{"id":61161,"date":"2013-05-05T00:00:00","date_gmt":"2013-05-05T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2013-05-05T00:00:00","modified_gmt":"2013-05-05T00:00:00","slug":"firenze-bologna-a-piedi-la-strada-degli-dei-vista-da-alessandra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.varesenews.it\/2013\/05\/firenze-bologna-a-piedi-la-strada-degli-dei-vista-da-alessandra\/61161\/","title":{"rendered":"Firenze\/Bologna a piedi: la Strada degli Dei vista da Alessandra"},"content":{"rendered":"<p>Organizzata dal CAI di Varese, pubblicizzata e ben descritta sia alla sede del Club che sul sito (www.caivarese.it), la camminata da Bologna a Firenze in quattro giorni, raccoglie in breve tempo 25 interessati.<\/p>\n<p><strong>Giorno 1.<\/strong><br \/>\nVarese &ndash; Bologna &ndash; Sasso Marconi<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201304\/treno.jpg\" width=\"250\" height=\"248\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"right\" alt=\"\" \/>Compagnia eterogenea quella che si ritrova sui binari della Stazione di Varese, sabato mattina 27 aprile 2013. Venticinque zaini sono il segno distintivo di aggregazione di altrettanti partecipanti. Anagraficamente si spazia su un arco di ben mezzo secolo: 28 anni la pi&ugrave; giovane, 78 anni il pi&ugrave; anziano. Qualcuno si conosce, qualcuno non conosce nessuno. Qualche ora di viaggio, il cambio treno a Milano, e il gruppo raggiunge Bologna.<br \/>\nBologna: questa citt&agrave; ci accoglie schietta, sorridente e concreta. Un sabato brulicante di gente, sotto i portici dei palazzi storici. Inoltrarsi tra le viuzze laterali la basilica di San Petronio offre un&rsquo;esperienza di botteghe rifornite e bottegai dalla chiacchiera amabile. Anche oggi, primo giorno di trekking, un tratto di cammino attende il gruppo: in tutto una decina di km in citt&agrave; per visitare l&rsquo;abbazia di San Luca, passando sotto le ben 667 arcate di porticato continuativo. Il porticato muove domande sulla singolare abitudine architettonica della citt&agrave;. A fine giornata, trasferimento in treno sino a Sasso Marconi: il reale punto di partenza del nostro tragitto a piedi.<\/p>\n<p><strong>Giorno 2.<\/strong><br \/>\nSasso Marconi &#8211; Madonna dei Fornelli<\/p>\n<p>Il mattino porta con s&eacute; il vero incipit del nostro percorso. Con una certa palpabile emozione, il gruppo si mette in cammino di buon ora: sono le 7.30 del mattino. Il tratto da percorrere sar&agrave; lungo&hellip; Chiss&agrave; quali motivazioni risiedono in ciascuno dei partecipanti. Chiss&agrave; perch&eacute; ci si ritrova viandanti di questa antica via. Sentiero nato in tempi remoti, allo scopo di valicare la dorsale appenninica, tratto di collegamento del versante bolognese con quello fiorentino; una viabilit&agrave; a lunga percorrenza, rimando di tempi, commerci, guerre, passati: pregno di storia. Questo &egrave; il nostro sentiero.<br \/>\nLa via si snoda salendo piuttosto ripida alla sommit&agrave; del contrafforte Pliocenico, la roccia sedimentaria &egrave; coperta di vegetazione, umida della pioggia della notte. A salire per la pendenza, si scivola. Sugli alberi tenere foglie verdi grondano gocce di umidit&agrave;. Il cielo &egrave; clemente, seppur al mattino ancora grigio di minaccia. Il panorama dal contrafforte offre scorci sulla valle del Savena sotto di noi. Gli Appennini si snodano sull&rsquo;orizzonte, l&rsquo;autostrada A1 pi&ugrave; sotto, dando garanzia alla direzione del cammino. Ma tornante dopo tornante, l&rsquo;immergersi nella vegetazione &egrave; sempre pi&ugrave; profondo, e promontori boscosi si snodano a perdita d&rsquo;occhio, strappando il viandante alla civilt&agrave; contemporanea, per donargli una nuova (o antica) dimensione. Di crinale in cima, tra boschi e prati, in un contesto di singolare bellezza, si giunge ad ammirare lo straordinario lavorio del vento sulla roccia: le Torri del Monte Adone.