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Si sono moltiplicate le pubblicazioni sui populismi

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Martignoni
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17 maggio 2019

Caro direttore,
con la diffusione dei populismi su scala globale si sono moltiplicate le pubblicazioni sull’argomento nelle librerie del nostro paese.

Di fronte all’imbarazzo della scelta ho deciso di affidarmi a due testi agili e soprattutto contraddistinti da uno stile divulgativo. Per un inquadramento del fenomeno “Neopopulismi” di Paolo Graziano, docente di Scienza della Politica e Politica comparata all’Università di Padova, è senz’altro utile per comprendere le cause del successo neo-populista, ma anche per capire per quali ragioni i populismi esclusivi e inclusivi sono destinati a segnare il corso delle democrazie contemporanee.

La distinzione tra populismi esclusivi ed inclusivi è determinata per Graziano dalle finalità del loro orientamento strategico, oltre che dalla diversa percezione dell’altro inteso come straniero, migrante o diverso . Rispetto a quanto sta avvenendo nel nostro paese mi sono invece affidato all’intervista che Chiara Tentori ha rivolto a Bartolomeo Sorge, pubblicata recentemente con un titolo decisamente controcorrente “Perchè il Populismo fa male al Popolo”.

Bartolomeo Sorge, classe 1929 e direttore emerito della rivista Aggiornamenti Sociali, oggi in ” pensione ” presso la sede dei Gesuiti a Gallarate,sviluppa una riflessione che, mettendo a fuoco le figure politiche di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi,Matteo Salvini e Luigi Di Maio, perviene a considerazioni lucide e sferzanti relativamente alla costante involuzione della nostra democrazia repubblicana A suo avviso l’ essenza del populismo consiste nella duplice mancanza di senso dello stato e del bene comune.Un giudizio che può apparire tranchant, ma che è certamente condivisibile se si considera la crisi generale dei valori associata alla mancanza di etica pubblica, in un contesto dove dilaga uno sfrenato individualismo, favorito da quella che Sorge definisce la nuova “agorà digitale”.

Cordiali saluti
Gian Marco Martignoni
Varese

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