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Quella strada di Casale Litta da sempre dimenticata

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3 febbraio 2016

Gentile Direttore, mi permetto di scriverLe, sostenuto da diversi concittadini, per rappresentarLe una grave situazione di pregiudizio e di pericolo che sussiste anche nel nostro territorio, e precisamente a Casale Litta.

In una strada all’interno del centro abitato (seppur bianca), nonostante l’accresciuta edificazione nel tempo (con conseguente aumento dei residenti), e diverse leggi vigenti (in particolare, il Codice della Strada) che obbligano l’Ente locale alla gestione, manutenzione e pulizia, la strada consorziale del Brenno (così denominata già dalle vecchie mappe del secolo scorso), toponomasticamente Via Roma e Via San Pancrazio, presenta, ancora oggi, uno stato di grave dissesto che non consente nemmeno il passaggio dei mezzi di soccorso, in particolare i pompieri.

Più volte tale situazione è stata conclamata dai Vigili del Fuoco, eppure, ormai da anni, il Comune, seppur consapevole dello stato di rischio e di pericolo, pur inserendo urbanisticamente altre grandi opere in fregio (area di trasformazione da 30.000 mq), non si è curato e non si cura dei rischi di cui tutti noi cittadini residenti delle due vie possiamo correre.
La strada, classificata come urbana locale (lettera F), posta appunto nel perimetro abitativo, presenta due accessi sulla pubblica viabilità (la piazza centrale del paese; la S.P. 44), uno talmente stretto che non consente il passaggio di veicoli principalmente usati per il soccorso; l’altro tratto di strada, anzichè garantire la percorribilità senza problemi, presenta diverse insidie (pali mal posizionati, buche profonde in pendenza, ecc.), e a ciò si aggiunge la mancanza di qualunque tipo di idrante che possa, quantomeno, mitigare le oggettive difficoltà di un eventuale intervento.

Situazione di rischio che, nelle ore notturne o in caso di pessime condizioni meteo, può solo arrecare nocumento alle cose ed alle persone; in aggiunta, vi sono diversi beni pubblici sulla strada ed in fregio (segnaletica stradale, elettrodotti, parcheggio e parco comunali, acquedotto, fognatura ed altre infrastrutture di servizio), così che è anche di palese evidenza, stante lo stato dei luoghi, che l’Ente preposto per legge alla manutenzione (artt. 14 e 37 C.d.S.) sta omettendo un preciso dovere che la legge gli pone in capo.
A detrimento di diverse famiglie di cittadini, compresi minori e anziani.

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