{"id":968663,"date":"2020-10-08T17:16:48","date_gmt":"2020-10-08T15:16:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.varesenews.it\/?p=968663"},"modified":"2020-10-08T17:16:48","modified_gmt":"2020-10-08T15:16:48","slug":"tornano-le-giornate-fai-dautunno-beni-aperti-lombardia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.varesenews.it\/2020\/10\/tornano-le-giornate-fai-dautunno-beni-aperti-lombardia\/968663\/","title":{"rendered":"Tornano le Giornate Fai D&#8217;Autunno: ecco i beni aperti in Lombardia"},"content":{"rendered":"<p>A Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio, \u00e8 dedicata l\u2019edizione 2020 delle <strong>Giornate FAI d\u2019Autunno: 138 aperture a contributo libero in pi\u00f9 di 50 citt\u00e0 della Lombardia, organizzate per la prima volta in due fine settimana, sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre.<\/strong><\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno promotori e protagonisti sono i Gruppi FAI Giovani, ideali eredi e testimoni dei valori che per tutta la vita hanno guidato la Fondatrice e Presidente Onoraria del FAI-Fondo Ambiente Italiano: l\u2019inesauribile curiosit\u00e0, la voglia di cambiare il mondo e l\u2019instancabile operosit\u00e0 per un futuro migliore per tutti. Ispirandosi a lei, i giovani del FAI &#8211; con la collaborazione delle Delegazioni e degli altri Gruppi di volontari della Fondazione &#8211; scenderanno in piazza per \u201cseminare\u201d conoscenza e consapevolezza del patrimonio di storia, arte e natura italiano e accompagneranno il pubblico, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, alla scoperta di luoghi normalmente inaccessibili, poco noti o poco valorizzati in tutte le regioni: un caleidoscopio di meraviglie nella proposta effervescente del FAI e dei suoi delegati che reagiscono con ancor pi\u00f9 energia e impegno, positivit\u00e0 ed entusiasmo al periodo difficile che l\u2019Italia sta attraversando (prenotazione online consigliata su www.giornatefai.it; i posti sono limitati. Nei due fine settimana apriranno luoghi diversi: consultare il sito per controllare il programma).<\/p>\n<p><a class=\"ui-selectee\" title=\"Modifica Foto\" href=\"https:\/\/www.varesenews.it\/photogallery_new\/bridge\/photos-edit.php?ID=1180249\"><div class=\"photo-inside-post\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/www.varesenews.it\/photogallery_new\/images\/2020\/10\/tornano-le-giornate-fai-d-autunno-ecco-i-beni-aperti-in-lombardia-1180249.610x431.jpg\" alt=\"Tornano le Giornate Fai D'Autunno: ecco i beni aperti in Lombardia \"><\/div><\/a><\/p>\n<p>Storiche dimore signorili, castelli, giardini, sedi istituzionali, chiese, complessi conventuali e tante altre \u201cchicche\u201d come borghi, collezioni private, parchi, luoghi della produzione e del commercio solitamente riservati agli addetti ai lavori si sveleranno attraverso punti di vista insoliti e racconti che meraviglieranno i visitatori, soddisfacendo e, insieme, accrescendo il loro desiderio di sapere, la loro curiosit\u00e0. Prendere parte alle Giornate FAI d\u2019Autunno 2020 vuol dire non solo godere della bellezza che pervade ogni angolo del nostro Paese e \u201ctoccare con mano\u201d ci\u00f2 che la Fondazione fa per la sua tutela e valorizzazione; vuol dire soprattutto sostenere la missione del FAI in un momento particolarmente delicato.