{"id":476653,"date":"2016-01-15T15:11:32","date_gmt":"2016-01-15T14:11:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.varesenews.it\/?p=476653"},"modified":"2016-01-15T15:11:32","modified_gmt":"2016-01-15T14:11:32","slug":"religione-a-scuola-la-testimonianza-di-un-docente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.varesenews.it\/2016\/01\/religione-a-scuola-la-testimonianza-di-un-docente\/476653\/","title":{"rendered":"Religione a scuola, la testimonianza di un docente"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo un riflessione sul tema dell&#8217;insegnamento della religione cattolica a scuola che segue quella <a href=\"http:\/\/www.varesenews.it\/2016\/01\/religione-a-scuola-parliamone-seriamente\/476211\/\" target=\"_blank\">pubblicata qualche giorno a firma Giuseppe Adamoli<\/a>, noto politico varesino. Il contributo arriva da un docente di religione,\u00a0Luigi Rutigliani<\/em><\/p>\n<p>Caro direttore,<br \/>\nHo letto l\u2019articolo sulla vostra testata e colgo volentieri l\u2019invito del sig. Giuseppe Adamoli a dare un contributo e a \u201cparlare seriamente\u201d dell\u2019ora di Religione nella scuola.<br \/>\nLo faccio <strong>da docente di Religione con 25 anni di servizio<\/strong>. Inizialmente ho girato un po\u2019 tutta la Provincia, tra scuole medie e superiori varie per poi stabilizzarmi a Gallarate, prima al \u201cFalcone\u201d, dove ho trascorso dieci anni e ora, da sei, al GaddaRosselli.<\/p>\n<p>La mia riflessione, necessariamente, \u00e8 frutto della sola mia esperienza, quindi<strong> dell\u2019incontro con circa 7500-8000 studenti<\/strong>, ai quali puntualmente, ogni fine anno, faccio redigere un \u201cbilancio\u201ddella nostra ora passata insieme, dove invito a scrivere, liberamente, ogni considerazione e giudizio in merito agli argomenti trattati, alla metodologia e agli strumenti utilizzati ma anche alla capacit\u00e0 dell\u2019insegnante di saper coinvolgere e di saper \u201cspiegare\u201d in classe. Di tutti questi elaborati, come di ogni altro scritto proposto in corso d\u2019anno per far esprimere e riflettere i ragazzi sulle tematiche affrontate, custodisco gelosamente ogni singolo foglio, ben conservati in 32 raccoglitori Dox.<\/p>\n<p>Voglio allora tentare di dare un contributo, chiaramente non esaustivo, perch\u00e9 ogni lettore abbia qualche elemento in pi\u00f9 per ledomande poste: \u201cServe l\u2019insegnamento della religione cattolica nelle scuole cos\u00ec come \u00e8 fatto nella concretezza quotidiana? Svolge una funzione educativa e formativa?\u201d.\u00a0In seconda battuta poi, una riflessione per cercare di capire quale sia l\u2019origine dei giudizi espressi e le affermazioni contenute nella parte finale dell\u2019opinione pubblicata.<br \/>\nPartendo allora dalle domande poste, penso che<strong> sia necessario iniziando dall\u2019ascolto delle voci di chi la scuola<\/strong>, la vive \u201coggi\u201d: docenti e soprattutto studenti.<\/p>\n<p>In ogni ambito della vita molte cose sono cambiate e questo \u00e8 avvenuto anche nella scuola. Chiunque degli adulti \u00e8 andato a scuola ma non \u00e8 difficile comprendere che ha poco senso emettere giudizi di ogni sorta sulla scuola di oggi con la sola propria esperienza che pu\u00f2 risalire anche a decenni addietro.