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Un bel pastrocchio leghista

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Un bel pastrocchio leghista
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10 marzo 2019

Sulla TAV si giocano le regole di tenuta democratica di un paese. Perché la consultazione popolare non può essere invocata solo quando conviene, non si può sbandierare come rappresentativo il voto online di quattro gatti sulla piattaforma Rousseau per poi snobbare come inutili le volontà di attuare un referendum di consultazione popolare.
La minoranza no-tav pentastellata di fatto si sta comportando come una dittatura. Una minoranza che ignora le ragioni dei cittadini, delle imprese e delle regioni per imporre la volontà calata dall’alto, quasi fosse un dogma incontestabile. Un movimento oramai dedicato totalmente alla fossilizzazione del paese (concedendosi prima qualche lusso come pensionamento anticipato e redditi di cittadinanza stranamente così diffusi nel meridione).
La oramai minoranza politica del paese decide ed impone scelte strategiche anche per la maggioranza.
La coalizione Lega-5S si rivela per quello che è, incompatibile fin dalla nascita e totalmente votata alla campagna elettorale continua, sperando di riuscire a cannibalizzarsi a vicenda prima delle prossime consultazioni popolari (le europee).

Tale accozzaglia di coalizione così facendo sta giocando con le vite, i risparmi ed il lavoro di una parte del Paese che ora praticamente è stato tradito se non addirittura preso a schiaffi in faccia.
Una parte del paese che, pur essendo il motore trainante economico, da decenni sopporta senza fiatare gli sprechi continui, le infrastrutture non finite o finite dopo decenni a costi esorbitanti (Salerno-Reggio vi dice qualcosa?), le regioni autonome fucina di clientelismi e sprechi, le banche del mezzogiorno, le mafie e le camorre che ci rendono sempre meno competitivi.

Ma se tutte le storture della “parte bassa” del Paese non bastassero scopriamo che questo è un paese divenuto ostaggio di fanatici ideologizzati. Forse a questo punto al Nord Italia per uscire da queste sabbie mobili basate su ideologie, dogmi e soprattuto opportunismi non basterà più la protesta, i mugugni e i malumori. Qui occorre fare una rivolta con chi ha banchettato fino ad oggi approfittando che in questo paese c’è sempre qualcuno pronto a spaccarsi la schiena pur di andare avanti.
Ora quel qualcuno non può più tollerare che persone non all’altezza decidano al posto suo.
Chiediamo a gran voce a Salvini di smetterla di prendere in giro le persone ed i denari di chi crea impresa e da lavoro.
Dire che lunedì prossimo non partiranno i bandi ma gli avvisi sulla TAV, sperando di avere altri 6 mesi di respiro per retrocedere dalle commesse e dai bandi di gara, significa prendere in giro ma soprattuto trattare l’elettorato come una massa di stupidi.
La conosciamo tutti la tecnica della Lega…tiriamo il fiato ed arriviamo alle europee. E poi si vedrà se far cadere il governo con un sonoro calcio nei fondelli ai Pentastellati.
Questa tecnica è meschina in quanto voi non state governando e tantomeno facendo gli interessi del paese. Voi state usando delle promesse elettorali totalmente prive di fondamento esclusivamente come grimaldello per il vostro tornaconto personale. Voi vivacchiate, nel frattempo le imprese chiudono e le persone rimangono a casa senza lavoro.
Oggi siete stati contestati a Torino, da imprenditori e sindacati. Oramai non vi crede più nessuno.

Chiediamo tutti a gran voce una analisi costi-benefici Lega-5S, così come fatto per la TAV.
A mio avviso la bocciatura sarà netta, insindacabile e senza appello , soprattutto in quelle Regioni che ora si trovano letteralmente strozzate da un governo che ha fatto del NO e dell’immobilismo il suo portabandiera.

Felice

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