<\/p>\n<p>Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI con una donazione libera &#8211; del valore minimo di 3 \u20ac &#8211; e potranno anche iscriversi al FAI online oppure nelle diverse piazze d\u2019Italia durante l\u2019evento. La donazione online consentir\u00e0, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita, assicurandosi cos\u00ec l\u2019ingresso nei luoghi aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati.<\/p>\n<p>In occasione delle Giornate d\u2019Autunno anche i Beni del FAI si mostreranno da prospettive inconsuete. Saranno proposte al pubblico visite speciali dedicate in particolare agli interventi per la sostenibilit\u00e0 ambientale dei Beni e, pi\u00f9 in generale, al patrimonio di natura, ambiente e paesaggio curato e valorizzato dalla Fondazione.<\/p>\n<p>Le Giornate FAI d\u2019Autunno\u00a0chiudono la\u00a0Settimana dedicata dalla Rai ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 12\u00a0al 18 ottobre, infatti, la Rai racconter\u00e0 luoghi e storie che testimoniano la variet\u00e0, la bellezza e l\u2019unicit\u00e0 del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica di raccolta fondi a sostegno del FAI, per sensibilizzare sempre pi\u00f9 italiani sul valore del nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico e per promuoverne la partecipazione attiva. Rai \u00e8 Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d&#8217;Autunno 2020 anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.<\/p>\n<p><strong>Tra le aperture in provincia di Varese:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Brebbia (VA)<\/strong><br \/>\nMuseo delle pipe<br \/>\nNato nel 1979 per volere di Enea Buzzi, fondatore della Manifattura Pipe Brebbia e noto collezionista di pipe, \u00e8 un museo unico nel suo genere che raccoglie migliaia di esemplari, pubblicazioni edite in tutto il mondo sull\u2019argomento e vari studi di design della pipa meticolosamente ordinati e classificati. Oltre 6.000 le pipe che si possono qui ammirare, dai calumet degli indiani d\u2019America a una vasta raccolta di oggetti realizzati in schiuma di mare (soprattutto di produzione austriaca), in gesso e terracotta (italiane, francesi e olandesi), fino a esemplari in porcellana austro-ungarici e alle prime pipe in radica francesi e inglesi, fino al travolgente successo di quelle in radica di manifattura italiana. Tra le tante curiosit\u00e0, il formidabile assortimento di pipe scolpite, alcune vere e proprie sculture riproducenti personaggi famosi come Churchill,<br \/>\nStalin, Oliver Hardy. \u00c8 qui custodita anche la collezione di pipe del giornalista Gianni Brera. Il percorso includer\u00e0 anche la Centrale Idroelettrica del Bosco Grosso.<\/p>\n<p><strong>Samarate (VA)<\/strong><br \/>\nMuseo e Villa Agusta Aperto nel 2003, il Museo dell\u2019Agusta raduna le testimonianze dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019azienda aeronautica specializzata nella costruzione di elicotteri e convertiplani dal primo volo dell\u2019AG1 nel 1907 al debutto nel mondo motociclistico fino ai giorni nostri. Accanto al Museo, la Villa di inizio Novecento in stile eclettico offre una splendida vista sulla catena alpina, dominata dal Monte Rosa. Vi si conservano centinaia di volumi, documenti e cimeli, tra cui la collezione privata del conte Agusta, con l\u2019archivio di foto e diapositive, le pellicole e i videotape degli anni Sessanta e, al piano interrato, il proiettore originale 35 mm della sala cinema. Nel parco si pu\u00f2 ammirare anche l\u2019unico esemplare di automobile prodotta dall\u2019azienda in collaborazione con Maserati.