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Toto-Quirinale: il futuro del Paese nelle mani dell’improvvisazione

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12 Gennaio 2022

Egregio direttore,

giocare al toto-Quirinale è forse un inutile sport. L’ipotesi di eleggere una donna come Presidente del Repubblica sembra essere relegata nel mondo dei sogni. D’altronde il senatore del Pd Alessandro Alfieri nel suo recente diario è stato lapidario: cinque anni fa il suo partito poteva contare su 450 voti, oggi ne conta solo 150, risultato delle divisioni interne che in questi anni lo hanno drammaticamente lacerato. Oggi comunque abbiamo un Parlamento che non è più rappresentativo della realtà socio politica del nostro Paese, con un M5S che  ha più che dimezzato il consenso elettorale preso 5 anni or sono.

Il pericolo reale è che il centro-destra potrebbe essere tentato di eleggere non un presidente unitario, di tutti, ma un presidente di una precisa maggioranza. Ad avallare questa tesi, é la presenza in Parlamento di un nutrito Gruppo Misto, si parla di 150 elettori, che potrebbe risultare determinante per l’elezioni al quarto scrutinio, magari mettendosi a disposizione in una sorta di mercato delle poltrone, le stesse che con tante enfasi erano state il cavallo di battaglia di quel partito che inneggiando all’antipolitica era diventando il primo partito, costretto poi a governare facendo tutto il contrario di quanto avevano detto in campagna elettorale.

Alfieri dice il suo partito che non deve sbagliare. Per non sbagliare l’unica scelta, per non avere un Presidente dettato dall’improvvisazione bisogna chiedere a Sergio Mattarella di fare ancora il Presidente per altri due anni, far terminare regolarmente la legislatura nel 2023 e rimandare la nomina del nuovo Presidente al 2024, con il Parlamento che uscirà dalle prossime elezioni politiche, lasciando a Mario Draghi il compito di terminare il suo servizio al Paese, senza scossoni e con una credibilità a livello europeo certificata.

Altre scelte responsabili non esistono. Il rischio che corre oggi il nostro Paese è quello di dover eleggere per la prima volta un Presidente della Repubblica non più antifascista. E questo sarebbe grave. Rifletta anche Sergio Mattarella sul dire sempre no.

Emilio Vanoni – Induno Olona

Commenti

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  1. Alberto Gelosia
    Scritto da Alberto Gelosia

    Non vedo perché ci si debba preoccupare o scandalizzare se la destra riuscisse ad eleggere un suo esponente.
    In fondo, a suo tempo, la sinistra ha eletto, con il minimo dei voti, un uomo chiaramente di parte come Napolitano.

    1. carlo_colombo
      Scritto da carlo_colombo

      In effetti non ci sarebbe di che preoccuparsi o scandalizzarsi nel caso fosse scelto un esponente di centrodestra, solo che per ora di nome c’è solo quello di un condannato, prescritto, libertino, propietario di TV ed altri interessi che lo dovrebbero scartare a priori dagli eleggibili.

      1. Scritto da Felice

        e non ne vedremo di altri…visto l’ampio turn-over e l’ampia maturazione politica aperta a tutti sempre ben viva nel cdx. Il candiato Sindaco di Milano insegna.

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