Speciale elezioni - Quali ripercussioni avrà il mancato raggiungimento del quorum da parte della Lega? A cosa è dovuto questo calo?
Raimondo Fassa: "Varese puo' cambiare"

Il dato elettorale che farà più meditare, nei prossimi mesi, i politici di Varese (e non solo …) è il mancato raggiungimento, da parte della Lega Nord, della "fatidica" soglia del 4%.

In effetti, non è solo un problema psicologico.

Essere rimasti al di sotto del quorum ha infatti tre pesanti conseguenze:

  1. che nessuno dei parlamentari leghisti oggi presenti in Parlamento (nemmeno Bossi!) è lì coi voti della sola Lega;
  2. che l'alleanza con la Lega non è (almeno nel lungo-medio periodo) destinata ad essere determinante né per future maggioranze parlamentari di centro-destra né, soprattutto, per future affermazioni elettorali di quest'ultima;
  3. che, d'ora in avanti, ai parlamentari leghisti converrà di più essere fedeli a Berlusconi che non a Bossi.

Non meno interessanti le ragioni del calo.

La prima è che mai così ampio è stato lo scollamento fra la "base" leghista e le scelte dei suoi vertici. È chiaro che Bossi l'alleanza l'ha dovuta fare, a suo tempo, per evitare la diserzione dei suoi colonnelli. Ma, di fatto, la Lega ha massimizzato il suo consenso quando ha enfatizzato la sua diversità. Che non era fatta solo di secessione. Ma anche di realismo, di rispetto per la legge, di pulizia morale, di buona amministrazione e (non dimentichiamo questa virtù, in genere così disprezzata dai politicanti) di coerenza.

Tutte cose che mal si conciliano - ed è questa la seconda ragione del calo elettorale - con le pubbliche dichiarazioni fatte ad esempio a favore delle reti Mediaset o sul "primato" della politique politicienne sul sentire comune degli elettori.
Per vedere quali potranno essere le conseguenze su Varese, occorre tener conto di un ulteriore dato. Il voto del 13 maggio, da qualunque parte lo si consideri, è un voto "moderato". E, per una volta, di un moderatismo che può essere sinonimo di buon senso, e non di qualunquismo o di consociativismo. Il voto dato a Forza Italia (al di là dell'indubbio impatto mediatico del Cavaliere) avviene infatti a spese non solo della Lega, ma anche di AN e del Biancofiore. Il decremento dei Democratici di Sinistra è largamente compensato dall'incremento della Margherita, a Varese più forte che altrove.

Questo è forse il dato più significativo. Il successo della Margherita non credo derivi solo dalla pura e semplice somma aritmetica dei voti delle variegate forze politiche che la compongono. È  un voto che, per larga parte, viene dal mondo cattolico non organizzato in (per fortuna minoritarie) lobby economiche e clientelari. È  il voto del volontariato. È  il voto di quei laici che non vogliono appiattirsi a sinistra senza per questo dover cedere alle facili lusinghe della destra.

È  presto per dire se si tratta di un "fuoco di paglia" o di qualche cosa di più radicato. Molto dipenderà dalla capacità di costruire, di lavorare insieme, e di dialogare. Ma è indubbio che questo tipo di voto mostra la possibilità di gettare le basi per costruire - dalla Città, con la Città e per la Città - una sintesi politica nuova, veramente capace (al di là di schematismi facili quanto sterili) di perseguire il "bene comune".