<\/p>\n<p><strong>Tra le aperture pi\u00f9 interessanti a Milano:<\/strong><br \/>\n<strong>Milano<\/strong><br \/>\n<strong>Casa della Memoria<\/strong><br \/>\nVisite sabato 17 e domenica 18 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,00. La Casa della Memoria \u00e8 uno spazio pubblico che custodisce le testimonianze della lotta per la conquista della libert\u00e0 e della democrazia nel nostro Paese. Dal 2015 vi hanno trovato sede Associazioni impegnate a mantenere viva la memoria del periodo della Resistenza, della Liberazione dal nazifascismo, della fondazione della Repubblica e degli anni della lotta al terrorismo. La Casa ne custodisce gli archivi, \u00e8 luogo di studio, di attivit\u00e0 didattiche, divulgative e culturali. Situato nel quartiere Isola, l\u2019edificio \u00e8 un semplice parallelepipedo. Le facciate sono interamente rivestite da immagini tratte da fotografie storiche realizzate con mattoni policromi come pixels di immagini digitali.<\/p>\n<p><strong>Frigoriferi Milanesi: storia di una trasformazione<\/strong><br \/>\nVisite sabato 17 e domenica 18 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,30. Solo per iscritti FAI.<br \/>\nLo storico complesso industriale di via Piranesi, appartenente al gruppo Bastogi, consta di due corpi di fabbrica: il Palazzo dei Frigoriferi e il Palazzo del Ghiaccio. La struttura nasce a fine Ottocento come uno dei pi\u00f9 grandi magazzini del ghiaccio europei, cui verr\u00e0 affiancata nel 1923 una grandiosa pista di pattinaggio di 1800 metri quadrati. Progettato in stile Liberty, l&amp;#39;edificio presenta un&amp;#39;imponente copertura in ferro, legno e vetro e costituisce un felice incontro di virtuosismo architettonico e rigore ingegneristico. Per tutta la prima met\u00e0 del Novecento, fino al boom economico e all&#8217;avvento degli elettrodomestici, i Frigoriferi Milanesi produssero ghiaccio e conservarono le derrate alimentari della citt\u00e0. Dopo la fondazione nel 2013 della societ\u00e0 Open Care, nel 2016 si scrive un nuovo capitolo della storia dei frigoriferi Milanesi, con la nascita di FM Centro per l\u2019Arte Contemporanea, un polo dedicato all\u2019arte e al collezionismo con spazi espositivi, gallerie e archivi di artista.<\/p>\n<p><strong>Ippodromo Snai San Siro<\/strong><br \/>\nVisite sabato 17 e domenica 18 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,30.<br \/>\nDi propriet\u00e0 di Snaitech Spa, l\u2019Ippodromo di Snai San Siro \u00e8 da oltre un secolo tra i pi\u00f9 prestigiosi palcoscenici ippici internazionali. Le piste da corsa sono considerate tra le pi\u00f9 selettive al mondo, e grazie ai diversi tracciati \u00e8 possibile disputare convegni di corse su distanze diverse, dai 1000 ai 3000 metri per le corse in piano, sino a 5000 metri per le corse a ostacoli. Tra Gran Premi e corse di Gruppo, sull\u2019erba delle piste del galoppo hanno corso, lottato e vinto alcuni tra i pi\u00f9 grandi purosangue della storia dell\u2019ippica e prestigiosi fantini. Copre un\u2019area di 1.600.000 mq circa e conta oltre 70 giornate di corse ogni anno, per pi\u00f9 di 500 corse complessive ed \u00e8 l\u2019unico impianto ippico al mondo a essere stato<br \/>\ndichiarato \u201cmonumento di interesse nazionale\u201d. Venne inaugurato nel 1920 interamente in stile liberty su progetto di Paolo Vietti Violi; del 1999 \u00e8 la scultura di Nina Akamu \u201cCavallo di Leonardo\u201d collocata all\u2019ingresso e realizzata sulla base dei disegni di Leonardo da Vinci per il monumento \u2013 mai realizzato \u2013 per Francesco Sforza. In occasione delle Giornate, i visitatori avranno accesso agli spazi riservati agli operatori. Una mostra, inaugurata per l\u2019occasione, illustrer\u00e0 i 100 anni di storia dell\u2019Ippodromo.