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Vi racconto il vero motivo per cui la Calabria merita una vacanza

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26 giugno 2020

Buongiorno,

Mi chiamo Santina Vaccaro e ho deciso di scriverle questo breve testo per promuovere quella che rappresenta la mia isola felice ( la Calabria) sperando che le mie parole arrivino a coloro i quali in questo periodo stanno progettando le vacanze. Ho 40 anni e sono calabrese per origine: mamma proviene da un piccolo paesino in provincia di Vibo Valentia ( Dasa’) mentre papà è di Cosenza ( città, sottolinea lui, come per chiarire la sua provenienza da una sorta di ” metropoli” del sud che nulla ha da invidiare a città come Milano). Date queste premesse legate alle mie origini, è evidente che le mie vacanze estive “da bambina” hanno avuto come scenario la mia terra d’origine.

Non voglio entrare nella polemica scaturita dalle affermazioni della nota compagnia aerea( che dire?? È come quando ci fu il flusso migratorio italiano all’estero, quando ci accoglievano schermandoci da capo a piedi per paura delle malattie, come quando associano l’aggettivo italiano a pizza, macaroni o, peggio, mafia….ignoranza e pregiudizi allo stato puro!)….voglio solo testimoniare di quanto la Calabria sia il mio luogo del cuore e di come abbia cullato i miei sogni di bambina prima, di adolescente poi e di moglie e mamma alla fine.

Le nostre vacanze si svolgevano nel periodo di agosto, quando papà era finalmente in ferie dall’Aspem, azienda della nettezza urbana per cui ha prestato orgogliosamente servizio per circa 40 anni. Passato il momento rituale del ” viaggio”, fatto di macchina utilitaria stracolma e km interminabili, giungevano alla tanto adorata meta e cioè il paese di mamma. Ho sempre sostenuto che, morfologicamente parlando, la Calabria abbia da offrire vacanze per tutti i palati: sia per gli amanti del mare, che per quelli della montagna. Nel mio caso, ad esempio, avevamo il mare di Pizzo Calabro: cristallino, con sabbia bianca con nulla a che invidiare al mare di mete estere molto più blasonate. Immergendomi in acqua, ricordo i pesciolini dispettosi che venivano a ” beccare” i talloni dei piedi, come a rimproverarci del disturbo arrecato alla loro tranquillità! Inoltrandosi poi in paese, Pizzo Calabro è terra di pescatori da sempre: le viuzze del posto ricordano quelle di Capri, ricche di attività commerciali vecchissime, tanto artigianato e pesce freschissimo a costi davvero esigui.

A questo si aggiungono le escursioni da fare in montagna: i pini secolari della serra Catanzarese fanno compagnia a quanti vogliano interrompere la routine delle vacanze al mare. Quanta cultura, poi! Monumenti secolari, santuari, leggende legate alla tradizione arricchivano il mio bagaglio culturale! Sembra superfluo parlare del cibo…la cucina calabrese è una cucina povera, fatta da cose semplici e frugali ma che sono in grado di conquistare i palati più esigenti… Pitta, suppressata, nduja, malangiani chini…sono termini che da sempre sento ripetere…gusto e cuore allo stato puro! Personalmente, ho sempre apprezzato l’insalata di pomodori con u pani tuastu: si tratta di una sorta di panzanella con questo tipo di pane ammollato nei condimenti perché indurito dal calore del forno dei panettieri che lo hanno utilizzato per fare il pane per i paesani, giusto per non sprecare nulla…retaggio culturale di chi il pane fresco lo ha sempre pagato col sudore della propria fronte! Dico da sempre: mangi questo e tocchi il paradiso. Nulla è più buono del pane?? Vero, anzi verissimo: ricordo il filone ancora caldo, avvolto da uno straccio di cotone, che io tagliavo a fette e condivo, ancora caldo, con l’olio prodotto dai miei zii( verde, di un verde smeraldo) e l’origano raccolto e fatto essiccare al sole…altro che brioschine e schifezzuole varie!!

Un ultimo cenno, non perché meno importante ma semplicemente in ordine di narrazione, va ai calabresi…la mia gente! Grandi lavoratori dediti ai sacrifici che hanno lasciato la loro terra di origine alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore per i propri figli. Ospitali come pochi, generosi di una generosità senza doppi fini, pronti ad ospitarti e aiutarti per la bontà d’animo che li contraddistingue! Sono giunta al termine di questo mio racconto, ricco di sinestesie, con profumi e sapori che mi hanno ricordato di quanto sia meravigliosa la Calabria.

Posso chiudere con un po’ di velata ironia?? Easyjet…ciaone proprio!!

Santina Vaccaro

Commenti

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  1. Scritto da carlo196

    Senza nulla togliere al fascino della Calabria, dove ho passato vacanze bellissime negli anni scorsi, non bisogna per questo chiudere gli occhi per quanto riguarda la criminalità organizzata che in questa regione spopola ed è stata ritenuta una delle più pericolose. Per quanto riguarda il Comune di Pizzo Calabro menzionato nella lettera, vorrei solo ricordare che Gianluca Callipo, Sindaco di questo centro, nel dicembre scorso è stato accusato di essere un riferimento per le cosche. EasyJet ha forse esagerato ma…