<br \/>\nInnanzitutto, per lo specifico dell\u2019ora IRC, lo spartiacque fondamentale \u00e8 la revisione del Concordato del 1929, avvenuta nel febbraio del 1984: \u00e8 <strong>il passaggio dall\u2019ora di Religione Cattolica \u201cconfessionale\u201d all\u2019ora di Religione Cattolica \u201cculturale\u201d<\/strong>; dall\u2019ora di Religione Cattolica nella scuola perch\u00e9 lo Stato riconosceva una propria \u201creligione ufficiale\u201d, all\u2019ora di Religione Cattolica di uno Stato \u201claico\u201d che \u201criconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i princ\u00ecpi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuer\u00e0 ad assicurare, nel quadro e nelle finalit\u00e0 della scuola, l\u2019insegnamento della Religione Cattolica \u2026\u201d (art.9.2 Accordo di revisione del Concordato), introducendo anche la facolt\u00e0 di avvalersi di tale insegnamento o di optare per materie alternative,sempre in linea con gli obiettivi formativi scolastici.<\/p>\n<p><strong>Occorre quindi prendere atto che dal 1984 non \u00e8 pi\u00f9 definibile come un&#8217;ora \u201cconfessionale\u201d<\/strong>. E\u2019 invece un\u2019ora vincolata al contributo che pu\u00f2 dare l\u2019ora IRC agli obiettivi educativi specifici,propri della scuola che forma gli uomini di &#8220;domani&#8221;.<br \/>\nI \u201cnuovi programmi\u201d, che seguono con DPR 751 del 16\/12\/1985 mettono in pratica quei princ\u00ecpi e affermano: \u201cNel quadro delle finalit\u00e0 della scuola e in conformit\u00e0 alla dottrina della Chiesa cattolica, l&#8217;I.R.C. concorre a promuovere l&#8217;acquisizione della cultura religiosa per la formazione dell&#8217;uomo e del cittadino \u2026\u201d (art.1) e \u201cCon riguardo al particolare momento di vita degli studenti e in vista del loro inserimento nel mondo del lavoro e civile, l&#8217;IRC offre contenuti e strumenti specifici per una lettura della realt\u00e0 storico &#8211; culturale in cui essi vivono; viene incontro ad esigenze di verit\u00e0 e di ricerca del senso della vita, contribuisce alla formazione della coscienza morale e offre elementi per scelte consapevoli e responsabili di fronte al problema religioso\u201d (art.2)<\/p>\n<p>Molto importante \u00e8 poi la sottolineatura nei nuovi recenti programmi del 2012, rivisitati anche alla luce del quadro europeo delle qualifiche e dei corsi di studi. Nelle finalit\u00e0 viene esplicitato che \u201cL&#8217;IRC nell&#8217;attuale contesto multiculturale, mediante la propria proposta, promuove tra gli studenti la partecipazione ad un dialogo autentico e costruttivo, educando all&#8217;esercizio della libert\u00e0 in una prospettiva di giustizia e di pace\u201d.<br \/>\n<strong>E\u2019 chiaro quindi che la fede non \u00e8 in alcun modo elemento discriminante<\/strong>: l\u2019ora IRC, nella nostra Provincia \u00e8 infatti scelto dal 90% (non mi sto \u201cpavoneggiando\u201d) di studenti delle scuole superiori e non di certo per la propria fede personale ma perch\u00e9, con tutti i limiti, \u00e8 riconosciuto come prezioso contributo alla propria crescita culturale, umana e sociale.<br \/>\nChi parla ancora al cuore dell\u2019uomo, alle sue corde pi\u00f9 profonde che ne caratterizzano l\u2019umanit\u00e0? Le materie \u201cumanistiche\u201d, di cui fa parte anche Religione, riescono ancora a sollecitare la \u201ccuriositas\u201d e le coscienze che sono gli strumenti che aprono alla conoscenza?<\/p>\n<p>Amaro constatare che, con le logiche della societ\u00e0 moderna di\u201cproduttivit\u00e0, efficientismo, tecnicismo e scientismo\u201d entrate con prepotenza anche nella scuola e continuamente osannate, le materie umanistiche stanno pian piano perdendo di considerazione. Basta pensare alla riduzione o eliminazione delle ore di Filosofia, di Storia, di Storia dell\u2019Arte (nel nostro Paese!!!), alla totale assenza della Musica, per capire che si riducono gli spazi dove allenare e abituare al pensiero e al gusto del bello le future generazioni.<br \/>\n<strong>Chi svolge oggi questo ruolo di far riflettere e pensare al di fuori della scuola?