<\/p>\n<p><strong>Palazzo Edison<\/strong><br \/>\nVisite sabato 17 e domenica 18 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,30.<br \/>\nCostruito, su progetto dell\u2019architetto Enrico Combi tra il 1891 e il 1892 per conto della Societ\u00e0 Strade Ferrate del Mediterraneo, nel 1923 il palazzo fu acquistato dalla Societ\u00e0 Edison. Di particolare interesse risultano la Sala Azionisti, con la copertura a vetri colorati in stile liberty e la Sala Consiglio denominata anche Sala Fontana, perch\u00e9 al suo interno si trova una fontana in marmo che, oltre ad avere una funzione decorativa, serviva, grazie all\u2019acqua emessa dalle numerose bocchette, ad assorbire il fumo dei sigari e delle sigarette consumati nel corso delle riunioni. Recentemente sono state completate due nuove aree: l\u2019Orangerie destinata ad uso uffici e la Caffetteria, una moderna area ristoro dotata di bar e<br \/>\ncucina.<\/p>\n<p><strong>Umanitaria<\/strong><br \/>\nVisite sabato 17 e domenica 18 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,30; dalle 10 alle 12,30 solo per iscritti FAI<br \/>\nIn un angolo appartato del cuore di Milano, quattro chiostri e un antico refettorio splendidamente affrescato rappresentano un\u2019importante testimonianza di ci\u00f2 che resta del quattrocentesco convento francescano di Santa Maria della Pace. Oggi ospitano la Societ\u00e0 Umanitaria, fondata da Prospero Mois\u00e8 Loria nel 1893 per \u201caiutare i diseredati a sollevarsi da se medesimi\u201d con lavoro e istruzione. L&amp;#39;ente \u00e8 ancora attivo sulla scia di quei \u201cpionieri di arditezze sociali\u201d che ne hanno fatto la storia.<\/p>\n<p><strong>Caserma Santa Barbara<\/strong><br \/>\nVisite sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,30. Solo per iscritti FAI.<br \/>\nAttuale sede del 1\u00b0 Reggimento Trasmissioni dal 25 maggio 1974. Solitamente chiusa al pubblico, la Caserma Santa Barbara, \u00e8 conosciuta anche solo col nome di \u201cLa Perrucchetti\u201d poich\u00e9 situata nell\u2019omonima piazza. Inaugurata nel 1931 alla presenza del re Vittorio Emanuele III, edificata per ospitare il Reggimento Artiglieria a Cavallo \u201cVoloire\u201d che nel 2016 ha lasciato la struttura. La missione principale del 1\u00b0Rgt. T., presente a Milano dal lontano 1 dicembre 1948, \u00e8 quella di assicurare i collegamenti e consentire la fondamentale funzione del Comando e Controllo (C2) al Corpo d&#8217;Armata di Reazione Rapida a guida italiana della NATO (NRDC-ITA), un alto comando ad elevata prontezza e proiettabilit\u00e0, di stanza a Solbiate Olona (VA). La visita alla Caserma \u201cSanta Barbara\u201d consentir\u00e0 di ammirare alcuni ambienti interni come lo Scalone d\u2019onore, l\u2019ex Circolo Ufficiali e il piazzale dell\u2019alzabandiera.<\/p>\n<p><strong>Archivio Negroni<\/strong><br \/>\nVisite sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,30. Solo per iscritti FAI.