<br \/>\nLa strada continua lascia il contrafforte Pliocenico, che su un fianco espone la natura arenacea per scendere, fino al paesino di Brento, baluardo dei Galli Boi prima della conquista romana. Intanto si &egrave; fatta l&rsquo;una: e&rsquo; tempo di rifocillarsi e alla Casa del Popolo si fanno incontri e si beve un caff&egrave;.<br \/>\nOrmai la pioggia del mattino ha lasciato spazio alla calura pomeridiana&hellip; alcuni tratti asfaltati esalano calore ai nostri piedi. Duro questo asfalto che batte ai nostri piedi fino al paese di Monzuno. Forse che l&rsquo;asfalto e il viandante non abbiano nulla a che spartire? Nature incompatibili?<br \/>\nIl pomeriggio si inoltra e la sensazione di stanchezza inizia a farsi sentire. Da Monzuno si sale verso le ultime fatiche che ci separano dalla meta: &egrave; di nuovo bosco di castagni e sentiero di terra: sensazione amica! Conquistato il monte Galletto, l&rsquo;ultima cima della giornata, contraddistinto da pale eoliche, si scende finalmente a Madonna dei Fornelli. Sono gi&agrave; passate le 19 quando giungiamo alla meta. Brindiamo soddisfatti all&rsquo;arrivo.<\/p>\n<p>Percorsi 32.48 km; tempo: 12 h 14 min; dislivello in salita 1554 mt; dislivello in discesa 858 mt.<\/p>\n<p><strong>Giorno 3.<\/strong><br \/>\nMadonna dei Fornelli &ndash; Monte di Fo<\/p>\n<p>Compagnia pi&ugrave; compatta, quella che si sveglia a Madonna dei Fornelli: la strada unisce. La tappa del secondo giorno si preannuncia decisamente meno faticosa di quella del giorno precedente e questo alimenta nel gruppo l&rsquo;allegria. Si cammina nell&rsquo;umido anche stamattina, le piogge recenti hanno trasformato i tratturi in fango. Nel superare insieme tratti viscidi, si chiacchiera un po&rsquo; di tutto, a ruota libera. Si lascia parlare. Si impara, perch&eacute; c&rsquo;&egrave; sempre qualcuno che non sai bene chi &egrave; e che sa qualcosa che tu ignori. I fiori, le rocce, i funghi, le tracce di animali, il canto di un uccello: si impara. La condizione di viandante non &egrave; solo geografica, parrebbe una condizione spirituale: quella di chi non si ferma, ma prosegue nell&rsquo;esplorare e conoscere.<br \/>\nAlla Piana degli Ossi si osservano i resti delle fornaci datate II secolo a.C. (6 forni da 20-22 metri cubi, da ciascuno dei quali si producevano circa 250 quintali di calce). Si ipotizza che qui avvenisse in un remoto passato la produzione di calce viva per le costruzioni di tutta la pianura emiliana!<br \/>\nPiove, per fortuna non tanto. Sotto gli impermeabili, pi&ugrave; o meno goffi, saltando il fango dei tratturi, qualcuno nei ranghi di fondo declama poesie, quelle che ha imparato perch&eacute; ritiene belle, splendenti di significato. La condizione di viandante, l&rsquo;immersione nella bellezza della natura fanno emergere prepotente il senso di bello che &egrave; dentro di noi.