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Ricordo di Maradona: “Il pallone era la sua vita”

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26 Novembre 2020

Forse, soltanto il Papa avrà il saluto che la gente tributa oggi a Maradona. Dall’Italia a all’Argentina, dal Brasile alla Germania, dal Giappone alla Nigeria e dalla Svezia al Polo Sud il mondo intero accompagna il più grande calciatore di tutti i tempi verso l’eternità.

Mentre scriviamo il Pibe de Oro riposa nella Casa Rosada, il palazzo presidenziale argentino. Con gli occhi lucidi la gente si accalca per rendergli l’ultimo saluto.

Dopo mille battaglie dieguito riposa in un sonno che racchiude amore e dolore, pazzie e magie. Per la prima volta è difficile immaginarlo fermo, senza il pallone fra i piedi. Le televisioni di tutto il mondo ripropongono incessantemente le sue incredibili giocate, i gol e, soprattutto, il sorriso soffocato dall’abbraccio dei tifosi. Maradona amava la folla: per essa avrebbe dato la vita.

Nelle praterie che si aprivano alle sue giocate pareva essere insieme un’anguilla e un gladiatore: nella vita di tutti i giorni era fragile e debole, come tutti noi. Solo cosi si spiegano “le cadute” che ne hanno segnato l’esistenza. La droga, l’alcol hanno certamente abbreviato il suo percorso esistenziale, ma non incrinato il rapporto solare che aveva con tutti. Maradona è stato un cittadino del mondo. Le foto che lo fissano nell’abbraccio con il Papa, Pelé, Fidel Castro, i piccoli e i grandi della terra sono lo specchio di un campione amato in tutte le latitudini.

Qualcuno ha detto che i campioni sono come gli eroi: destinati a sopravvivere nell’eternità della memoria. Diego Armando Maradona è stato un sogno: ci ha fatto gioire e piangere. Lo ricorderemo nella cavalcata impossibile del gol segnato all’Inghilterra ai mondiali del’86’ e mentre calcia il pallone sugli spalti del San Paolo al suo arrivo in Italia. Lo ricorderemo sorridente dopo un gol abbracciato dai compagni ed ospite in tante partecipazioni benefiche.

Infine, lo ritroveremo bambino, intento a palleggiare fra i poveri cortili della periferia di Buenos Aires e nell’ultimo affettuoso abbraccio dei suoi tifosi.

Fernando De Maria

Commenti

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  1. Scritto da Viacolvento

    Sarebbe da ricordare anche come evasore fiscale e condannato per spaccio di droga.

  2. Scritto da Felice

    Mah sono perplesso. Quando c’è di mezzo il pallone diventano tutti eroi e santi. Senza nulla togliere che è stato uno dei migliori giocatori di calcio per quel tipo di calcio che si giocava negli anni 90 (molto diverso dall’attuale) ed ogni epoca calcistica e sportiva ha i suoi “eroi” aventi uno stile ed un gioco unico del periodo, direi che in questo caso si sta gonfiando ancora una volta il panettone per un uomo che fuori dalla vita sportiva non è mai rientrato nei miei canoni di persona retta ed integerrima.
    La dipendenza dalla droga, l’evasione fiscale, le controversie familiari per alcuni figli non riconosciuti….insomma….bravo a giocare a calcio, forse il migliore. Ma per carità fermiamoci qui. I veri eroi son quelli che curano le malattie, il Covid, sono i missionari nelle zone più povere e disagiate del Mondo.
    Ma per carità, Maradona è stato SOLO un calciatore.

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