<br \/>\nTra Citt\u00e0 Studi e Ortica, in quella Milano in rapida ripresa del secondo dopoguerra, dove fabbriche e opifici si integravano nel tessuto urbano, sorge l&#8217;Archivio Negroni, testimone dell&#8217;eredit\u00e0 storica e culturale dell&#8217;Attrezzeria Edoardo Negroni. Dagli anni \u201950 ha costruito capolavori miniati a bulino: cilindri da laminatoio, punzoni e stampi per particolari ornamentali e di argenteria classica. Superata un\u2019ampia sala oggi a disposizione per iniziative temporanee, dietro una vetrata si scopre l&#8217;archivio dei rulli incisi, dei disegni e dei calchi che, insieme ai laminatoi storici e gli utensili per la produzione, ci raccontano di un mondo artigianale milanese da riscoprire: l&#8217;arte dell\u2019incisione su acciaio e della<br \/>\nmanifattura di piccola serie. L&#8217;attrezzeria si presenta come un \u201cserbatoio\u201d dinamico e attivo di informazioni e riferimenti pratici. Un progetto di valorizzazione di questo patrimonio artigianale vedr\u00e0 nei prossimi anni l&#8217;Archivio Negroni proporsi in un luogo autentico.<br \/>\nScuola Militare Teuli\u00e8. Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,30; dalle 10 alle 12,30 solo per iscritti FAI.<br \/>\nLa Scuola Militare Teuli\u00e8, dedicata al Generale Pietro Teuli\u00e9, nata il 15 gennaio 1802, rappresenta un vero e proprio &#8220;reperto storico&#8221;\u00a0la pi\u00f9 antica delle istituzioni napoleoniche tuttora esistenti. La Scuola si evolve nell&#8217;et\u00e0 asburgica e dall&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia alle due guerre mondiali fu sottoposta a varie chiusure e riaperture. Il corpo pi\u00f9 antico della struttura architettonica, che risale al 1756, e originariamente ospitava il monastero di San Luca.<\/p>\n<p><strong>Campus Bonardi<\/strong><br \/>\nVisite sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,30.<br \/>\nIl Politecnico di Milano in occasione delle Giornate Fai di Autunno apre la sua sede storica di Piazza Leonardo da Vinci\u00a0per mostrare i nuovi spazi frutto di recenti interventi di riassetto e riqualificazione attuati al fine di restituire alla comunit\u00e0 politecnica e alla citt\u00e0 di Milano un polo di eccellenza internazionale per la ricerca e l\u2019innovazione in architettura.<br \/>\nPartendo dal Rettorato, anch&amp;#39;esso in gran parte restaurato, percorrendo i lunghi viali alberati, si visiter\u00e0 il Giardino di Leonardo da poco ampliato, valorizzato e dotato di postazioni attrezzate per lo studio.Si raggiunger\u00e0, poi, il nuovo Campus di Architettura nato dalla prestigiosa idea dell\u2019Alumnus Renzo Piano, sviluppata dallo studio Ottavio Di Blasi &amp;Partners, con i suoi ampi spazi aperti, verdi, con nuovi luoghi per lo studio, il lavoro e la ricerca.<\/p>\n<p><strong>Borgo Chiaravalle<\/strong><br \/>\nVisite sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17.<br \/>\nLa passeggiata nel Borgo di Chiaravalle porta alla scoperta di questo piccolo e prezioso borgo-quartiere, del suo passato ricco di avvenimenti e delle politiche di innovazione che ne immaginano il futuro. Grazie alla collaborazione con quattro associazioni locali, ABC \u2013 Associazione Borgo di Chiaravalle, il Circolo Arci Francesco Pessina, \u2018Terzo Paesaggio\u2019 e \u2018Terra Rinata\u2019, narratori FAI e cittadini faranno rivivere la storia e le storie del borgo attraverso i suoi luoghi. La passeggiata partir\u00e0 dal comprensorio ottocentesco, sede del Circolo Arci e della ex scuola, per poi percorrere le strade di Chiaravalle tra ponti, cascine e antiche farmacie, fino al giardino condiviso, luogo dedicato alla cura delle piante e delle persone attraverso il giardinaggio e diverse esperienze multisensoriali.<\/p>\n<p><strong>Melegnano (MI)<\/strong><br \/>\nCastello Mediceo<br \/>\nVisite sabato 17 e domenica 18 e sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle ore 10 e ultimo ingresso 17,30; dalle 10 alle 12,30 solo per iscritti FAI.