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Vaccinazione Over 80, spero non succeda niente ai miei genitori

vaccino covid
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2 Maggio 2021

Volevo segnalare , questa mia esperienza.

Questa mattina ho accompagnato papà e mamma, di 84 e 87 anni all’hub Schiranna per la prima dose di vaccino. Il posto è organizzato molto bene, l’esercito e i volontari della protezione civile sono stati molti gentili e non abbiamo fatto coda MA…

Mamma e papà sono due anziani, cardiopatici, diabetici, che prendono molti farmaci per varie patologie e si aspettavano di ricevere Pfizer o Moderna, hanno portato con sè il questionario (compilato a casa) e la lista dei farmaci che assumono regolarmente. Quando sono arrivati il personale ha guardato sbrigativamente tutto quanto e gli ha detto di accomodarsi per il vaccino. Solo a domanda precisa dei miei genitori, di quale vaccino avrebbero fatto, gli è stato risposto Astra Zeneca. Alla domanda di stupore, il personale ha risposto che “queste solo le direttive. Se volete rifiutare dovrete poi attendere altri 3 mesi”

Capite bene che due persone anziane, già spaventate da una situazione di pandemia che si protrae da un anno, consapevoli di essere persone fragili, quando si sono sentite dire che rifiutando avrebbero dovuto aspettare mesi, hanno accettato il vaccino, ma si sono sentiti presi in giro e si sono sentiti non considerati come persone!

Non era forse meglio spiegare loro la motivazione della scelta? Non è forse vero che per le persone ultra ottantenni, con patologie pregresse, il vaccino consigliato da tutto è Pfizer o Moderna? Perché le persone che hanno fatto il vaccino in ospedale, o hanno avuto la fortuna di riceverlo nella propria abitazione, hanno ricevuto proprio Pfizer o Moderna? Forse sarebbe stato utile l’intervento di un medico, che avrebbe potuto spiegare, tranquillizzare e magari verificare meglio la storia clinica?

Mi auguro che ai miei genitori non succeda nulla però …
E’ facile per i nostri politici parlare davanti alle telecamere, e dire che tutto funziona a perfezione, rilasciare interviste ai giornali in cui dichiarano che le persone sono ascoltate e i medici sono disponibili a spiegare tutto e a spegnere le loro paure, ma a telecamere e microfoni spenti la situazione è un po’ diversa.

Peccato, ancora una volta la Lombardia ha dimostrato di essere brava a parole, ma per i fatti bisogna ancora lavorare

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