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Una preghiera per l’Ucraina

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24 Gennaio 2022

Egregio direttore, 

ieri il papa nella sua omelia ha inviato tutti a pregare mercoledì per evitare che nel cuore dell’Europa scoppi una nuova guerra in Ucraina. Mia madre, nella sua grande semplicità e ingenuità, mi ha sempre raccontato che per fare la guerra bisogna sempre essere in due, la violenza non parte mai solo per responsabilità di un unico soggetto. Quando a novembre i servizi segreti americani hanno iniziato a parlare della possibilità di un’invasione dei carri armati russi in Ucraina, mi era sembrata una bufala: pensare che Putin con tutti i problemi che ha si prepari a invadere l’Ucraina mi sembrava una cosa assurda.

Quello che si coglie anche in questa occasione è che le superpotenze, in questo caso gli Usa, giochino a fare la guerra per i loro interessi strategici. Dopo la fuga vergognosa dall’Afghanistan da parte della coalizione internazionale, il caos generato in Medio Oriente (Iraq, Siria) e in Libia, queste notizie sull’Ucraina sembravano proprio dettate sempre dalla stessa logica: generare il caos, vendere armi, e poi ergersi a difensori dei Diritti Umani. 

Va ricordato che la presente crisi era partita anni addietro fomentando le proteste di piazza dell’estrema destra, con l’appoggio degli americani, finalizzate a far entrare l’Ucraina  nella Nato, con la conseguente reazione della Russia che sentendosi minacciata ha sostenuto i separatisti filo russi con l’occupazione della Crimea. Da allora i problemi nella regione del Donbass sono stati lasciati marcire senza dare risposte politiche a questa situazione.

A battersi in questi anni per dare una risposta politica alla crisi dell’Ucraina era stata Angela Merkel. La sua uscita di scena e le divisioni persistenti nei Paesi europei hanno creato il vuoto facendo emergere le spinte per la guerra. Questa mattina i giornali radio hanno dato la notizia che gli americani stanno abbandonando la loro ambasciata a Kiev. Sembra proprio un film già visto altre volte nella storia dove i servizi segreti americani sono campioni. Domani qualcuno farà scoppiare una bomba in Ucraina e tutti diranno che è stata messa dai russi. E noi ovviamente ci crederemo. Poi ovviamente Putin non è un angioletto innocente, anche lui allevato alla scuola della guerra americana.

Il risultato è che al posto di favorire il dialogo per trovare una soluzione politica alla crisi si preferisce gettare benzina sul fuoco. E così alcuni paesi europei hanno già iniziato a vendere armi all’Ucraina con il beneplacito della Nato e dell’Alleanza atlantica. Si potrebbe già dire “obiettivo raggiunto”, la produzione e il commercio delle armi sono salvi. Rimane il dramma di un mondo governato da occidente a oriente da pazzi che giocano a fare la guerra sulla pelle della povera gente, come sempre. Se alla fine sarà la popolazione ucraina a pagare un prezzo salato di queste crisi, poco importa: le industrie americane per la produzione delle armi sono salve.

E l’Italia cosa fa? Draghi si limita al silenzio per non disturbare i suoi padroni, i mercati. Anche la candidatura di Andrea Riccardi alla Presidenza della Repubblica, si è già arenata prima della partenza: uomo troppo di pace e di dialogo internazionale,  troppo vicino a papa Francesco, non va bene in un mondo malato di guerra. Se poi alla fine la guerra non ci sarà, come si spera, gli ipocriti alzeranno la voce per dire: visto come siamo stati bravi, abbiamo evitato al guerra! L’unico che si salva é sempre Lui, solo Lui, Francesco: mercoledì preghiamo per la povera Ucraina diventata sua malgrado terreno di scontro tra americani e russi, come al solito. 

Emilio Vanoni – Induno Olona

Foto di Theriddlen – Opera propria, CC BY-SA 4.0

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