<\/strong> La famiglia con i suoi silenzi e fatiche relazionali? La televisione con i suoi programmi definiti\u201cculturali\u201d? Gli altri mass media o i pi\u00f9 recenti social media?<br \/>\nPenso conveniate con me che la scuola \u00e8 l\u2019ultimo baluardo per la difesa del pensiero e della bellezza e pertanto non pu\u00f2 escludere conoscenze e saperi ma li deve abbracciare tutti. Anche Religione. Con buona pace di chi vuole relegare il fenomeno religioso alla sfera privata (questo \u00e8 corretto nella accezione di \u201cfede\u201d) quando \u00e8 da sempre e pi\u00f9 che mai evidente che \u00e8 anche e soprattutto un fenomeno culturale, sociale e relazionale di cui la scuola non pu\u00f2 non occuparsi nel formare le nuove generazioni. Non nel senso di mettersi a \u201cstudiare\u201d ma di conoscerlo per rispettarlo e valorizzarlo, quale espressione fondante dell\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nMi sembra doveroso, dopo alcune precisazioni, lasciare che a rispondere alle domande poste, siano gli studenti stessi.<\/p>\n<p>Riporto dunque uno dei contributi pi\u00f9 \u201cacuti\u201d ricevuti in questi ultimi anni, scelto tra chi non \u201c\u00e8 di parte\u201d ma di chi si \u00e8 espresso con grande \u201cintelligenza\u201d, nel senso etimologico del termine, di saper \u201cleggere dentro\u201d le esperienze della vita, anche scolastiche, per poterne dare un giudizio \u201csapiente\u201d, non \u201cideologico\u201d, non di \u201cpancia\u201d ma neanche di \u201cfede\u201d.<\/p>\n<blockquote><p>\nPrima di iniziare la mia \u201ccarriera scolastica\u201d, mi son trovata dinnanzi ad una delle scelte pi\u00f9 difficili della mia giovane vita di studentessa critica e curiosa: frequentare o meno l\u2019ora di religione. Da brava \u201catea e anarchica\u201d (etichetta che mi ero data per classificarmi nel complesso mondo adolescenziale), ero pi\u00f9 che pronta a crocettare, magari con la penna rossa , la casella del NO ma l\u2019idea di poter contestare e criticare \u201cin diretta\u201d quanto detto da un \u201cvecchio professore cattolico, moralista e bacchettone\u201d era molto pi\u00f9 intrigante e invitante.<br \/>\nAhim\u00e8 le mie aspettative vennero tradite fin dal primo giorno in cui conobbi quell\u2019ometto solare, sempre sorridente e un p\u00f2 panciuto che \u00e8 Luigi Rutigliani. Le sue lezioni, il suo modo di approcciarsi a noi studenti, considerati innanzitutto come persone, gli argomenti trattati erano insoliti, interessanti e non mi ci volle molto per capire che mi avrebbe dato del filo da torcere e che forse mi avrebbe portato a riflettere molto di pi\u00f9, maturando nuove idee e posizioni, aumentando le mie capacit\u00e0 critiche e di analisi del mondo.<br \/>\nDecisi allora di lasciar la mente aperta e di assorbire tutto. Non volevo perdere neanche una goccia di quel fiume di sapere e di umanit\u00e0 che, per un\u2019ora alla settimana, inondava la nostra piccola aula. Quasi mai ho condiviso le posizioni del mio prof che esponeva con massimo rispetto di noi tutti, ma indubbiamente ha contribuito alla mia crescita personale e umana. Oggi non ho pi\u00f9 \u201cetichette\u201d: oggi mi sento veramente libera nel pensiero. Mi sento vicina a tutti ma a nessuno in particolare; riesco a difendere persino il pensiero dei credenti dinnanzi le becere critiche di alcuni amici \u201catei\u201d come me ma \u201cignoranti\u201d perch\u00e9 io ora non ignoro, non banalizzo e rispetto le credenze altrui, nonostante non le condivida. Spero di incontrare altre persone come lei nel corso della vita che sappiano continuare a farmi credere che il buono c\u2019\u00e8 in ciascuno, indipendentemente da idee, razze, religioni.