<br \/>\nIl castello Visconteo Mediceo di Melegnano rappresenta il monumento simbolo della citt\u00e0, con cui ha un rapporto dialettico da quasi 800 anni. Prima come receptum (1243), poi rifugio per la popolazione nel periodo delle lotte tra i liberi Comuni e l\u2019Impero; fu corte della dinastia viscontea che, soprattutto con Bernab\u00f2 (1350), gli impresse l\u2019aspetto possente e arcigno che neppure gli interventi di epoca Medicea (XVI secolo) riusciranno a scalfire. Questo maniero, nel quale si frange il sogno di grandezza di Gian Galeazzo di unificare l\u2019Italia Centro-Settentrionale sotto il suo scettro (1402) e dove inizia il breve dominio degli Sforza (1449), vedr\u00e0 poi l\u2019arrivo del Medeghino che far\u00e0 le fortune sue e della famiglia con \u201cil mestiere delle armi\u201d, ma il \u201cPerdono\u201d concesso da papa Pio IV riconcilier\u00e0 la citt\u00e0 con la dinastia medicea. Anche nei lunghi anni di obl\u00eco il castello trover\u00e0 modo di vivere con la citt\u00e0 ospitando il Comune e la Civica biblioteca.<\/p>\n<p><strong>In LOMBARDIA:<\/strong><br \/>\n<strong>Sovere (BG)<\/strong><br \/>\n<strong>Santuario della Madonna della Torre<\/strong><br \/>\nIl Santuario della Madonna della Torre sorge isolato su un\u2019altura che domina l\u2019abitato di Sovere ed \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 antichi, oltre che pi\u00f9 belli, della diocesi di Bergamo. La chiesa di Santa Maria della Torre \u00e8 citata in una bolla papale gi\u00e0 nel 1169. L\u2019attuale santuario, ricostruito nei primi anni del \u2018600, si distingue per la ricchezza degli stucchi dei Porta di Osteno, gli stessi di Santa Maria Maggiore a Bergamo. Fra i dipinti spiccano l\u2019Annunciazione del Cavagna del 1597 e le opere di Domenico e Marziale Carpinoni fra cui anche un raro ciclo completo delle Sibille. Sulla parete destra sono emersi affreschi votivi del tardo \u2018400. La scultura raggiunge il suo apice con l\u2019altare di Andrea Fantoni, che realizza<br \/>\nanche il gruppo dei dolenti nella cappella della Crocefissione. Da menzionare anche l\u2019organo Serassi con la cassa scolpita dall\u2019intagliatore Angelini di Rovetta. La cantoria \u00e8 stata realizzata da Alessandro Armanni, forse con la collaborazione di Prezioso Fantoni.<\/p>\n<p><strong>Caslino d\u2019Erba (CO) <\/strong><br \/>\n<strong>Palazzo Pecori<\/strong><br \/>\nIl complesso, risalente al &#8216;700 e citato da Pietro Verri nel 1762, appartenne dapprima alla famiglia Morello \u2014 nota nell&#8217;erbese per la produzione della seta \u2014 poi ai Castelletti. Il passaggio alla nobile casata dei Pecori avvenne in occasione delle nozze di Placida Castelletti con il fiorentino Enrico Pecori, inventore nel 1891 del triciclo a vapore che porta il suo nome. Nel 1985 parte dell&#8217;edificio fu donato al Comune dalla discendente Angelina Colombo Pecori e da 15 anni non \u00e8 accessibile al pubblico. Si segnalano il cortile, il portico d&amp;#39;ingresso, il teatrino privato, la cappella affrescata e l&#8217;altare intarsiato. Un paio di ambienti del piano nobile, affrescati con figure allegoriche che esaltano il lavoro nei campi e la ricchezza che l&#8217;uomo pu\u00f2 ricavarne, sono riconducibili al pittore neoclassico Comerio, attivo a Roma e Bergamo. Infine, il S. Crocifisso dipinto su una delle facciate esterne del palazzo \u00e8 tutt&amp;#39;ora oggetto di devozione popolare da parte dei caslinesi.