di emergenza sanitaria né di affanno in reparto né di cambiamenti che possano aver portato a questa decisione. Comunicazione decisa dalla primaria. Punto. Inaccettabile.

Peraltro nel frattempo, per fortuna la mia mamma è tornata negativa ma ciononostante mi dicono che in pneumologia non ci sono posti letto disponibili e quindi rimane dov’è e non possiamo vederla. Punto. Doppiamente inaccettabile. Ho visto la vicina di mia mamma piangere, 88 anni anche lei con la voglia di vedere un nipote, un viso familiare, un affetto. Il Covid non è più un problema, non lo è in senso assoluto. Mia mamma non è stata male a causa del Covid, mia mamma è stata male ed in più ha avuto il Covid. Come quasi tutti gli anziani ricoverati lì. In questo momento il mio pensiero va a tutte quelle persone che sono morte da sole, senza nessuno vicino, senza incrociare un ultima volta lo sguardo delle persone amate.

Oggi mi domando se questo sacrificio sia servito. Ad oggi per quello che sto vivendo con mia mamma in questo giorni devo dire di no. Assenza di comprensione, assenza di buon senso. Avevo tanta fiducia nel sistema sanitario e continuo ad averla ma non he ho più nei confronti di chi non ha rispetto e pensiero nei confronti di chi soffre. Questo è inaccettabile e io continuerò a rappresentare il mio pensiero che è anche quello degli altri parenti che ho incontrato in questi giorni e che mi hanno chiesto di far sentire anche la loro voce. Sono disillusa, sconfortata, rabbia per qualcosa che sento come profondamente ingiusto e vissuto in un momento già di grande difficoltà e sofferenza.

Marta Vespignani


La risposta dell’ospedale di Varese

In merito alla lettera scritta dalla sig.ra Marta Vespignani, sentito il Direttore della Pneumologia, si ritiene opportuno precisare che i famigliari della paziente, ricoverata in area covid, hanno avuto la possibilità di visitare giornalmente la paziente tranne nei due giorni di sabato 3 e domenica 4 dicembre quando il primario, sulla base di necessità di tipo igienico sanitario, ha ritenuto di sospendere temporaneamente gli accessi nell’area COVID.
Si aggiunge inoltre che lunedì scorso, al controllo antigenico, la paziente è risultata negativa, per cui è stato anticipato alla figlia che probabilmente a breve sarebbe stata trasferita nella sezione ‘non covid’.
Martedì, però, al nuovo controllo antigenico previsto per consentire il trasferimento della paziente nella RSA di provenienza, è risultata nuovamente positiva, determinando il rinvio del trasferimento.
La paziente è quindi rimasta ricoverata nell’area covid della Pneumologia, cosciente, in grado di alimentarsi autonomamente, in buone condizioni e in costante miglioramento clinico. I parenti hanno avuto la possibilità di riprendere regolarmente le visite quotidiane. Per quanto riguarda la comunicazione sullo stato di salute della paziente, non è mai stato negato un colloquio da parte del personale di reparto.

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