<br \/>\nCon affetto e riconoscenza. B.V.<\/p><\/blockquote>\n<p>Arrivando ora ai giudizi espressi e alle affermazioni fatte da Adamoli, avrei avuto piacere di avere qualche elemento oggettivo o un pochino pi\u00f9 preciso circa l\u2019origine di tali rispettabili ma anche opinabili, considerazioni.<br \/>\n\u201cRisultati mediocri\u2026 risultato pratico irrilevante o addirittura negativo\u201d.<br \/>\n<strong>Fatico a comprendere cosa si intenda per \u201crisultati\u201d<\/strong>: se i voti a scuola, se il fatto che a comando i ragazzi non sappiano elencare i \u201cdieci comandamenti\u201d o i \u201csette sacramenti\u201d oppure se all\u2019ora di Religione sia imputabile la colpa del dato fenomenologico deldistacco dei giovani dalle esperienze di fede personale, l\u2019influsso sulla vita sociale, sui comportamenti che gli studenti, una volta concluso il percorso di studi, assumono in casa, per strada, nei luoghi di lavoro e di aggregazione e, alla luce della situazione sociale contemporanea, ai fenomeni crescenti di intolleranza e razzismo anche a sfondo religioso.<br \/>\nSe cos\u00ec fosse, forse da una sola ora settimanale, si pretende un po\u2019 troppo, non trovate?<br \/>\nOpterei e volentieri mi presterei invece per una riflessione sulla scuola nella sua totalit\u00e0 circa la sua valenza educativa e il suo ruolo nella formazione delle nuove generazioni. Quale idea e quale scuola la Legge 107\/2015 (\u201cLa Buona Scuola\u201d di Renzi) vuole attuare? Con quali modalit\u00e0? Con quali insegnanti? Con quali criteri scegliere i docenti, premiare i pi\u00f9 operosi e appassionati ed eliminare (e se eliminare) i nullafacenti, gli imboscati o gli incompetenti?<\/p>\n<p><strong> Occorre una riflessione sull\u2019insegnamento e sugli insegnanti in Italia, sul loro percorso di formazione, sul loro reclutamento e sulla loro passione per l\u2019insegnamento oltre che preparazione e competenza specifica<\/strong>. Ogni insegnante ha sulle spalle una grossa responsabilit\u00e0: \u00e8 la persona alla quale le famiglie e una Nazione affidano le menti dei propri ragazzi che saranno gli adulti di domani. Accanto ai programmi, occorre che ci si dedichi alla formazione umana e pedagogica dei docenti perch\u00e9 \u201cci\u00f2 che l\u2019insegnante \u00e8, \u00e8 pi\u00f9 importante di ci\u00f2 che insegna\u201d.<br \/>\nCome diceva S.Agostino: \u201cse qualcuno ti ha insegnato qualcosa non lo ha fatto di certo con le sue parole ma con il suo esempio\u201d. Cos\u00ec un docente deve cogliere che, se vuole essere efficace nella trasmissione del sapere, non deve solo conoscere ma deve soprattutto vivere ci\u00f2 che insegna, credere in ci\u00f2 che insegna, trasmettere passione, essere fuoco vivo. Perch\u00e9 ci\u00f2 che l\u2019insegnate \u00e8, da valore, significato e pienezza a ci\u00f2 che insegna.<br \/>\nIn secondo luogo un insegnante non pu\u00f2 non amare e non avere fiducia nei giovani. Se non \u00e8 cos\u00ec, ha sbagliato mestiere e per il bene di tutti \u00e8 meglio che si dedichi ad altro.<br \/>\nSono cresciuto respirando questa aria e da insegnante l\u2019ho fatta mia: don Bosco mi ha insegnato che in ogni giovane, anche il pi\u00f9 disgraziato, c&#8217;\u00e8 un punto accessibile al bene. L&#8217;educatore \u00e8 colui che sa veder in chi gli \u00e8 affidato una persona migliore di quella che gli si presenta di fronte, anche quando \u00e8 lo stesso ragazzo a non credere pi\u00f9 in se stesso. L&#8217;educatore come uno scultore che cerca di togliere la pietra inutile per tirar fuori l&#8217;opera d&#8217;arte! Non \u00e8 il pensiero di un illuso o di un\u2019idealista ma \u00e8 anche la parabola dei talenti a confermarcelo.