<\/p>\n<p><strong>Cremona<\/strong><br \/>\n<strong>Quadreria della Fondazione Citt\u00e0 di Cremona<\/strong><br \/>\nLa Fondazione Citt\u00e0 di Cremona \u00e8 il risultato del progressivo accorpamento di numerosi luoghi pii e di consorzi che, fin dal \u2018300, si occupavano a Cremona di assistenza e carit\u00e0. La Fondazione ha sede nel Palazzo della Carit\u00e0, singolare costruzione tardo seicentesca di grande pregio, che ospita ancora oggi una delle pi\u00f9 significative quadrerie della citt\u00e0. Tale raccolta \u00e8 costituita da opere provenienti dalle diverse istituzioni caritative che si accorparono nei secoli e annovera dipinti di grande importanza: dai capolavori cinquecenteschi di Giulio Calvi e Gervasio Gatti, ai bellissimi ritratti di maestri novecenteschi come Giuseppe Rivaroli, Carlo Vittori, Emilio Rizzi, Mario Busini e Mario Biazzi.<\/p>\n<p>L&#8217;apertura consente di ammirare una singolare costruzione tardo seicentesca, gi\u00e0 sede del Consorzio della Donna, una delle pi\u00f9 importanti realt\u00e0 medievali dedite alla carit\u00e0 e all&#8217;assistenza che ebbe numerosi accorpamenti fino a diventare l&#8217;odierna Fondazione Citt\u00e0 di Cremona. Quest&#8217;ultima, nel corso dei secoli, ha visto costituirsi una quadreria di altissimo livello qualitativo, in seguito all&amp;#39;accorpamento di altri luoghi pii, che portavano in queste opere d&#8217;arte, e a numerose donazioni di benefattori. Oltre alle raffinate Storie bibliche di Francesco e Pietro Antonio Picenardi, tra cui si distingue la struggente Annunciazione, il cuore della collezione \u00e8 costituito da importantissimi capolavori novecenteschi di Giuseppe Rivaroli, Carlo Vittori, Emilio Rizzi, Mario Busini e Mario Biazzi, solo per citare i nomi principali.<\/p>\n<p><strong>Merate (LC) <\/strong><br \/>\n<strong>Villa Subaglio<\/strong><br \/>\nVilla Subaglio \u00e8 di antica fondazione, citata in un documento del 1671. Nella Villa Subaglio, che nel corso del XVIII e XIX secolo ha subito numerose modifiche e rimaneggiamenti, si ritrovano tutti gli elementi tipici delle ville di delizia lombarde, quali un impianto con pianta a U che apre una cour d\u2019honneur verso l\u2019ingresso principale, un giardino all\u2019italiana con statue e fontane nonch\u00e9 un giardino all\u2019inglese ed un vasto bosco. L\u2019edificio della villa \u00e8 semplificato per quanto riguarda la volumetria, i piani, le modanature, gli ornamenti e il gioco di pieni e vuoti. Splendidi e ben conservati gli interni decorati con sensibilit\u00e0 barocchetta dal pittore meratese Costantino Frisia. La villa Subaglio, collocata su un rilievo collinare, in posizione panoramica dominante, con un giardino che si sviluppa sul pendio naturale, si pu\u00f2 considerare un caso esemplare sia per la vastit\u00e0 che per il disegno originale e l&amp;#39;articolazione degli spazi verdi nonch\u00e9 per la particolare posizione.<br \/>\nMonza (MB)<\/p>\n<p><strong>PIME \u2013 Seminario Teologico Internazionale<\/strong><br \/>\nIl Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) ha sede a Monza in una villa con un ampio parco adiacente a quello Reale. L\u2019edificio originario risale al primo quarto del XVIII secolo e ha subito nel tempo numerose modifiche e passaggi di propriet\u00e0. Nel 1912 la villa possedeva all&#8217;ingresso un pergolato in stile liberty e un parapetto in ferro battuto intorno al lucernario sul tetto con intorno i camini. Nello stesso anno Monsignor Adamo Pietro Brioschi, per conto dell\u2019Istituto delle Missioni estere di Milano, acquist\u00f2 dalla famiglia Staurenghi la villa che divenne la sede del Seminario. Fin dall&#8217;inizio i membri dell\u2019Istituto sono stati preti e laici che vivono la vocazione missionaria ad vitam, ad