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Un’idea su cosa fare dopo la giornata internazionale della disabilità…in attesa della prossima

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3 Dicembre 2023

Buongiorno
mi riferisco all’articolo “Ognuno ha la sua normalità”.
Ognuno ha la sua normalità, ma come dimostrarla farla accettare e valorizzarla è il problema di chi si trova a che fare con dei limiti aggiuntivi. L’inclusione sociale e nel mondo del lavoro sono ancora un percorso in piena salita e irto di barriere culturali. La cultura dell’inclusione ha fatto balzi in avanti significativi, ha permeato il mondo dell’istruzione e della formazione e quello sportivo. Le prestazioni sportive sono spesso incredibili e trasmettono chiaramente la normalità della disabilità e ritengo stiano agendo in modo incisivo nell’immaginario collettivo. Nell’ambito sportivo. la normalità della disabilità ha avuto modo di presentarsi agli occhi del mondo trasferendo in modo inequivocabile la percezione della parte normale: quella della capacità, della forza, della determinazione, dell’attivismo. della partecipazione, dei risultati.

Ma quando si guarda all’inclusione nel mondo del lavoro si incontrano ancora forti pregiudizi, resistenze e barriere che riducono fortemente la possibilità di dimostrare come anche nella produzione possa riscontrarsi la normalità della disabilità e di valutarne il contributo.
Moltissime persone con disabilità sono occupate nelle aziende del nostro territorio con frequente reciproca soddisfazione delle parti ma ciò non ha ancora sufficientemente ridotto le resistenze.
Allora ci si deve interrogare se sia possibile, come successo per l’inclusione sportiva, portare agli occhi di tutti, dare evidenza pubblica di quello che accade tra i muri di imprese e uffici in modo da incidere sulla percezione della disabilità favorendo una più corretta rappresentazione della normalità produttiva della disabilità.

Oggi giornata internazionale delle disabilità mi chiedo se la vostra redazione può farsi promotrice di un percorso, come quello fatto nelle località varesine, nelle aziende varesine per portare agli occhi dei cittadini le tante positive esperienze di inclusione professionale di persone con disabilità. Mi permetto di far presente che nel nostro territorio si è insediata e diffusa una efficace modalità di inclusione lavorativa denominata Isola formativa. In più di una decina di aziende della produzione ed in alcune della grande distribuzione sono attive tali realtà che hanno consentito e consentono la formazione e l’inclusione di molte persone con disabilità medio-grave che senza tale percorso difficilmente potrebbero trovare occupazione. E’ un’unicità della nostra provincia che merita di essere valorizzata in quanto dimostra come sia possibile superare arcaici pregiudizi negativi e timori contribuendo allo sviluppo della cultura dell’inclusione dimostrando nei fatti la normalità della disabilità.

Giovanni Banfi

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