CIAO PIETRO! La notizia della morte di Pietro Macchione mi addolora profondamente. Ci eravamo sentiti al telefono prima di Natale e non aveva nascosto la sua preoccupazione sugli esiti degli esami a cui era sottoposto. Ci eravamo lasciati con l’impegno di ritrovarci una volta dimesso dall’ospedale. Purtroppo questo momento non è arrivato. Con Pietro ci eravamo conosciuti nella prima metà degli anni settanta quando lui era “sbarcato” a Varese proveniente dalla nostra amata Calabria. Scherzavamo spesso sulle differenze tra calabresi del nord (lui era cosentino) e calabresi del sud(io ero reggino). Forse lo facevamo anche per esorcizzare i pregiudizi nei confronti dei meridionali (che qua e là si avvertivano anche dentro l’area di sinistra). Ma Pietro, come ha scritto qualcuno, è diventato più varesino dei varesini, dedicando tutte le sue energie alla conoscenza della realtà locale prima come ricercatore e poi, per ben trent’anni, come editore portando alla luce il grande patrimonio storico e culturaledi Varese e provincia. Ricordo con grande nostalgia gli anni in cui Pietro aveva cominciato la sua grande avventura. Dopo i grandi successi politici del 1974,1975 e 1976 in segreteria provinciale del PCI ci eravamo posti il problema di far conoscere la storia del partito varesino attingendo alla documentazione, tanto enorme quanto disordinata, accumumalata negli anni al piano interrato del bunker di viale Monterosa. L’arduo compito venne affidato a Pietro Macchione, professore di storia, iscritto al PCI e fortemente impegnato nella CGIL Scuola. Il riordino di quelle carte lo impegnò per quasi due anni. Nacque cosi il suo primo volume “I Congressi del PCI in provincia di Varese (1945-1977)”, completo di relazioni, interventi, conclusioni e organismi dirigenti, a cui seguirono “Capitoli di storia varesina”, dedicato alle lotte dei comunisti varesini nel decennio successivo alla Liberazione e “Testimoni del tempo” sull’impegno dei militanti comunisti durante il ventennio fascista. Grazie alla serietà e alla passione profuse in questo lavoro nuovi compiti gli vennero affidati anche dalla FIOM-CGIL sulla “sindacalizzazione difficile” nelle fabbriche varesine Ignis, Siai, Bassani, Macchi e uno studio sulle origini del movimento operaio nell’alto milanese. Nel 1980, candidato del PCI, entrò a far parte del Consiglio Comunale di Varese e poi ancora per due legislature. Io perdo un amico e un compagno di tante battaglie, la città perde un uomo di cultura che ha saputo far conoscere e valorizzare storia, tradizioni e culture. Ai figli Sara e Daniele le più sentite condoglianze e un forte abbraccio solidale.