extra, ad gentes e insieme. Molti missionari sono stati ritratti da un confratello pittore in quadri raccolti in una galleria che sar\u00e0 oggetto di visita, insieme alla Cappella decorata con icone vivacissime. La chiesa, dalle linee sobrie e moderne, raccoglie anche il ricordo dei molti sacerdoti e laici che hanno perso la vita in missione. Interessante la collezione di farfalle e insetti provenienti da tutti i continenti, collezionata da padre Carlo Brivio, considerato uno dei maggiori entomologi al mondo. Nel giardino, nelle antiche scuderie, \u00e8 stata ricavata una chiesa aperta regolarmente al pubblico.<\/p>\n<p><strong>Torricella Verzate (PV)<\/strong><br \/>\n<strong>Monte Sacro<\/strong><br \/>\nIl Santuario della Passione di Torricella Verzate, edificato e benedetto nel dicembre 1768, ha la forma di una croce greca, di ordine corinzio composito, ed \u00e8 &amp;quot;aedificata supra firmam petram&amp;quot;, cio\u00e8 senza fondamenta. Dall&#8217;ingresso principale si nota la ricchezza dei fregi e l&#8217;altare principale in marmo, mentre, dalla parte opposta, \u00e8 situato l\u2019organo costruito dai rinomati fratelli Lingiardi. L&#8217;altare maggiore \u00e8 preceduto da due altari minori laterali: entrambi in marmo, quello di sinistra accoglie una statua di Madonna con Bambino mentre quello di destra ospita il simulacro del Cristo morto, opera di un monaco pavese. L&#8217;altare principale \u00e8 sovrastato da un tempietto sostenuto da sei colonne marmoree, sulla cui cupola si collocano otto Angeli in atto di adorazione e di portare trionfo alla Croce. A sinistra e a destra del presbiterio si incontrano due locali: uno adibito a sagrestia, l&#8217;altro trasformato di recente in una piccola cappella feriale.<\/p>\n<p><strong>Vimercate (MB) <\/strong><br \/>\n<strong>Cascina Lodovica<\/strong><br \/>\nA Oreno di Vimercate, La Lodovica, una tenuta di campagna del XIX secolo, prestigiosa location per eventi e cerimonie, consente di vivere l\u2019esperienza di viaggiare nel passato: conoscere gli spazi della vita contadina nell\u2019Ottocento, ma soprattutto vedere da vicino una preziosa collezione di carrozze d\u2019epoca, oltre venti pezzi unici restaurati da esperti artigiani, oggi utilizzate nelle competizioni di attacchi di tradizione, la disciplina sportiva equestre che prevede la guida di veicoli originali trainati da cavalli. E inoltre, accurate riproduzioni in scala, livree e finimenti, oggetti da viaggio, una miriade di rare curiosit\u00e0 e, naturalmente, i cavalli. La struttura, una tipica cascina lombarda dotata dopo il restauro di tutti i comfort, era destinata ad ospitare, secondo criteri innovativi per il tempo, i coloni della famiglia Borromeo, di cui rimangono numerose tracce, a partire dal nome: Lodovica Gallarati Scotti, sposa nel 1904 del conte Gian Carlo Borromeo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fondoambiente.it\/il-fai\/grandi-campagne\/giornate-fai-autunno\/i-luoghi-aperti\/?regione=LOMBARDIA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">TUTTI I LUOGHI APERTI IN LOMBARDIA\u00a0<\/a><\/p>\n<p>Per ulteriori informazioni: www.giornatefai.it \u2013 www.fondoambiente.it o 02\/467615399.<br \/>\nIMPORTANTE: Verificare sul sito i luoghi aperti nei due fine settimana ed eventuali variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>138 aperture a contributo libero in pi\u00f9 di 50 citt\u00e0 della Lombardia, organizzate per la prima volta in due fine settimana, sabato 17 e domenica 18, sabato 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