<br \/>\nSi sale, si scende, si cammina. Si condividono cioccolati e frutta secca. A tratti emergono lastricati di strada romana, intatti nel folto della boscaglia. Pensare che non siamo i soli a essere passati di qui&hellip;. E poi la Linea Gotica, di cui non permangono che pochi resti: quanto violenta &egrave; stata la guerra su queste alture? Riprendiamo il cammino.<br \/>\nIl cammino &egrave; all&rsquo;ombra di boschi di faggi. Scorre placido sotto ai nostri piedi. Al Passo della Futa appare una vista di boschi rigogliosi e pendii verdi a 360&deg;. Ormai la pioggia &egrave; asciugata e di nuovo &egrave; primo pomeriggio e fa caldo. Arriviamo al cimitero tedesco: accoglie le spoglie di 30,000 soldati. I loro nomi sono scritti su tavole. I pi&ugrave; avevano 22 anni&hellip; Lascia sgomenti pensarci. L&rsquo;assurdit&agrave; della guerra. Il silenzio accompagna i pensieri.<br \/>\nPoi le faggete che incontriamo verso il monte di Fo, mitigano i pensieri tristi e il gruppo di viandanti riprende la propria vivacit&agrave;. Un chiacchierare pi&ugrave; affiatato, perch&eacute; la coesione cresce col passo. L&rsquo;arrivo alla meta &egrave; verso le 17. Sorrisi e brindisi. Siamo accolti dal calore della signora che gestisce il campeggio ove pernottiamo. La sera, a cena, veniamo viziati con decisa sovrabbondanza dalla nostra ostessa, deliziata di avere per ospiti dei camminatori. La delizia &egrave; decisamente reciproca! I camminatori si concedono un sonno ristoratore per le membra.<\/p>\n<p>Percorsi 17.19 km; tempo: 8 h 15 min; dislivello in salita 689 mt; dislivello in discesa 722 mt.<\/p>\n<p><strong>Giorno 4.<\/strong><br \/>\nMonte di Fo &ndash; San Piero a Sieve<\/p>\n<p>Un&rsquo;altra alba sui viandanti. Calziamo gli scarponi per la terza tappa. Qualche fiacca duole. Alla volta del Monte Gazzaro la pioggia e il fango ci accompagnano. Troppi mezzi meccanici hanno solcato il sentiero e le impronte delle ruote hanno creato improvvisati bacini di acqua fangosa. Fortunatamente le faggete ci offrono un parziale riparo alla pioggia. In alcuni punti la bellezza dei faggi, decorati da licheni, strappa frasi di ammirazione al gruppo: &egrave; un angolo di straordinaria bellezza, l&rsquo;inusuale cromia delle cortecce rimanda alle foreste incantate dei racconti medievali. Pi&ugrave; oltre camminiamo tra prati e abetaie, anch&rsquo;esse splendide. E&rsquo; una giornata di luoghi suggestivi. Il Passo dell&rsquo;Osteria Bruciata evoca storie di ruberie basse, pare che l&rsquo;oste avesse usanza di rapinare e uccidere il passante ricco in denari che sfortunatamente pernottasse al suo locale. Oltre il passo, si prosegue in discesa su concrezioni di roccia arenaria, pressata, che costituisce muraglie sdrucciolate in tasselli, che fanno pensare a quadri di pittori sperimentali moderni.<br \/>\nLa flora si offre in orchidee, ellebori ed asfodeli di selvaggia bellezza.<br \/>\nScollinando si avverte un cambiamento di vegetazione, di suolo, e pi&ugrave; oltre, nella campagna e nei radi casali, il cipresso, i tetti, e il tutto conferma l&rsquo;avvenuta transizione: &egrave; Toscana. Con il caldo del primo pomeriggio, si raggiunge Sant&rsquo;Agata, piccolo borgo. La Pieve di Sant&rsquo;Agata &egrave; una scoperta di pregiata bellezza. Un romanico pulito, che ci accoglie nel silenzio.<br \/>\nCammin cammina e finalmente, verso le 18 raggiungiamo la meta. La compagnia ormai &egrave; amalgamata, la sera il clima &egrave; disteso e scherzoso.<\/p>\n<p>Percorsi 23.59 km; tempo: 9 h 3 min; dislivello in salita 553 mt; dislivello in discesa 1074 mt.