Paghiamo il trasporto, ma i nostri figli restano a piedi
15 Settembre 2026
Vorrei segnalare quanto accaduto ieri, lunedì 14 settembre, sulla linea V121 Gavirate – Comabbio, con transito da Ternate, nella corsa delle ore 12.35 dal complesso scolastico di Gavirate.
Mia figlia, come molti altri studenti, possiede un regolare abbonamento annuale regolarmente pagato. Nonostante questo, non ha potuto utilizzare il servizio perché l’autobus era già completamente saturo. Dalle fotografie si vede chiaramente una situazione di forte affollamento, con numerosi ragazzi rimasti a terra e impossibilitati a salire.
La domanda che mi pongo, e che credo si pongano molte famiglie, è semplice: A cosa serve pagare un abbonamento se poi il servizio non viene garantito?
Autolinee Varesine conosce perfettamente i flussi degli studenti che ogni giorno utilizzano questa linea. Possibile che nessuno abbia previsto un mezzo aggiuntivo? Possibile che non si sappia che all’uscita delle scuole la domanda supera regolarmente la capacità del servizio disponibile?
Oltre al disagio per gli studenti, ci sono conseguenze concrete per le famiglie. Oggi sono stato costretto a interrompere i miei impegni e ad andare personalmente a recuperare mia figlia a scuola. Non perché avesse perso il pullman, ma perché il pullman non era in grado di trasportare tutti gli utenti che avevano regolarmente pagato per quel servizio.
Vorrei inoltre porre alcune domande pubbliche:
Chi tutela gli utenti che pagano un abbonamento e non riescono ad usufruire del servizio acquistato?
È normale che decine di studenti restino a terra senza che venga predisposto un mezzo di supporto?
Chi verifica che il numero delle corse sia adeguato alle reali esigenze del territorio?
Perché gli enti pubblici continuano a finanziare il servizio senza pretendere che venga garantito a tutti gli utenti paganti?
Regione Lombardia e gli enti competenti finanziano il trasporto pubblico locale con risorse pubbliche. Quando le corse risultano insufficienti, hanno il potere di richiedere verifiche, potenziamenti e adeguamenti del servizio. Per questo motivo ritengo legittimo chiedere se siano a conoscenza di questa situazione e quali interventi intendano adottare.
Esiste poi un ulteriore aspetto che riguarda la sicurezza. In caso di incidente, qualora emergessero criticità legate al sovraffollamento, di chi sarebbe la responsabilità? Dell’azienda? Del conducente? Di chi avrebbe dovuto programmare correttamente il servizio? Sono domande che meritano una risposta chiara.
Le fotografie scattate oggi parlano da sole: decine di studenti sono rimasti a terra mentre l’autobus partiva già pieno.
Non stiamo chiedendo privilegi. Stiamo chiedendo che venga garantito un servizio pubblico per il quale le famiglie pagano regolarmente ogni anno.
Se una linea è sistematicamente insufficiente, non è più un imprevisto: è un problema organizzativo che qualcuno deve finalmente affrontare.
M.P.
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La risposta di Autolinee Varesine
Nei primi giorni scolastici, qualche disagio è assolutamente inevitabile.
Ciò perché, per ragioni di carenze di organico in termini di docenti e personale amministrativo, quasi tutti i plessi scolastici effettuano orari provvisori, incompleti, peraltro estremamente variabili da un giorno con l’altro. Non è certo “colpa” del singolo dirigente o della scuola come Istituzione, ma è purtroppo una “tradizione” che si verifica di anno in anno con inevitabili ripercussioni sul trasporto pubblico locale il quale, in quanto tale, si basa al contrario sulla certezza e sul rispetto degli orari esposti al pubblico.
Nel concreto: gli orari delle linee del trasporto pubblico locale (ben diverso dallo “scuolabus” con cui molti genitori lo confondono) si basano su un’impostazione che tiene conto di un’infinità di esigenze diverse e, per quanto riguarda i plessi scolastici, tentano di accogliere le esigenze degli orari definitivi e pieni dei medesimi.
Secondo l’impostazione comunicataci dal plesso Stein di Gavirate, l’uscita delle ore 12.30 – oltre ad essere attiva soli tre giorni a settimana – risulta in larga parte minoritaria, a fronte di quelle principali delle 13.30 (dal lunedì al venerdì) e delle 15.30 (al mercoledì e, novità di quest’anno, anche al venerdì).
Di conseguenza, le corse in partenza alle 12.40 dal plesso di Gavirate verso le varie destinazioni sono tarate su questo reale dato di fatto: purtroppo, ieri come probabilmente accadrà anche in altre occasioni, una percentuale assolutamente maggioritaria degli alunni dello Stein sono invece usciti anticipatamente alle 12.30, riversandosi in massa sui (pochi ma corretti) autobus presenti.
Ciò per quanto esposto prima: la scuola, come tutte le scuole, non riesce nei primi giorni di scuola a garantire la pienezza del proprio orario.
Al contrario, il trasporto pubblico locale garantisce la pienezza del proprio servizio, negli orari esposti al pubblico e ampiamente a disposizione dei genitori già da diverse settimane. Il servizio è dunque ampiamente “garantito”, per citare quanto esposto dal vostro lettore.
Chiaramente, nel momento in cui la scuola di Gavirate così come gli altri plessi provinciali andranno a regime con i propri orari definitivi, l’impostazione del trasporto pubblico locale risulterà adeguata alle reali esigenze



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