<\/p>\n<p>La scuola deve recuperare il motivo del suo esistere, ossia <strong>quello di educare alla \u201ccuriositas\u201d<\/strong>, cio\u00e9 quell&#8217;attitudine esplorativa del cuore del giovane che, crescendo, vuole esplorare e cercare il senso del mondo. Se tu fai di un giovane un &#8220;curioso&#8221; sar\u00e0 poi lui a cercare, a studiare, ad approfondire perch\u00e9 gli hai messo dentro una passione. Se invece si concepisce la scuola come moltiplicazione infinita di &#8220;conoscenze&#8221; non possiamo certo sorprenderci se i ragazzi si annoiano e la sentono lontana dalla loro vita reale vissuta in famiglia, per strada, con gli amici.<br \/>\nSappiamo anche quanto oggi sia importante la capacit\u00e0 di \u201cstare in piedi\u201d, di muoversi fra i banchi, di raggiungere in brevissimo tempo l&#8217;allievo, di dimenticarsi della cattedra. La presenza fisica attiva \u00e8 indispensabile per gestire la classe. L\u2019insegnante non solo deve essere \u201cper\u201d i ragazzi ma deve essere \u201ccon\u201d i ragazzi. I ragazzi devono sentire il proprio prof \u201cvicino\u201d e \u201cinteressato a lui\u201d<br \/>\nA mio avviso \u00e8 dunque <strong>un errore pensare che la sola ora di Religione possa e debba farsi carico e affrontare le problematiche di una societ\u00e0 multiculturale, multietnica e multireligiosa<\/strong> n\u00e9 il compito essere affidato a \u201cnuove materie\u201d come Educazione Civica (che in realt\u00e0 gi\u00e0 c\u2019\u00e8, insieme a tanti altri progetti di legalit\u00e0, accoglienza) o una anonima \u201cStoria delle Religioni\u201d che verrebbe vista come, purtroppo, gi\u00e0 \u00e8 vista la Storia: date e nomi da imparare a memoria e non una esperienza umana da conoscere per valorizzare.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 dunque un problema di umanit\u00e0 e a questa umanit\u00e0 tutte le materie scolastiche devono concorrere<\/strong>. E\u2019 un lavoro da \u201cconcerto\u201d, non da solisti. Spesso invece la scuola parzializza il sapere e cos\u00ec sgretola l\u2019unit\u00e0 dell\u2019essere umano: i docenti fanno la loro ora, la loro materia e non si curano di come e se quel loro contributo si inserisca nel progetto globale di uomo che si costruisce nel percorso scolastico di ogni allievo.<br \/>\nNeanche io ho risposte sicure ma di certo non \u00e8 escludendo, eliminando saperi e conoscenze umane, facendo una classifica di ci\u00f2 che \u201cfunziona\u201d e di ci\u00f2 che \u201cnon funziona\u201d su basi ideologiche o di logiche razionali-efficientistiche che costruiremo una scuola migliore e, di riflesso, una societ\u00e0 migliore.<br \/>\nUmilmente ritengo invece che \u00e8 proprio mettendo insieme ogni sapere, valorizzando ogni contributo specifico di ogni materia, che ci si possa avvicinare. Poi se tra gli obiettivi che ci \u00e8 prefissati, i desideri espressi e la realt\u00e0 che avremo davanti ci sar\u00e0 un positivo riscontro, \u00e8 tutto da verificare. <strong>Questo, per\u00f2, vale per ogni materia, non solo per Religione<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In risposta alla riflessione di qualche giorno fa di Giuseppe Adamoli, proponiamo un&#8217;altra riflessione sul tema<\/p>\n","protected":false},"author":53,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[2987,223],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Religione a scuola, la testimonianza di un docente<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"In risposta alla riflessione di qualche giorno fa di Giuseppe Adamoli, proponiamo un&#039;altra riflessione sul tema\" 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