<\/p>\n<p><strong>Giorno 5.<\/strong><br \/>\nSan Piero a Sieve &#8211; Fiesole<\/p>\n<p>L&rsquo;alba dell&rsquo;ultimo giorno &egrave; quasi compagna della sveglia per l&rsquo;ultima tappa. Tappa impegnativa per i camminatori, visti i dislivelli, la distanza, ma soprattutto visto il treno da prendere a Firenze. Sono le 6 quando ci mettiamo in cammino. La frescura del mattino, in un giorno sereno, &egrave; piacevole. Nel gruppo il morale &egrave; alto, positivo e determinato. Si cammina pi&ugrave; in fretta del solito, poich&eacute; il camminare &egrave; ormai passato a gesto naturale.<br \/>\nLe colline hanno quella connotazione toscana tipica e attorno ai casali ci sono uliveti dolcemente digradanti, in lontananza il castello del Trebbio, della celebre famiglia fiorentina dei Pazzi. Fiori sugli alberi, orchidee (moltissime) sui prati. In pochi giorni, sia la geografia, che il progredire della stagione con le sue mezze giornate di sole, hanno trasformato la vegetazione. La primavera ora &egrave; conclamata, laddove il primo giorno ve ne erano accenni incerti. Si sale per alcune ore, in silenzio, con passo saldo e ben deciso, sino al convento del monte Senario. Raggiuntolo se ne visita la chiesa ed il complesso. Ristorati, si riprende il cammino per prati sempre pi&ugrave; aperti, sino ad un tratto in cui laggi&ugrave;, ancora un po&rsquo; avvolto di foschia, si apre lo scorcio su un&rsquo;estesa urbanizzazione: trionfa il cupolone del Duomo, &egrave; Firenze. E&rsquo; una gioia vederla! Ci siamo! Sono ancora numerose le ore di cammino, che attendono i viandanti, ma il morale &egrave; alto. Poco dopo, vediamo anche il profilo di Fiesole, all&rsquo;orizzonte, con le sue torri.<br \/>\nNel primo pomeriggio il gruppo giunge a Fiesole, con quella soddisfazione che si gusta solo quando per realizzare un&rsquo;impresa, ci &egrave; stato richiesto impegno ed attenzione.<\/p>\n<p>Percorsi 26.29 km; tempo: 8 h 47 min; dislivello in salita 1014 mt; dislivello in discesa 955 mt.<\/p>\n<p>Prologo: in treno il tratto Firenze &ndash; Bologna &egrave; percorso in 35 minuti o poco pi&ugrave;, un prodigio dell&rsquo;ingegno. Certo la comodit&agrave; di trasferimento risponde a canoni di pragmaticit&agrave;, consoni alle esigenze di oggi. Quattro giorni e molte ore di cammino racchiudono una dimensione poetica, di incontri, parole, contatti, profumi, scorci che hanno unito 25 persone. L&rsquo;esperienza della dimensione &ldquo;distanza&rdquo; percepita e misurata con il passo &egrave; un contatto con il passato, con chi secoli addietro calcava gli stessi sentieri. Un&rsquo;esperienza che ha arricchito tutti noi. Che suggeriamo a tutti coloro che amano cercare dentro e fuori.<\/p>\n<p>Si ringrazia il CAI Varese per l&rsquo;organizzazione del trekking.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tre ci hanno inviato il diario di viaggio dell&#8217;avventura del Cai Varese, a piedi da Bologna a Firenze. Ecco il racconto di Alessandra<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,21,2],"tags":[132,3357,17007,2216],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Firenze\/Bologna a piedi: la Strada degli Dei vista da Alessandra<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"In tre ci hanno inviato il diario di viaggio dell&#039;avventura del Cai Varese, a piedi da Bologna a Firenze. 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