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Massimo Furiga

I miei commenti (3)

  1. La provincia VCO non ha mai fatto parte del Lombardo-Veneto, creato dal Congresso di Vienna (1815), e quindi non può ritornarvi evidentemente! Il legame storico non era con la Lombardia ma con il ducato di Milano, dal quale la zona del vco si distaccò a metà del 700 in seguito ad una delle tante guerre di successione dinastica combattute in quel secolo!

    in Verbania raccoglie le firme: “Vogliamo diventar lombardi”

    14 novembre 2017 alle 20:57
  2. Peccato che l’originale cronoprogramma della provincia prevedesse la fine dei lavori per l’ottobre del 2019. Adesso siamo al 2023, ma Alptransit, con la galleria di base del Ceneri, gli svizzeri lo finiranno nel 2020, cosa succederà in questi tre anni?

    in Le ferrovie confermano: entro il 2023 otto passaggi a livello soppressi sulla Luino-Sesto

    28 novembre 2019 alle 19:54
  3. Non entro nel merito della polemica politica, seguo Alp Transit dal lontano 1992 quando i cittadini svizzeri decisero di costruire tre nuove gallerie di base per l’attraversamento delle alpi (Gottardo, Loetchberg e Sempione, le prime due già costruite) allo scopo di permettere il valico della catena alpina a treni più lunghi e più pesanti, su cui fosse possibile trasportare TIR che altrimenti avrebbero finito per strangolare la circolazione stradale ed inquinare in modo irrimediabile le foreste alpine. Sono passati quasi trenta anni e siamo arrivati al dunque! Evidentemente gli Svizzeri hanno negoziato a suo tempo con Italia (e Germania) le ricadute della loro decisione nei due paesi confinanti, siamo infatti all’interno di un ambito che riguarda gli Stati Nazionali. Dopo un accordo politico fra Italia e Svizzera sono stati delegati ad organismi “tecnici” (FS e poi RFI per l’Italia, FFS per la Svizzera) le conseguenti progettualità; ed a questi livelli la possibilità di intervento del Municipio di Laveno Mombello erano INESISTENTI, infatti gli interventi sulla linea Gallarate/Sesto Calende- Laveno-Luino, interamente finanziati dalla Svizzera, si sono svolti e conclusi già da qualche mese. Regione Lombardia e RFI avevano a loro disposizione una somma (anch’essa di probabile origine elvetica) per le cosiddette opere compensative fra le quali rientra anche il sottopasso di Laveno, e qui il comune di Laveno Mombello ha avuto la possibilità di svolgere un suo ruolo, prima nella scelta dell’opzione sottopasso, poi nella gestione delle conseguenze del sottopasso sulla circolazione, ruolo che ha effettivamente svolto. I ritardi accumulati nella realizzazione del sottopasso (circa due anni), ed imputabili al “sistema Italia”, verranno scontati dai cittadini italiani.

    in Elezioni Laveno Mombello, “Civitas” risponde: “Alptranist, ecco la nostra visione”

    17 settembre 2020 alle 18:11

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